Vico Equense, l’ultimo eremita del Faito con De Gasperi
Quella che vedete è una testimonianza potentissima.
In un solo scatto: il tramonto della millenaria esperienza eremitica sul Monte Faito e l’alba della nuova Repubblica Italiana.
Un’immagine unica, custodita dall’ Archivio fotografico Riccardo Carbone di Napoli, ritrae Padre Antonio Vivoda, ultimo eremita del Faito, accanto ad Alcide De Gasperi, primo Presidente del Consiglio dell’Italia repubblicana.
Siamo all’inizio del 1951, al Grand Hotel Monte Faito, dove De Gasperi ha scelto di trascorrere il Capodanno con la famiglia.
Fuori, una nevicata eccezionale isola l’albergo e rende irraggiungibile il Santuario di San Michele Arcangelo.
Padre Vivoda scende dall’eremo e celebra la Messa nella sala dell’hotel, per il Presidente e i suoi cari.
Nato a Veglia, in Istria, nel 1908, Padre Antonio Vivoda, frate minore conventuale e dottore in Teologia, fu il primo direttore della rivista Cavaliere dell’Immacolata. Amico e compagno di studi di San Massimiliano Kolbe, dopo il ministero alla Basilica di Sant’Antonio di Padova entrò nell’Ordine dei Camaldolesi, per poi scegliere l’ascetismo puro sul Monte Faito e sul Molare. Grande devoto di Maria Vergine, fu autore del testo “L’apostolato mariano della sofferenza”, pubblicato nel 1949 e scritto negli anni di eremitaggio. Contribuì alla tutela del culto di San Michele e partecipò alla ricostruzione del santuario, in seguito all’incontro sul Molare con Amilcare Sciarretta. Dal 1950 al 1953 ne fu rettore. Morì a Napoli, in concetto di santità, nel 1953.
📷 Archivio Fotografico Riccardo Carbone – Napoli
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