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Un frammento di storia mariana: la rara lastra di rame del XVIII secolo che racconta la fede di Positano

Positano. Si avvicina la solennità dell’Assunzione di Maria e la Parrocchia di Santa Maria Assunta si appresta a vivere con profonda fede un appuntamento che, da secoli, coinvolge l’intera comunità. Non si tratta solo di un evento religioso, ma di un momento in cui si rinnova l’identità collettiva di un paese, legato indissolubilmente alla sua Patrona.
La ricorrenza, che richiama residenti e visitatori, porta con sé un intreccio di storia, tradizioni e spiritualità, tramandato di generazione in generazione. Ogni vicolo, ogni sguardo verso il mare e verso la cupola maiolicata della chiesa sembra raccontare la stessa storia: quella di un popolo che trova nella Madonna di Positano non solo protezione, ma anche un simbolo di appartenenza.
Quest’anno, la preparazione alla festa assume un significato ancora più intenso. Come ricorda un post pubblicato sulla pagina Facebook della parrocchia, la comunità è invitata a riscoprire i tesori nascosti della propria devozione mariana. Tra questi, una rara lastra di rame della fine del XVIII secolo, utilizzata anticamente per incisioni a bulino e la realizzazione di acqueforti. Su di essa, un’invocazione che racchiude il sentimento di fede e speranza dei positanesi: “Venisti a noi propizia qual mattutina stella a dissipar le tenebre dell’orrida procella. Deh, quando fremon l’onde sopra le nostre sponde alzando la tua mano difendi Positano”.
Parole antiche che ancora oggi risuonano attuali, come un ponte tra il passato e il presente. La Madonna, raffigurata come stella mattutina, continua a essere percepita come guida e protettrice del borgo, soprattutto nei momenti di tempesta, metaforica e reale.
La Solennità dell’Assunzione non sarà quindi solo celebrazione liturgica, ma occasione per riaffermare il legame profondo che unisce Positano alla sua Patrona: un vincolo fatto di memoria, fede e gratitudine che il tempo non ha scalfito.