“Reporter attivista, non giornalista”: Di Battista infiamma Villa Fondi con “Democrazia deviata”
“Reporter attivista, non giornalista”: Di Battista infiamma Villa Fondi con “Democrazia deviata”. Un dialogo intenso e una platea gremita e attenta hanno accolto Alessandro Di Battista al Festival del Giornalismo e del Libro d’Inchiesta, ospitato questa volta nella splendida cornice di Villa Fondi. Continua il tour di questo straordinario evento, organizzato da Vincenzo Iurillo, che ha portato in penisola personaggi di alto spessore. Questa volta è toccato all’ex esponente dei 5*, che ha presentato il suo ultimo libro, “Democrazia deviata”: un’analisi su come i cittadini percepiscono che le decisioni cruciali vengano prese in luoghi lontani dalle istituzioni e dalla volontà popolare. Ai nostri microfoni, Di Battista ha condiviso la sua visione del mestiere di raccontare la realtà. “Mi sento un reporter attivista, non un giornalista”, ha spiegato, sottolineando la sua convinzione di come sia possibile fare buona informazione anche al di fuori delle strutture tradizionali. Ha poi aggiunto che, a suo parere, l’Ordine dei giornalisti andrebbe abolito, in quanto crede fermamente che la passione e l’impegno civico siano le qualità più importanti per chi si dedica a informare il pubblico. Nel suo libro, “Democrazia deviata”, Di Battista sposa l’idea che l’astensione dal voto non sia un semplice disinteresse, ma una scelta consapevole di chi si sente escluso da un sistema decisionale opaco. Lo scrittore ha portato l’esempio della situazione a Gaza, spiegando come, nonostante la maggioranza dei cittadini non voglia la continuazione del conflitto, i governi sembrano agire in modo contrario, suggerendo che le loro scelte siano influenzate da forze più ampie e ricattatrici. La presenza di Di Battista al festival ha offerto un’opportunità di riflessione sul ruolo dell’informazione e sul rapporto tra potere e cittadinanza, dimostrando una notevole capacità di stimolare il dibattito su temi di grande attualità.
