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Positano, caso condizionatori Chez Black: il TAR annulla l’ordinanza di demolizione del Comune, ecco cosa è successo

Positano, caso condizionatori Chez Black: il TAR annulla l’ordinanza di demolizione del Comune, ecco cosa è successo
Positano.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – sezione staccata di Salerno – si è espresso sulla controversa vicenda che ha coinvolto il noto ristorante “Chez Black” di Positano e l’ordinanza comunale che imponeva la demolizione degli impianti di condizionamento storicamente installati a servizio dell’attività. Con sentenza depositata dopo l’udienza del 16 luglio 2025, il TAR ha accolto il ricorso presentato dai titolari, Salvatore Russo e Consolata Di Leva, rappresentati dall’avvocato Marcello Fortunato, annullando il provvedimento del Comune.

La vicenda

Tutto è partito dall’ordinanza n. 45 del 24 ottobre 2024, con cui l’Area Tecnica Edilizia Privata del Comune di Positano aveva ordinato la demolizione dell’impianto di condizionamento, sostenendo che fosse privo delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche e visibile da spazi pubblici.

La società ricorrente ha però ribattuto che l’impianto esiste da decenni, collocato in una rientranza tra due sporti edilizi e schermato, quindi non visibile dallo spazio pubblico. Secondo i ricorrenti, si trattava di semplici lavori di rinnovo e sostituzione delle apparecchiature, rientranti nell’“edilizia libera” e dunque esclusi da autorizzazioni paesaggistiche, come previsto dal D.P.R. 31/2017.

Le motivazioni del TAR

Il Tribunale ha ritenuto fondate le contestazioni dei ricorrenti, rilevando:

  • la non visibilità degli impianti dallo spazio pubblico, elemento decisivo per stabilire l’esenzione dall’autorizzazione paesaggistica;

  • il fatto che gli interventi consistessero nella sostituzione di apparecchiature già esistenti, qualificabili come opere pertinenziali e di edilizia libera;

  • la mancata costituzione in giudizio del Comune, che non ha confutato le prove tecniche e fotografiche prodotte dalla difesa.

Il TAR ha inoltre censurato il difetto di motivazione dell’ordinanza comunale, sottolineando come non fosse chiaro in che modo l’impianto potesse alterare lo stato dei luoghi.

La decisione

Con la sentenza, i giudici amministrativi hanno annullato l’ordinanza comunale di demolizione, compensando le spese di lite tra le parti ma ponendo a carico del Comune il rimborso del contributo unificato versato dai ricorrenti.