Logo

Peppe Cantore e l’eredità di Luigi De Filippo: un’esperienza indimenticabile. L’attore Peppe Cantore, volto noto al grande pubblico per le sue interpretazioni in film come Gomorra, a Napoli non piove mai, Capri e Commedia Sexy, ha concesso un’intervista ai nostri microfoni, offrendo uno sguardo sincero sulla sua carriera, le sue passioni e i suoi consigli per i giovani aspiranti attori. Con un sorriso, Cantore ha ammesso di non avere una memoria di ferro per i titoli dei film in cui ha recitato: una curiosa anomalia che lo rende ancora più simpatico. Quando, però, gli è stato chiesto quale fosse il ruolo che ha amato di più, la sua risposta non ha lasciato dubbi: “Quello del film che uscirà prossimamente in RAI e che, ovviamente, nessuno ha ancora visto”. Cantore ha anche condiviso un suo grande sogno professionale: interpretare, non come protagonista, una fiction che duri almeno dieci anni, cioè “quanto mi manca per raggiungere l’età della pensione”, sorride, rivelando un desiderio di stabilità e continuità nel suo percorso artistico. A tal proposito, tra le sue esperienze più significative, Peppe ha voluto ricordare quella con Luigi De Filippo, sia per la bravura del maestro, da cui “c’era solo da imparare”, sia perché quegli anni rappresentavano un’epoca d’oro per gli attori, che lavoravano di continuo ed erano sempre in giro, al contrario dell’oggigiorno in cui ci sono parecchi mesi di “riposo”. Riguardo poi al suo metodo di lavoro con i registi, Cantore ha usato una metafora molto efficace: “A me piace essere plasmato”. L’attore ha spiegato di preferire un approccio in cui il regista gli fornisca tutte le indicazioni precise, in modo che “io possa fare il possibile per accontentarlo”, ha ribadito, sottolineando la sua dedizione e il suo spirito di adattamento.
Infine, un consiglio diretto e senza peli sulla lingua per i giovani, che sperano di sfondare nel mondo della recitazione. “Provate per i primi due o tre anni”, ha esortato Cantore, “ma, se poi capite che non è la vostra strada, cambiate mestiere immediatamente”. Un monito che spinge a una profonda riflessione e a un sano pragmatismo, lontano dalle illusioni di un mondo dello spettacolo che spesso non è quello che sembra.