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Minori, scatta come ogni anno il divieto di balneazione: ancora assenti i depuratori in molti comuni della Costiera Amalfitana

Minori, scatta come ogni anno il divieto di balneazione: ancora assenti i depuratori in molti comuni della Costiera Amalfitana

MINORI – Anche quest’estate, puntuale come un triste rituale, arriva il divieto di balneazione a Minori. Con l’ordinanza n. 40 del 7 agosto 2025, il sindaco Andrea Reale ha disposto il divieto temporaneo di accesso al mare per un tratto del litorale comunale, in seguito alla comunicazione ufficiale dell’ARPAC – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania.

Il provvedimento riguarda un tratto di costa lungo 941 metri, situato nello specchio acqueo antistante il Comune di Minori, compreso tra le seguenti coordinate geografiche:

  • Longitudine: da 14,62515 a 14,63331

  • Latitudine: da 40,64786 a 40,64778

La decisione dell’amministrazione si basa sulla nota ARPAC n. 8372 del 7 agosto 2025, che riporta i risultati negativi delle analisi effettuate su un campione d’acqua prelevato il 18 aprile 2023, giudicato sfavorevole alla balneazione.

Fino a nuova comunicazione da parte del Dipartimento Provinciale ARPAC, e finché i parametri microbiologici non rientreranno nei limiti di legge, il divieto resterà in vigore per garantire la sicurezza e la salute pubblica.

Il problema strutturale: la mancanza di depuratori

Questo ennesimo divieto non è un fulmine a ciel sereno. La questione della depurazione assente o insufficiente resta uno dei principali nodi irrisolti della Costiera Amalfitana, un territorio famoso in tutto il mondo per la sua bellezza, ma ancora troppo spesso afflitto da carenze infrastrutturali.

Tra i comuni ancora sprovvisti di depuratori, spicca Ravello, che si affaccia proprio sulla costa di Minori. Nonostante gli anni di denunce, progetti annunciati e fondi promessi, il sistema fognario e di depurazione resta inadeguato, contribuendo al deterioramento della qualità delle acque marine. A Minori c’è, ma non è detto che sia colpa di Ravello, bisogna anche vedere se ci sono problematiche sul territorio.

In ogni caso. Una situazione paradossale per una delle mete turistiche più rinomate d’Italia, che continua a pagare un conto salato in termini di immagine, turismo e tutela ambientale.

Serve un cambio di passo

Il ripetersi annuale di questi divieti evidenzia l’urgenza di interventi strutturali concreti, coordinati tra i diversi livelli istituzionali. Non si può continuare a gestire un problema cronico come fosse un’emergenza stagionale.

Nel frattempo, cittadini e turisti devono fare i conti con il divieto, e la Costiera continua a mostrare le sue bellezze paesaggistiche… ma anche le sue contraddizioni ambientali.