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“Danzare la gioia di vivere con ogni molecola è l’unico modo per onorare e scongiurare la morte”. Goran Bregović

Piano di Sorrento (NA) Ieri sera a Villa Fondi nell’ambito della rassegna “Note di stelle” con la direzione artistica di Fiorenza Calogero, evento promosso e organizzato dal Comune di Piano di Sorrento nella persona del sindaco Salvatore Cappiello e dell’assessore alla cultura, Giovanni Iaccarino si è tenuto il concerto “Bulgarian Routes” dei “Nubras” ensemble composto da Giulia Anita Bari (violino), Carla Mulas Gonzàlez (violino), Igor Ligari (contrabbasso), Giorgio Gadotti (sax contralto, gajda), Nino Conte (fisarmonica), Giovanni Lo Cascio (percussioni) e Roxana Ene (voce). I sette musicisti hanno dato vita ad un evento musicale molto apprezzato dal numeroso pubblico intervenuto sia per la cifra stilistica riconosciutagli recentemente anche dalla prestigiosa dall’Accademia Chigiana di Siena che per le emozioni che la loro performance è stata capace di trasmettere. Se l’omaggio al grande suonatore di zurna Samir Kurtov rivela tutta la bravura dell’ensemble, brani come “Se giri l’angolo, c’è un giardino di fiori”, “Di chi è questa ragazza” e “La fioraia” omaggio a Gabi Luncă: vanno dritti al cuore e rinnovano quella gioia di vivere esaltata da sempre da quel Maestro assoluto della musica balcanica che è Goran Bregović. Nella notte carottese il suono del qraqeb – una sorta di nacchere in ferro che venivano usate dagli schiavi dell’Africa subsahariana impiegati in Nord Africa, e le percussioni del Maestro Giovanni Lo Cascio ci invitano poi ad una sacrosanta riflessione quella sulla tragedia palestinese cantata dalla splendida voce di di Roxana Ene, artista italo-romena di origine Rom con all’attivo una lunga collaborazione con Moni Ovadia, noi che da anni ricordiamo l’Olocausto, non possiamo voltarci davanti al genocidio che Benjamin Netanyahu e i suoi sodali stanno  consumando oggi nella striscia di Gaza verso donne e bambini, che nulla hanno a che fare con Hamas. L’indignazione che proviamo ha una risposta nella stessa origine di questo gruppo musicale che si è definito “Nubras” da No brass, una parola araba che vuol dire “coraggioso” e che nella lingua urdu indica la lanterna che illumina, apre la vista verso nuove strade, questo è anche uno dei compiti preziosi della musica illuminare il buio che ottenebra le menti di chi di fronte a bambini che stanno letteralmente morendo di fame ha abdicato l’umana pietà o peggio ancora continua a tacere a girarsi dall’altra parte. Un grazie a Fiorenza Calogero che ci ha proposto durante questa rassegna degli artisti dotati di grande sensibilità oltre che di un talento musicale innegabile. “Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso, e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio” Maḥmūd Darwīsh.

di Luigi De Rosa