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Gragnano, l’agguato in cui è morto Alfonso Cesarano. Le foto

Gragnano, l’agguato in cui è morto Alfonso Cesarano. Le foto

Pomeriggio di sangue a Gragnano il paese dei Monti Lattari in provincia di Napoli fra Castellammare di Stabia e Agerola Omicidio in pieno giorno per le strade della città della pasta.La camorra torna a colpire e sono colpi di morte.Intorno alle 15:30 fa circa i carabinieri della compagnia di Castellammare e del nucleo investigativo di Torre Annunziata sono intervenuti in via Cappella della Guardia per un omicidio.

Colpito da 5 proiettili metre rientava in casa, è morto Alfonso Cesarano, classe 90, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino al clan Di Martino.Indagini in corso per ricostruire dinamica.

L’uomo  di 34 anni è stato raggiunto mentre rientrava a casa e non ha avuto scampo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica e individuare i responsabili.

Non era la prima volta che Cesarano finiva nel mirino: due anni fa era riuscito a salvarsi da un altro agguato

Dario Sautto sul Mattino

Lo hanno avvicinato mentre, in scooter, rientrava a casa dopo lavoro e gli hanno esploso contro una raffica di proiettili, fino ad ucciderlo. Un agguato di camorra in pieno giorno è stato consumato nel pomeriggio di ieri in via Cappella della Guardia a Gragnano. A perdere la vita il 34enne Alfonso Cesarano, pastaio pregiudicato, in passato ritenuto molto vicino agli ambienti del clan Di Martino, attualmente agli arresti domiciliari per tentato omicidio, ma con permesso di uscire per lavoro.

Figlio di un noto pastaio morto negli anni scorsi, Cesarano aveva gestito per un periodo il pastificio di famiglia, dove tuttora lavorava. Nonostante l’arte bianca, però, negli ultimi anni il 34enne era stato protagonista di diversi episodi di cronaca, sfuggendo ad un altro agguato la sera dell’8 dicembre 2023, mentre era in auto sotto casa, quando qualcuno assaltò la sua vettura con un kalashnikov e gli esplose contro decine di proiettili, ferendolo solo di striscio. Tre mesi dopo, però, Cesarano è finito in carcere, a sua volta con l’accusa di tentato omicidio del vicino di casa, lui ritenuto vicino agli ambienti dei coltivatori di canapa indiana di Lettere, contro il quale aveva sparato alcuni colpi di fucile in seguito ad una lite scoppiata per la fuga di un cavallo.

Sul caso indagano i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, della compagnia di Castellammare di Stabia e della stazione di Gragnano, indagini coordinate dalla Dda. Un sopralluogo è stato effettuato anche dal sostituto procuratore Maria Sepe. Nel frattempo, il sindaco di Gragnano Nello D’Auria sui social parla di «un giorno buio per Gragnano, la comunità è scossa».

Condoglianze alla famiglia