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Gestione Rifiuti e Terra di fuochi: decreto legge approvato dal Governo. Soddisfazione di Legambiente.

Nel nostro meraviglioso territorio Unesco dei Monti Lattari, gli echi della “Terra dei fuochi” ci appaiono molto lontani, tuttavia sul Valico di Chiunzi, porta montana della Costiera Amalfitana, si continua a lamentare un’inadeguata vigilanza per quanto concerne l’abbandono dei rifiuti, nonostante la tratta sia percorsa ogni anno da migliaia di turisti.

La strada provinciale che dal comune di Corbara porta al Valico di Chiunzi, e da lì scende a Maiori da un lato ed a Ravello dall’altro, resta un percorso ad alto rischio, dato che spesso i rifiuti abbandonati sono costituiti da materiale tossico per la salute umana e nocivo per l’ambiente.

Vecchi tubi, cassoni di raccolta acqua e lastre in amianto, batterie e copertoni di auto, elettrodomestici e materiali edilizi di risulta, vengono sistematicamente abbandonati dentro sacchi depositati lungo la strada o nelle piazzole, addirittura in qualche caso anche scaraventati al di sotto dei muretti che delimitano la strada.

Eppure basterebbero delle semplici fototrappole piazzate nei punti strategici, a funzionare da deterrente, utili anche ad individuare facilmente i colpevoli.

L’efficacia offerta dalla tecnologia per la risoluzione di questo problema, è dimostrata ampiamente, anche da una recente notizia: sei automobilisti sono stati individuati qualche giorno fa e denunciati dai carabinieri, “immortalati” mentre nelle ore serali, tra gli svicoli di Montoro e Serino sul raccordo Avellino-Salerno, gettando rifiuti nelle piazzole di sosta. Incastrati dalle fototrappole adesso rischiano, oltre alle sanzioni pecuniarie, anche gravi conseguenze di natura penale.

In questa ultima settimana di luglio infatti, è stato approvato dal governo un importante decreto legge, che prevede tre modifiche sostanziali al Testo unico ambientale sui reati nella gestione dei rifiuti: quelle al Codice penale e di procedura penale, al Codice antimafia e della strada ed alla legge 231 in materia di reati ambientali. Il decreto ha destinato anche 15milioni di euro per l’anno 2025 al Commissario unico Gen. B. CC. Giuseppe Vadalà, per interventi di bonifica nella “Terra dei fuochi”.

Era diventato davvero urgente rimediare a questa grave emergenza, dato che nel 2024 i reati nel ciclo illegale dei rifiuti erano risultati aumentati del 19,9% rispetto al 2023, quando già si era registrata un’impennata del 66,1%, lo specchio del senso di impunità generalizzata imperante nel nostro paese.

Il provvedimento approvato in Consiglio dei Ministri introduce misure straordinarie per contrastare i reati ambientali e restituire legalità ai territori colpiti da roghi e traffici illeciti di rifiuti, tutelando la salute pubblica e l’ambiente: “con DL si alza livello guardia contro i reati ambientali, chi inquina paga”, dichiarano in una nota congiunta il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e il viceministro Vannia Gava, sotto la cui direzione ha lavorato il MASE.

Il provvedimento prevede l’arresto anche in flagranza differita per i reati ambientali più gravi, come disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. Rafforzate le pene per l’abbandono e la gestione non autorizzata di rifiuti, con misure accessorie, dalla sospensione della patente, al fermo del veicolo ed all’esclusione dall’Albo dei gestori ambientali per le imprese non in regola.

Per contrastare l’abbandono di rifiuti da veicoli sarà possibile utilizzare anche immagini di videosorveglianza.

Si aggiunge così un altro tassello importante con la riforma di civiltà approvata dieci anni fa con la legge 68 hanno dichiarato gli esponenti di Legambiente.