Genova si ferma oggi a ricordare con profondo rispetto e commozione la tragedia del 14 agosto 2018, quando alle 11:36 crollò una porzione del cosiddetto Ponte Morandi (viadotto sul torrente Polcevera), provocando la morte di 43 persone, tra automobilisti e operai al lavoro nell’area sottostante.
Progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi, il ponte, inaugurato alla fine degli anni Sessanta, rappresentava un crocevia vitale tra il Ponente e il Levante della città, collegando l’Italia settentrionale alla Francia e supportando l’economia genovese. Tuttavia, quel giorno una parte del viadotto crollò nel bel mezzo di un violento nubifragio, lasciando macerie, dolore e una città traumatizzata.
Gli anni successivi hanno registrato una doppia risposta: da un lato, la costruzione del nuovo viadotto Genova San Giorgio, progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2020, simbolo di rinascita e concretezza; dall’altro, la lunga attesa di giustizia, con un processo penale in corso (58 persone imputate per crimini tra cui omicidio colposo e disastro colposo), che prosegue tra perizie, udienze e la richiesta costante di chiarezza.
Ogni anniversario vede la città impegnata in un silenzioso, ma potente, momento di memoria. Alle 11:36, orario esatto del disastro, si osserva un minuto di silenzio accompagnato dal suono delle sirene del porto e delle campane delle chiese
Quest’anno, per il settimo anniversario, il Comune di Genova e il Comitato Parenti delle Vittime hanno organizzato una cerimonia toccante presso il Memoriale 14.08.2018, inaugurato lo scorso dicembre, e preceduta la sera del 13 agosto da uno spettacolo teatrale evocativo, “La traiettoria calante”, andato in scena a Palazzo Tursi
Le istituzioni non restano silenti. Il Presidente della Repubblica e il Parlamento ricordano che la rapida ricostruzione non attenua le responsabilità legate alla tragedia, reiterando la necessità di giustizia e assunzione di responsabilità.
Il crollo del Ponte Morandi resta un giorno segnato nel cuore di Genova e dell’Italia. Una ferita che ha generato solidarietà, riflessione, impegno civile e desiderio di bellezza. Oggi, mentre la città si raccoglie per ricordare, riaffermiamo l’importanza della memoria, della responsabilità e della ricostruzione—non solo dei ponti, ma della fiducia collettiva.

