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Eppur si muove: Decreto Economia, un Piano da 120milioni di euro, destinato agli alloggi dei lavoratori stagionali del settore turistico-ricettivo.

All’annoso problema della difficoltà di reperire i lavoratori stagionali, si riuscirà mai a trovar rimedio?

Un recente report dell’Enit ha evidenziato come il turismo italiano nel 2025, registri un trend ancora positivo grazie alla domanda estera, in particolare da Germania e Regno Unito, tuttavia, molte strutture non riescono a soddisfare la domanda a causa della carenza di personale.

Il principale scoglio che gli imprenditori del turismo si ritrovano attualmente a dover superare, è quello degli alloggi per i lavoratori stagionali, impossibilitati a reperire una sistemazione, soprattutto in luoghi, come la costa sorrentino-malfitana.

In queste località infatti, quasi sempre gli alloggi mancano o raggiungono costi inaccessibili, cosicché il caro affitti finisce per costituire il principale deterrente del lavoro, e non solo quello stagionale.

La Costa d’Amalfi è particolarmente tediata dal problema, anche per le insormontabili difficoltà del trasporto pubblico e l’assenza dei parcheggi, che non agevolano nemmeno il pendolarismo dei lavoratori fuori sede.

Con il Decreto Economia, convertito in legge il 6 agosto 2025 però, sembra che finalmente qualcosa si stia muovendo, sono stati previsti infatti, dei nuovi contributi per il comparto turistico ricettivo: una norma nel decreto legge del Mef, con “Disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese”, ha stanziato un piano da 120milioni di euro nel triennio 25-27.

Si tratta di fondi destinati allo “staff housing” con contributi da utilizzare per la realizzazione, riqualificazione ed ammodernamento, ma anche sostegno per i costi per la locazione degli alloggi, per i lavoratori del settore turistico-ricettivo.

Entro 30 giorni verrà approvato il decreto attuativo, con le tipologie di costo, le categorie dei soggetti beneficiari e le modalità per garantire gli alloggi ai lavoratori per un periodo a condizioni agevolate: almeno 5anni e riduzione del canone di locazione di almeno il 30% del valore medio di mercato.

Gli imprenditori potranno creare nuovi spazi, o potenziare quelli già esistenti, richiedendo contributi ad hoc, in presenza però di precisi requisiti, in primis la “piena ed esclusiva disponibilità di immobili” da gestire in forma imprenditoriale, per alloggi o residenze solo per lavoratori del comparto turistico-ricettivo, strutture turistico-ricettive o termali o esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

Si spera così di offrire una risposta concreta al crescente divario tra redditi da lavoro e costi della vita nelle zone a forte afflusso turistico, dove gli stipendi sono insufficienti a coprire già solo le spese essenziali come affitto, trasporti ed utenze.

Il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, ha commentato: “Accogliamo con favore lo stanziamento annunciato e siamo pronti a collaborare per il successo della misura. Ma per attivare un vero circolo virtuoso servirà anche il contributo dei Comuni. È positivo, comunque, che si ribadisca che il turismo è un’opportunità di crescita, e che occorra concentrarsi di più sull’undertourism e meno sull’overtourism. Senza i 20 miliardi di euro spesi con carta di credito dai turisti stranieri, oggi, molte città italiane sarebbero più povere. Un fatto che non può essere sottovalutato”.