Logo
Costiera Amalfitana, paradiso senza residenti: la crisi delle case e la fuga delle famiglie storiche

La Costiera Amalfitana continua a vivere la sua contraddizione più profonda: un territorio che tutti sognano, ma da cui i suoi abitanti storici fuggono. Non per scelta, ma per necessità.

Ad Amalfi e Atrani le famiglie cercano invano una casa. Gli annunci di locazioni a lungo termine sono spariti, sostituiti da offerte turistiche su piattaforme internazionali. In molti casi gli appartamenti, anche minuscoli, rendono più in una sola estate che con un contratto d’affitto annuale. Per un residente diventa impossibile competere.

La fotografia dei dati conferma la sensazione di chi vive la costa: Amalfi è passata da oltre 5.300 abitanti nel 2010 a meno di 4.700 oggi. Atrani, il borgo più piccolo d’Italia, conta appena 760 residenti. A Minori e Maiori la popolazione cala di anno in anno. La curva è netta: famiglie giovani in fuga, anziani che restano, scuole sempre più vuote.

Chi non trova casa in Costiera si rifugia appena oltre i Monti Lattari. Agerola è diventata la “nuova Amalfi”: bastano venti minuti di autobus per scendere al mare, ma con affitti più bassi e spazi più ampi. Stesso discorso per Tramonti, che accoglie chi non ha trovato casa a Minori e Maiori. Sono comuni che, negli ultimi anni, hanno visto crescere la domanda di alloggi non solo da parte dei residenti locali, ma soprattutto da famiglie costrette a lasciare la costa.

Il calo dei residenti ha conseguenze che vanno oltre il mercato immobiliare. Meno bambini significa classi accorpate e rischio chiusura per i plessi scolastici. Molti negozi tradizionali, un tempo cuore pulsante dei vicoli, non reggono più la stagionalità: incassi forti nei mesi estivi, deserto per il resto dell’anno.

Persino il lavoro turistico soffre di questa contraddizione. Camerieri, cuochi, receptionist trovano un impiego stabile nei mesi estivi, ma non riescono a vivere nei luoghi in cui lavorano. Senza una casa in affitto, sono costretti a fare i pendolari dall’entroterra o a dormire in soluzioni di fortuna.

La Costiera Amalfitana rischia di trasformarsi in una gigantesca scenografia, bella da fotografare ma svuotata della sua anima. Senza residenti, i borghi si riducono a hotel diffusi. Si affievoliscono le tradizioni, si perde la quotidianità che ha reso unico questo territorio: le botteghe, i pescatori, le feste patronali con la comunità riunita.

Invano si lancia l’allarme e si chiede strumenti per regolare il fenomeno degli affitti brevi. Si parla di quote massime, di incentivi fiscali per chi affitta a residenti, di fondi per garantire alloggi a chi lavora in Costiera. Ma intanto il tempo scorre, e ogni anno qualche decina di famiglie in più lascia i vicoli per trasferirsi oltre la montagna.

Il rischio, concreto, è che tra pochi anni la Costiera sia popolata solo da turisti e seconde case. Un paradiso senza abitanti, dove la vita vera, quella dei residenti, si è spostata altrove.