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Atrani: si accettano miracoli….

Da quasi un anno le porte della chiesa di Santa Geltrude sono sbarrate, le campane mute, i banchi vuoti. È un silenzio che pesa su tutto il borgo di Atrani, dove per decenni la Messa prefestiva è stata un appuntamento irrinunciabile per la comunità locale. Sabato scorso, però, qualcosa è cambiato: le campane hanno suonato di nuovo. Un gesto simbolico, forte, che ha segnato l’inizio di una protesta pacifica e spirituale per chiedere la riapertura di un luogo di culto abbandonato all’incuria.

La chiesa, già intitolata a Santa Rosalia e compatrona di Atrani, ha ospitato per anni le Suore Benedettine nel convento annesso. Dopo la loro partenza, avvenuta il 2 marzo 2008, le celebrazioni sono continuate grazie alla tenacia della parrocchia e alla devozione dei fedeli. Ma da settembre 2024 tutto si è fermato: i responsabili del Conservatorio di Santa Rosalia — gestori dell’immobile per conto del Ministero dell’Istruzione — hanno disposto l’interruzione dell’energia elettrica all’intero stabile, chiesa compresa.

A nulla sono valse le richieste del parroco, don Christian Ruocco, e dei volontari che si occupano della chiesa: avevano proposto di sostenere le spese per un allaccio elettrico indipendente, pur di riaprire al culto. Ma da parte dell’amministrazione del Conservatorio, riferiscono i parrocchiani, sarebbe arrivato solo un “muro di silenzio e indifferenza”.

Nel frattempo, la chiesa versa in condizioni sempre più gravi: l’altare si è spaccato per l’umidità, il crocifisso ligneo è deteriorato, la pala di Santa Rosalia si sta offuscando. I banchi, corrosi dai tarli, sono l’immagine concreta del lento degrado che sta consumando uno spazio carico di memoria collettiva.

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Sabato scorso, per la prima volta dopo undici mesi, le campane di Santa Geltrude hanno ripreso a suonare a distesa. Richiamati dal loro suono, i fedeli si sono ritrovati all’interno della chiesa, aperta per l’occasione e illuminata solo dalla luce tremolante di alcune candele. Nella penombra, don Christian ha proclamato la Parola di Dio e ha invitato a non perdere la speranza. «Ogni sabato – ha annunciato – le campane suoneranno. Non ci fermeremo finché non sarà restituita alla comunità la sua chiesa».

La protesta, pacifica e carica di dignità, vuole essere un messaggio chiaro per le istituzioni: la comunità chiede ascolto, rispetto e soprattutto la possibilità di tornare a vivere un luogo che da generazioni rappresenta un punto di riferimento spirituale e sociale.

«Spes non confundit», ha scritto Papa Francesco. E ad Atrani, oggi più che mai, si continua a sperare che la luce torni ad accendersi, anche per Santa Geltrude.