“Sulle tracce di Scanderbeg. Itinerari castriotiani e culture arbëreshe nell’Italia del Sud”
Il Centro di Cultura e Storia Amalfitana (CCSA) si prepara a celebrare il suo 50° anniversario con un evento di risonanza internazionale: il Convegno “Sulle tracce di Scanderbeg. Itinerari castriotiani e culture arbëreshe nell’Italia del Sud”. L’evento, che si terrà dal 20 al 22 novembre 2025 tra Gragnano e Amalfi, promette di essere un crocevia di saperi e prospettive sulle migrazioni albanesi nel Meridione italiano e sulle ricche tradizioni delle comunità arbëreshe.
Un Omaggio a Margherita Sarrocchi e all’Epopea di Scanderbeg
Il fulcro del programma celebrativo sarà la presentazione della prima edizione commentata in lingua italiana della “Scanderbeide” di Margherita Sarrocchi. Nata a Gragnano nel 1560, Sarrocchi si distingue come figura pionieristica nella letteratura italiana e internazionale, essendo stata la prima donna a comporre un poema epico. La sua opera, dedicata all’eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, si ispira all’Eneide virgiliana e narra la storia di un condottiero che, sottratto alla sua famiglia da Murad II e convertito all’Islam, sceglie di ribellarsi all’Impero Ottomano per riconquistare l’indipendenza dell’Albania e tornare al cristianesimo. Questo epico racconto si allinea perfettamente con le esigenze dell’epica controriformata, presentando la figura di Scanderbeg come un campione dell’Occidente cristiano.
La presentazione del volume sarà accompagnata da una Mostra bibliografico-documentaria presso la Biblioteca Comunale di Gragnano, dove sarà esposta l’edizione originale della “Scanderbeide” stampata a Roma nel 1623.
Il Convegno: Esplorando le Radici delle Culture Arbëreshe
Il Convegno Internazionale si propone di esplorare il contesto geoculturale emerso dalle migrazioni albanesi nell’Italia meridionale, avvenute in seguito alla morte di Scanderbeg (1468) e alla conquista ottomana dell’Albania. Si incoraggiano contributi originali da parte di ricercatori, accademici e studiosi provenienti da diverse discipline, tra cui Albanistica, Studi comparatistici, Storia e storiografia, Arte e architettura, e Scienze sociali.
Le aree tematiche approfondite includeranno:
- Letteratura orale e scritta: analisi del patrimonio letterario arbëreshë e delle sue connessioni con la madrepatria albanese.
- Letteratura di viaggio: esplorazione di diari, reportage e testi narrativi di autori stranieri ispirati alle terre arbëreshe del Sud Italia, con focus sull’incontro tra culture, l’identità diasporica, il folklore, la lingua e la percezione dell’alterità.
- Storia e migrazioni: ricostruzione della formazione delle comunità arbëreshe, delle cause storiche delle migrazioni e dell’evoluzione delle comunità insediate.
- Religione e tradizioni: il ruolo della religione e dei rituali, con particolare attenzione al sincretismo religioso e alle festività.
- Arte, musica e folklore: la produzione artistica e musicale delle comunità, con focus su elementi distintivi del folklore, della danza e delle tradizioni popolari.
- Cultura e società contemporanea: le sfide attuali affrontate dalle comunità arbëreshe, tra modernizzazione, preservazione della tradizione e dinamiche di integrazione.
- Patrimonio immateriale e memoria collettiva: conservazione e trasmissione delle tradizioni, storie familiari e collettive e pratiche culturali.
Verrà inoltre data particolare rilevanza a proposte che esplorino possibili percorsi “castriotiani” di interesse turistico-culturale, intesi come itinerari nella memoria storica arbëreshe ispirati alla figura di Scanderbeg e alla sua eredità nei territori italiani di insediamento albanese, in particolare in Campania e nelle regioni limitrofe.
Un Comitato Scientifico di Prestigio e Dettagli Organizzativi
Il Comitato Scientifico del Convegno vanta nomi di spicco nel campo degli studi albanesi e comparatistici, tra cui il Presidente Francesco Altimari (Università della Calabria), Matteo Mandalà (Università di Palermo), Monica Genesin (Università di Lecce), Evalda Paci (Akademia e Studimeve Albanologjike), Armela Panajoti (Università di Vlora), Arsim Sinani (Università di Prishtina), e i membri del CCSA Giovanni Camelia, Giuseppe Gargano e Olimpia Gargano, referente del progetto.
La quota di iscrizione al Convegno è di 150 euro e include l’iscrizione a socio ordinario del CCSA per il biennio 2025/2026, l’invio omaggio della “Rassegna del Centro”, uno sconto del 50% su tutte le pubblicazioni edite nel biennio e una copia omaggio degli Atti del Convegno. L’organizzazione offrirà vitto e alloggio ai relatori per le notti del 19, 20 e 21 novembre 2025, oltre a transfer da/per Aeroporto o Stazione ferroviaria di Napoli o Salerno e trasferimenti in navetta tra Gragnano e Amalfi.
Gli abstract (massimo 300 parole), in italiano o inglese, dovranno essere inviati entro il 30 maggio 2025 all’indirizzo email progettoalbania@centrodiculturaestoriaamalfitana.it. Dovranno includere titolo, una breve descrizione dei contenuti e delle principali conclusioni, e una sintetica biografia dell’autore. I contributi dovranno essere inediti.
La Doppia Radice Arbëreshe: Un Dibattito Aperto
Un interessante spunto di riflessione emerso nella discussione pre-convegno riguarda la doppia radice, greca e albanese, delle comunità arbëreshe. Come sottolineato da Claudio Bocci e Virgilio Avato, molti albanesi che migrarono in Italia meridionale provenivano da aree dove la cultura e la lingua greche erano presenti. Questa interconnessione si riflette in tradizioni, usanze (come la celebrazione della Pasqua ortodossa) e persino nella lingua arbëresh, un dialetto albanese con influenze greche e italiane.
Mentre il Convegno si focalizzerà principalmente sulla radice albanese, in virtù anche della centralità della “Scanderbeide”, la consapevolezza di questa doppia eredità arricchisce ulteriormente il quadro culturale e storico delle comunità arbëreshe, offrendo ulteriori spunti di ricerca e comprensione.
Il Convegno si preannuncia come un’occasione unica per approfondire la conoscenza di una storia complessa e affascinante, quella delle comunità arbëreshe, e per celebrare il contributo culturale che esse hanno apportato al panorama italiano.

