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Risorsa Mare Nostrum: Un “romanzo fuorilegge” sgradevole da leggere.

L’estate è arrivata, più rovente che mai, gli studenti sono in vacanza ed i turisti affollano copiosi le spiagge dei nostri piccoli comuni costieri: impossibile quindi, non parlare di acqua di mare, delle notizie che circolano sui media a proposito di bandiere blu, inquinamento, divieti di balneazione e soprattutto dei dati sulla qualità dell’acqua, che insieme al meteo sono diventati argomento quotidiano, da valutare prima di andare in vacanza o scendere in spiaggia per un bagno ristoratore.

A proposito di qualità dell’acqua, siamo certi di cosa sporca il nostro mare? 

Genericamente si pensa che l’inquinamento sia solo quello prodotto dai reflui urbani non trattati, ma in realtà questo rappresenta poco più del 30% circa del problema, poiché in buona parte, la causa è costituita da altre tipologie di scarichi illegali.

Si fa presto però a parlare di scarichi illegali, ma in realtà quali sono e come individuarli?

Spesso si tratta di quelli provenienti dalle tante abitazioni, ville private e strutture ricettive, che puntellano il territorio dalle coste alle alture, le cui acque reflue vengono scaricate illecitamente in mare per il mancato allacciamento alla rete, come anche di vasche di raccolta fuori norma ed impianti di sollevamento assenti o mal gestiti, soprattutto in estate quando queste abitazioni vengono occupate a pieno regime.

Il nostro territorio purtroppo, è stato stravolto da una lunga stagione di cementificazione selvaggia, iniziata negli anni del boom economico con la corsa alla seconda casa al mare, e continuata con un’espansione edilizia disordinata e non supportata da reti di servizio adeguate, agevolata da strumenti urbanistici assenti o inadeguati, che la politica locale ha perpetuato per quasi mezzo secolo, preferendo negare il fenomeno piuttosto che regolarlo.

Ma oltre le ville e la miriade di piccole case fantasma, c’è molto altro ancora!

Sono anche tante le piccole attività, di allevatori artigianali, conserve, caseifici, frantoi, officine meccaniche e così via che continuano ad avere sistemi di depurazione inadeguati e non a norma.

Basta pensare anche ai tanti parcheggi pubblici e privati, quasi tutti sforniti di vasche di prima pioggia, e sono tutti questi piccoli ma numerosi scarichi “fantasma”, che rendono difficile quantificare il problema.

Non è raro infatti che i campionamenti dell’acqua di mare, risultino nella norma, per poi a distanza di poco tempo mutare inspiegabilmente con contaminazioni elevate, spesso in relazione ad eventi piovosi estremi.

A volte le chiazze sporcano le baie all’improvviso, a causa delle imbarcazioni che nei giorni festivi affollano le coste e svuotano senza ritegno sentine ed acque di servizio, o spargono oli e benzine dai loro motori sempre più potenti.

Altre volte i responsabili sono i lidi, che soprattutto in passato, con le pompe scarrellabili scaricavano indisturbati i liquami in mare, mentre ancora oggi, c’è chi scarica a mare ingenti quantità di materiale edilizio di risulta, da ampliamenti abusivi di ville sulla costa.

Non ci credo, eppure è vero…

Il vero grande problema però, è quel misconosciuto e spesso taciuto inquinamento proveniente dai piccoli agglomerati urbani delle frazioni sulle alture, interamente non collettati alla rete fognaria, che scaricano i reflui fognari nei torrenti dei valloni, così che tutto finisce giù in mare.

È a questa situazione fuori controllo che andrebbe messo un veto definitivo, completando finalmente le reti fognarie in tutti i comuni, per raccogliere la “totalità” dei reflui, convogliarli ai rispettivi impianti per la prima fase del processo di depurazione (grigliatura, la dissabbiatura e la sgrassatura) ed infine nelle condotte sottomarine, rese più efficienti, se occorre, dotandole di diffusori, che andranno a completare il ciclo.

È fondamentale fornire alla comunità un’informazione esatta e completa affinché non si generino false convinzioni e possibili manipolazioni.

All’esito di questa prima fase di verifica, come sostenuto da studiosi ed esperti del settore, si potrà rivalutare, senza pregiudizi e dubbi di sorta, la necessità o meno di dotare il comprensorio anche di un nuovo impianto ex novo a ciclo completo.

Nel caso in cui non si riuscisse a raggiungere i parametri standard di qualità dell’acqua di scarico, come prescrive la normativa europea, non ci sarebbe infatti, alcun motivo ostativo ad un’opera di così importante interesse pubblico.

E ciò presumibilmente proprio da parte di quei cittadini sensibili alla tutela dell’ambiente, quelli che hanno sentito la necessità di firmare per un referendum, desiderosi di preservare la natura, la salute pubblica e l’economia locale del turismo.

Del resto è la stessa Regione Campania, a ritenere propeteutici questi interventi, come attestano gli stanziamenti fatti negli ultimi anni, tra i quali quello più recente, di quasi 4milioni di euro per la rifunzionalizzazione ed il miglioramento delle reti fognarie e dei sistemi di depurazione nei Comuni di Maiori e Minori.

Certo non basta, dato che sono ben cinque i comuni da controllare, e che necessitano di interventi di breve-medio periodo, funzionali a garantire da subito l’efficienza dei sistemi di raccolta e di depurazione primaria, attualmente esistenti.

Comunque per Maiori, questo finanziamento di 1.850mila euro, servirà a potenziare la rete fognaria ed il sistema di depurazione, nel frattempo il Comitato di cittadini di Maiori, contrari alla realizzazione del nuovo depuratore consortile nell’area naturalistica del Demanio tuttavia, sembra essere sulla buona strada: ultimamente ha segnalato che, per il terzo anno consecutivo, non viene attivato il convogliamento del torrente Reginna nella condotta sottomarina, nonostante tale misura sia stata messa in atto da circa un decennio nel periodo estivo.

Nel frattempo residenti e turisti della zona, lamentano già adesso una balneazione incerta, che presumibilmente resterà tale, anche nei prossimi mesi, in considerazione anche del cambiamento climatico in atto, con l’aumento di eventi estremi, caldo torrido e siccità, alternato a piogge torrenziali, mareggiate e pericolose grandinate.