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Positano, riapre il Franco’s bar

Positano, riapre il Franco’s bar 

Positano – Riapre i battenti il Franco’s, lo storico locale della perla della Costiera Amalfitana della famiglia Sersale del Sirenuse. Il bar più amato dai turisti americani e non, famoso in tutto il mondo, tanto che c’era la fila per farsi un drink. Il Tribunale del Riesame di Salerno ha accolto il ricorso presentato dai legali della proprietà e ha disposto il dissequestro del locale, che era stato chiuso nelle scorse settimane per una contestazione legata alla destinazione d’uso urbanistica.

Secondo quanto emerso, infatti, era stato contestato l’utilizzo dello spazio – precedentemente destinato a parcheggio – come attività di somministrazione di alimenti e bevande, in assenza, secondo l’accusa, della necessaria autorizzazione urbanistica. Una contestazione simile aveva interessato anche un’altra attività vicina.

Il Tribunale del Riesame, per quanto riguarda il Franco’s, però, ha  ritenuto non sussistenti gli elementi per mantenere il sequestro,  per presunte e datate violazioni urbanistiche, consentendo così la riapertura del Franco’s, che potrà tornare ad accogliere clienti e turisti, soprattutto in questa fase cruciale della stagione estiva.

Grande soddisfazione da parte dei gestori e dell’intera comunità positanese, che ha sempre visto nel Franco’s un punto di riferimento per l’ospitalità e la ristorazione d’eccellenza.

La vicenda, comunque, accende nuovamente i riflettori sulla complessa normativa urbanistica in aree come la Costiera Amalfitana, dove la trasformazione degli spazi e la loro destinazione d’uso sono spesso al centro di interpretazioni rigide e contrastanti, ma anche con un Put oramai obsoleto e antiquato rispetto alle esigenze di sessanta anni fa quando fu redatto.

Come ha riferito l’ingegner Elio d’Esposito, senatore dell’Ordine in Campania,  a Positanonews, addirittura sotto certi aspetti non tutela neanche le nuove innovazioni ambientali ritenendo che debbano essere usati sempre gli stessi materiali in certi interventi, mentre oggi esistono nuovi materiali più compatibili. Insomma la normativa vincolistica è necessaria, perchè l’ambiente è una priorità, in una zona , fra l’altro, UNESCO come la nostra, ma va sicuramente ammodernato e reso attuale uno strumento studiato e applicato sul territorio oltre mezzo secolo fa.