Il ricordo
|Positano, In ricordo di Marco Predieri il fratello Massimo: L’uomo che ha saputo tessere legami autentici e indimenticabili
Positano, In ricordo di Marco Predieri il fratello Massimo: L’uomo che ha saputo tessere legami autentici e indimenticabili
Caro Direttore,
attraverso il tuo giornale desidero ringraziare di cuore gli amici positanesi per la vicinanza e l’affetto che hanno dimostrato a me e a Rosaria nel difficile momento della improvvisa e prematura scomparsa di mio fratello Marco, che lascia un vuoto incolmabile.
Tutti a Positano conoscevano Marco come una persona amabile e gentile, sempre disponibile e premurosa. Era profondamente empatico e generoso d’animo, desideroso di condividere, con autentica partecipazione, sia le gioie che le sofferenze di chiunque incontrasse. Quando qualcuno aveva bisogno di aiuto, era il primo a offrire il proprio sostegno, e si dispiaceva sinceramente se non poteva fare qualcosa.
Marco aveva una capacità innata di entrare in sintonia con le persone. In questi giorni ho incontrato tantissimi amici che, con affetto ed emozione, hanno voluto condividere con me i loro ricordi di mio fratello. Era conosciuto e benvoluto non solo a Positano, ma in tutta la Costiera, dove accompagnava con entusiasmo i suoi fortunati ospiti alla scoperta dei luoghi più nascosti e affascinanti del nostro territorio, lontano dai percorsi del turismo di massa.
Come me, Marco era cresciuto a Positano fino all’adolescenza, dove i nostri genitori, Medi e Dado, avevano la loro casa. Dopo aver vissuto a lungo in Svizzera e a Roma, era tornato a vivere stabilmente a Positano una ventina di anni fa, trovando piena realizzazione nella sua attività di accoglienza turistica. Un lavoro che svolgeva con passione e in collaborazione con molte persone del posto, che lo stimavano profondamente e spesso si rivolgevano a lui anche per consigli personali.
Ricordo con affetto una sera, mentre tornavamo da Nocelle a bordo del pulmino. Un turista americano, seduto accanto a me, osservava con stupore come ogni persona che salisse o scendesse dall’autobus salutasse Marco con gioia e affetto. Quando fu il momento anche per lui di scendere, sorridendo commentò: “This Marco must be a very famous person!”
Aveva ragione.





