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Meta, si conclude il progetto estivo Alpha al Resegone con don Rito Maresca: “Fiorire dove siamo”

Meta, si conclude il progetto estivo Alpha al Resegone con don Rito Maresca: “Fiorire dove siamo”

Si è concluso nei giorni scorsi il Progetto Alpha, esperienza estiva di evangelizzazione e condivisione guidata da don Rito Maresca, parroco di Santa Maria di Galatea a Piano di Sorrento, che ha coinvolto giovani e adulti nello stabilimento balneare Il Resegone a Meta. Un’esperienza intensa, emozionante e profondamente comunitaria, che ha lasciato il segno nei cuori di chi ha partecipato.

Il metodo Alpha, noto per la sua capacità di rendere l’annuncio del Vangelo accessibile e coinvolgente, si è rivelato ancora una volta uno strumento potente di comunione, ascolto e trasformazione. Nella semplicità di un incontro, di un confronto sincero, nella bellezza del mare e della condivisione quotidiana, Gesù è stato posto al centro, come luce e guida di ogni cammino personale.

Tante le persone da ringraziare: don Rito, sempre presente con passione e delicatezza; e i numerosi volontari e volontarie, che con il cuore si sono messi a servizio, dimostrando che una comunità viva nasce dall’amore gratuito. Un ringraziamento speciale va anche al Resegone, luogo che si conferma non solo come simbolo della bellezza di Meta, ma come spazio di solidarietà e generosità concreta.

Ieri, nel gruppo conclusivo, don Rito ha pronunciato una frase che racchiude lo spirito dell’intera esperienza: “Vorrei che fioriste dove siete”.
Un invito semplice, ma potente: fiorire significa portare frutto nel proprio ambito di vita, mettere radici e diffondere il bene, ovunque ci si trovi.
Nel nostro caso, nel giornalismo, nonostante limiti e imperfezioni, cerchiamo di coltivare questo seme, raccontando storie vere e parole che accendano luce.

E proprio oggi, nel suo commento al Vangelo, don Rito offre una riflessione profonda e attuale:

«Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche»
(Matteo 13,52)

Una immagine sorprendente, che ci ricorda che il Regno di Dio non è fatto di sudditi, ma di discepoli, cioè persone in cammino, che apprendono, crescono, si lasciano trasformare.

“Il discepolo è come un padrone di casa”, scrive don Rito, “non nel senso di chi comanda, ma di chi dà significato. Custodisce la vita come un tesoro prezioso, che unisce esperienze passate e speranze future. Non sopravvive, ma vive davvero, con responsabilità e libertà.”

Un invito a non restare affittuari della propria esistenza, ma a diventarne protagonisti, anche nei momenti difficili. Perché proprio lì, tra le ferite, può nascere qualcosa di nuovo.

Domande che ci accompagnano:

  • In quali ambiti sto ancora subendo la vita invece di abitarla?

  • Quali tesori antichi custodisco? E quali nuovi sono chiamato a cercare?

  • Cosa, dentro le mie ferite, può diventare sorgente di vita?

Alla fine del percorso Alpha, resta la gratitudine. E la consapevolezza che essere discepoli del Regno significa custodire la propria storia e saperla donare agli altri, con umiltà, coraggio e speranza.

Una comunità che cammina insieme, che fiorisce, che mette Gesù al centro: è questa la vera bellezza che resta.