La reliquia di Carlo Acutis a Sant’ Agata, messa del Vescovo Alfano con testimonianze al Deserto
Massa Lubrense ( Napoli )La reliquia di Carlo Acutis a Sant’ Agata, messa del Vescovo Alfano con testimonianze al Deserto. Questa sera una celebrazione suggestiva con il Vescovo di Sorrento Castellammare di Stabia e diversi parroci della Penisola Sorrentina. A parlare di Acutis in chiesa Raffaele Mazzarella del Festival della Vita di Caserta che ha scritto un libro su Carlo Acutis con un’intervista esclusiva alla signora Antonia Salzano, madre di Carlo.

Positanonews.it , il primo giornale online della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, non poteva mancare. Santo Carlo Acutis, il “patrono di Internet” morto a soli 15 anni nel 2006 a causa di una leucemia fulminante e proclamato beato nel 2020 ad Assisi. Lo ha deciso Papa Francesco dopo l’udienza con il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei Santi: il suo culto si celebrerà il 12 ottobre, lo dichiarerà ufficialmente Papa Leone. “La sua fede è un segno di speranza e ispirazione per coloro che lottano con le loro sfide personali e per coloro che cercano conforto e guida nella loro vita spirituale”, la motivazione della scelta. “Un esempio di santità nell’era digitale”, aveva detto di lui il pontefice.
La storia di san Carlo Acutis, il ragazzino diventato il santo del web e i suoi miracoli
Carlo Acutis, nato a Londra il 3 maggio 1991, era figlio di Andrea Acutis, esponente dell’alta borghesia di Torino ed ex presidente di Vittoria Assicurazioni, e di Antonia Salzano. La famiglia viveva nel Regno Unito per motivi di lavoro del padre di Carlo, corporate finance executive presso una banca d’affari, ma si è presto trasferita a Milano: qui il piccolo Carlo ha frequentato la scuola elementare e media presso le suore Marcelline e il liceo classico presso l’Istituto Leone XIII dei gesuiti, mentre accanto al percorso scolastico frequentava regolarmente le attività della parrocchia presso la chiesa di Santa Maria Segreta.
È a Milano che il 15enne segue la sua vocazione religiosa, dedicandosi alla preghiera e al volontariato nella mensa dei Cappuccini e delle suore di Madre Teresa. Una fede non appresa in famiglia (non praticante) ma coltivata e sviluppata nel poco tempo che il giovane ha avuto a disposizione, prima di morire per quella che sembrava a tutti gli effetti una semplice influenza e che, in pochi giorni, ha consumato il giovane fino alla fine.
La guarigione di Matheus che ha reso beato Carlo Acutis
Il miracolo riconosciuto che ha portato alla canonizzazione di Carlo Acutis è la guarigione di Matheus, un bambino brasiliano affetto da pancreas anulare: una rara anomalia congenita che avrebbe potuto essere corretta solo con un complesso intervento chirurgico, e che aveva impedito il regolare sviluppo fisico del piccolo.
Il fatto è accaduto nell’autunno del 2013, all’interno della chiesa brasiliana di San Sebastiano durante una benedizione con una reliquia di Carlo Acutis, un pezzo del pigiama macchiato di sangue con cui il 15enne aveva dormito poco prima di morire. Quando fu il turno del piccolo Matheus di toccare la reliquia, su esortazione del nonno che lo accompagnava, chiese che i sintomi della malattia cessassero: da quel momento le condizioni del bambino migliorarono a vista d’occhio.
Ma non solo. Negli anni successivi Matheus fu sottoposto a una serie di esami diagnostici, dai quali la malformazione risultò definitivamente scomparsa e il pancreas tornato normale, con conseguente ripresa della normale crescita staturo-ponderale. La guarigione “istantanea, completa e duratura” è stata ritenuta inspiegabile dalla Consulta Medica della Congregazione delle cause dei santi, e quindi miracolosa. Nel novembre 2019 la Consulta Medica ha così espresso parere positivo sul miracolo attribuito alla sua intercessione, aprendo la strada al percorso per la santità.
Il secondo miracolo: guarita una donna da un grave trauma cranico
Ma il miracolo che ha definitivamente spianato la strada al beato Carlo Acutis concerne invece la guarigione miracolosa di Valeria, una giovane costaricana che, trasferitasi a Firenze nel 2018 per motivi di studio, la mattina del 2 luglio 2022 era caduta dalla sua bicicletta mentre percorreva una strada del centro cittadino, riportando un trauma cranico molto grave. La mamma Liliana, nei giorni successivi, si era recata ad Assisi per raccomandare la figlia al beato Carlo Acutis, passando tutta la giornata inginocchiata davanti alla sua tomba: già in serata era arrivata la chiamata dall’ospedale fiorentino per annunciare il repentino miglioramento delle condizioni della figlia, attribuite poi da una commissione all’intervento del giovane milanese.
La mamma del “Beato di internet”, Carlo Acutis: “Per lui ogni persona era un mondo”
La fede di Carlo Acutis, morto a 15 anni per una leucemia
Carlo Acutis possedeva una fede molto radicata, anche a dispetto delle sofferenze procurategli dalla malattia che lo portò rapidamente alla morte. Ripeteva infatti spesso ad amici e parenti: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”.
Devotissimo alla Madonna, recitava il rosario e partecipava alla messa tutti i giorni, mentre utilizzava il web per evangelizzare e fare volontariato. “Amava pregare ma era modernissimo”, aveva raccontato la madre Antonia a Fanpage.it. “Nel suo piccolo ha fatto tanto, per amore di Dio e del prossimo”.
Nel 2006, all’età di 15 anni, Carlo Acutis viene improvvisamente colpito da una leucemia mieloide acuta M3, la forma più aggressiva: muore in soli tre giorni, proprio il 12 ottobre, presso l’ospedale San Gerardo di Monza. Prima di chiudere gli occhi aveva dichiarato di voler offrire le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa, promettendo alla famiglia che avrebbe dato molti segni della sua presenza. Uno su tutti, i miracoli che hanno salvato la vita al piccolo Matheus e a Valeria.
Il Deserto a Sant’Agata
Nel punto più alto di Sant’Agata sui due Golfi , la più grande frazione di Massa Lubrense, proprio al centro tra la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana vi è un’antica località collinare denominata “Deserto”.
Da qui è possibile ammirare il vasto e struggente panorama che si apre agli occhi dello spettatore: da una parte la città di Sorrento vista dall’alto col golfo di Napoli in tutto il suo splendore e dall’altro la Costiera Amalfitana poi le isole Capri, Ischia, Procida, i Campi Flegrei, i posti più belli della Campania.
Un paesaggio che incanta, ispira e che fa sentire tutt’uno il visitatore con la Natura e la sua bellezza.
Suggestioni, queste, che hanno provato certamente le donne e gli uomini di cultura come Stendhal, Nietsche, Goethe e tanti altri che, negli anni del Grand Tour, in questo posto di forte connotazione spirituale hanno trovato la pace e l’ispirazione perfetta per la stesura delle loro opere.
Il monastero “San Paolo”
In cima alla collina, attraverso un lungo viale, si accede ad un grande complesso monastico oggi appartenente alle suore di clausura benedettine.
Il Monastero venne edificato nel 1679 su concessione papale dai Carmelitani Scalzi di Santa Teresa in località denominata (dalla topografia antica) “Vadabillo”;
La necropoli di rilievo storico e archeologico.
Dal 1810 il monastero fu abbandonato a seguito di una campagna di soppressione da parte di Murat fino al 1867 quando si decise finalmente di restaurarlo e riedificarlo.
Durante i lavori voluti da Padre Ludovico da Casoria, fu rinvenuta una necropoli risalente al IV sec a.C.: testimonianza quindi della colonizzazione greca, confermata anche dal ritrovamento di un’anfora con la rappresentazione di una sirena alata.
S’ipotizza che questo luogo dal fascino misterioso fosse zona di culto delle sirene.
Tesi avvalorata anche dal fatto che il monastero dei Carmelitani, pare fosse stato eretto sulle rovine di un luogo di culto pagano.
Tutti i reperti archeologici rinvenuti sono conservati presso il Museo Archeologico “Georges Vallet” di Piano di Sorrento, presso Villa Fondi.
Il monastero delle Suore Benedettine oggi
Oggi il monastero delle suore benedettine è un luogo che offre la possibilità di vivere un’esperienza di raccoglimento e preghiera, oltre che di piacevole contatto con la natura circostante.
Il silenzio avvolgente di questo posto aiuta a ritrovare la calma della mente e dell’anima, magari facendo una passeggiata oppure semplicemente sedendosi, lasciandosi inondare gli occhi e il cuore della bellezza del paesaggio circostante.
Il monastero è visitabile generalmente sempre, tuttavia bisogna tener conto che in alcuni periodi dell’anno le suore osservano una clausura ancora più stringente durante la quale non possono ricevere visite o contatti.
Non bisogna però lasciarsi scoraggiare o intimorire da questo dato: attraverso un semplice contatto telefonico, infatti, è possibile programmare un soggiorno o anche una semplice visita al monastero.

