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Giovani in Costiera Amalfitana: tra noia, alcol e fumo, cresce il disagio giovanile

Quotidianamente ci sono genitori che chiedono aiuto, consapevoli della situazione di disagio che i loro figli stanno vivendo in questo particolare momento.

Paradiso per i turisti, ma terra di noia per i giovani residenti. La Costiera Amalfitana, con i suoi paesaggi mozzafiato, le spiagge da cartolina e i borghi incastonati tra mare e montagna, nasconde una realtà spesso ignorata: quella dei ragazzi e delle ragazze che ci vivono tutto l’anno e che, lontani dai riflettori del turismo stagionale, si trovano a fare i conti con una quotidianità spenta, povera di stimoli e ricca di frustrazione.

Durante l’estate, i comuni della costiera – da Positano a Vietri sul Mare, passando per Amalfi, Ravello, Minori e Maiori – si riempiono di visitatori da tutto il mondo. Ma per i giovani locali, il turismo non sempre è sinonimo di opportunità. Al contrario, molti di loro si ritrovano a svolgere lavori stagionali e poco qualificati, spesso mal pagati e senza prospettive a lungo termine.

“Quando finisce la stagione, non c’è più nulla. Non ci sono spazi per noi, né cinema, né centri culturali, né iniziative che coinvolgano davvero i giovani”, racconta L., 15 anni, studente di un istituto superiore di Amalfi. “Ci si ritrova per strada, nei soliti posti, e spesso per passare il tempo si beve o si fuma. Non perché ci piaccia, ma perché non c’è altro da fare.”

Le segnalazioni da parte dei cittadini si fanno sempre più frequenti: gruppi di ragazzi che bivaccano in piazzetta, bottiglie lasciate sulle spiagge, sigarette ovunque. Comportamenti che preoccupano non solo per il degrado urbano, ma soprattutto per le conseguenze a lungo termine sul benessere psicofisico delle nuove generazioni.

Il consumo di alcol tra gli adolescenti della costiera ha visto un incremento negli ultimi cinque anni, anche a causa dell’assenza di alternative ricreative. La noia è un nemico silenzioso. Quando i ragazzi non hanno spazi di aggregazione, quando non vengono ascoltati, finiscono per cercare emozioni altrove. E spesso si rifugiano in comportamenti a rischio.

Non mancano i tentativi da parte di associazioni locali di creare eventi per i giovani, ma spesso si tratta di iniziative saltuarie, lontane dalla realtà quotidiana degli adolescenti.

Bisogna investire sulla cultura e sul tempo libero dei giovani, altrimenti li perdiamo. Serve una visione a lungo termine, e soprattutto serve ascoltarli: sono loro che devono dirci cosa manca e cosa desiderano davvero.”

Molti giovani della Costiera vorrebbero rimanere nei loro paesi, ma non intravedono un futuro. L’assenza di università, di opportunità lavorative e di crescita personale spinge tanti a emigrare verso le città o addirittura all’estero. Chi resta, spesso lo fa per amore del territorio, ma rischia di rimanere intrappolato in un circuito di apatia e abitudini nocive.

“O ami questo posto e combatti per cambiarlo, o lo odi e te ne vai”, dice F., 19 anni, che sta preparando la valigia per trasferirsi a Roma. “Ma non dovrebbe essere così. Anche noi meritiamo di vivere in un luogo che ci dia qualcosa, non solo da mostrare ai turisti.”

La Costiera Amalfitana ha bisogno di guardarsi allo specchio, oltre le sue bellezze da cartolina. I giovani non sono solo una fascia d’età, ma il motore del domani. Ignorare il loro disagio significa compromettere il futuro di una terra che ha ancora molto da offrire. Ma per farlo, deve tornare a parlare con i suoi figli.