Meglio tardi che mai! Il sindaco Giovanni De Simone sul piede di guerra per quel progetto "scellerato".
|Conferenza dei Sindaci: la Costa d’Amalfi compatta con Vietri sul Mare e Cava de’ Tirreni, contro l’ampliamento del Porto di Salerno.
Meglio tardi che mai, però ci è voluto davvero troppo tempo, a reagire di fronte ad un processo di trasformazione che, inaugurato negli anni ’70 con il primo ampliamento commerciale del porto di Salerno, oggi appare molto difficile da contrastare.
Un’area filtro tra il tessuto urbano antico della città di Salerno e la porta della Costa d’Amalfi di Vietri sul Mare, un gioiello che avrebbe dovuto connotare turisticamente l’area, e che invece ha subito una frattura sostanziale non più facilmente recuperabile.
Al momento stiamo assistendo ad una sorta di braccio di ferro tra queste due realtà: quale sarà l’anima che riuscirà a prevalere?
Oggi si è alzato un coro unanime di protesta, all’affollata conferenza stampa nell’aula consiliare del comune di Vietri sul Mare, dove si sono confrontati insieme al sindaco Giovanni De Simone ed ai rappresentanti di associazioni ambientaliste, anche tanti liberi cittadini, preoccupati dalla problematica di un progetto altamente invasivo e dannoso per l’ambiente, la vivibilità e l’economia dell’intera Costiera Amalfitana, patrimonio Unesco dal 1997.
Il masterplan del Porto di Salerno con le linee d’indirizzo al 2030 sull’assetto degli spazi portuali, prevede infatti l’allargamento del molo di Ponente, la conseguente scomparsa dell’attuale spiaggia limitrofa ed il prolungamento del molo Manfredi: di fronte ad una trasformazione così imponenente, il danno ambientale al territorio della Costiera, appare inevitabile.
Il sindaco De Simone ha ricordato che paradossalmente proprio in quella zona, è già stato messo in opera un intervento di messa in sicurezza del costone del valore di 400mila euro, ma che soprattutto l’allungamento del molo col faro verde d’ingresso delle navi, di fatto implicherà la virata delle stesse all’altezza di Capo d’Orso, nel cuore del mare amalfitano.
Una distanza così tanto sotto costa, sarà tale da determinare nel tempo un inevitabile inquinamento del sistema marino, della flora ed anche un danno al sistema di ripascimento naturale delle spiagge, come attestato da uno studio geo marino.
A tale progetto si oppongono solidali tutti i sindaci, che chiedono pertanto all’Autorità Portuale, di riconsiderare lo scellerato masteplan, poiché in caso contrario sarebbero decisi a mettere in atto una serie di iniziative, se necessario anche legali, a difesa della costa.
Il sindaco di Cetara Fortunato Della Monica, presidente della Conferenza dei Sindaci della Costiera Amalfitana, ha raddoppiato la dose, dichiarando che per realizzare questo folle progetto “dovranno passare sul cadavere mio e di altri quattordici sindaci della Costiera Amalfitana”.
Presente anche il sindaco di Cava de’ Tirreni Enzo Servalli per testimoniare solidarietà su tutta la questione e ricordare quanto i cavesi siano storici frequentatori di queste spiagge, quindi di fronte al rischio di una loro perdita irreparabile, intendono unirsi compatti all’opposizione del progetto.
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche i rappresentanti delle associazioni Italia Nostra e Legambiente, che hanno espresso forte preoccupazione in merito al progetto di ampliamento del porto e del traffico navale che comporta, del rischio ambientale conseguente per il paesaggio e per l’economia turistica di una delle aree più preziose della Costa d’Amalfi. Le associazioni propongono invece l’estensione dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella fino a Vietri, al fine di tutelare l’integrità del litorale e del sistema marino dell’intero comprensorio in maniera più incisiva.









