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Castellammare, arrestato colui che avrebbe ordinato l’omicidio di Pasquale Aiello avvenuto nel 2007.
Si tratta di Vincenzo Ingenito di Castellammare. Per gli inquirenti sarebbe stato ad ordinare l’omicidio di Pasquale Aiello avvenuto 18 anni fa. Già condannato all’ergastolo per un altro omicidio, è ritenuto affiliato al clan camorristico D’Alessandro e avrebbe impartito l’ordine di uccidere Aiello, anch’egli ritenuto affiliato al clan. L’arresto è stato eseguito dai Carabinieri su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Pasquale Aiello, un uomo di 49 anni, anch’egli affiliato al clan D’Alessandro secondo la procura di Torre Annunziata, venne trucidato nel 2007 con diversi colpi di arma da fuoco mentre si trovava a casa della madre. Ingenito, già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Pietro Scelzo, ha così ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Catania dove attualmente è detenuto..

Ucciso nel 2007 in agguato: vendette armi del clan senza permesso. Ecco perché fu ucciso Pasquale Aiello, il cold case risolto dopo 18 anni.  La decisione di eliminare Pasquale
Aiello fu presa in un palazzo abbandonato di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, nel corso di un summit a cui prese parte anche Vincenzo Ingenito convocato sette giorni prima
dell’agguato.

I vertici della famiglia D’Alessandro lo ritenevano colpevolebdi avere venduto le armi del clan senza averne avuto il permesso.  Ingenito, 48 anni, è detenuto, tra l’altro, in quanto ritenuto il mandante dell’omicidio di Pietro Scelzo (alias ‘o
nasone), ucciso tra i vicoli del rione Capo Rivo di
Castellammare di Stabia il 18 novembre 2006. Sua moglie è la sorella della moglie di Luigi D’Alessandro, 52 anni, detenuto al
41bis, è un elemento di vertice dell’omonimo clan.

Per punire Aiello quella notte, il killer, Vincenzo
Guerriero, si recò a casa della madre di Aiello, dove l’obiettivo del raid viveva, e, fingendo di dover consegnare delle pizze, si fece aprire l’uscio prima di sparare con una pistola calibro 7,65.    A bordo di una moto, in strada, altri due complici, attendevano il sicario per agevolargli la fuga.