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Amalfi: non si placano le polemiche sulla rimozione delle bici dei bambini

Continuano a piovere critiche sui social dopo i fatti di questa mattina, quando numerose biciclette di bambini sono state rimosse per liberare gli stalli riservati alle bici elettriche. La vicenda affonda le radici in un provvedimento di qualche giorno fa: l’amministrazione comunale aveva avviato la rimozione forzata di numerose bici elettriche di residenti e lavoratori, colpevoli di essere parcheggiate fuori dagli spazi consentiti.

A scatenare la protesta era stata proprio la mancanza di stalli liberi: molti cittadini avevano denunciato l’occupazione delle rastrelliere da parte di biciclette di bambini, costringendoli a parcheggiare in zone vietate. Il risultato? Dopo un avviso pubblico, questa mattina gli addetti hanno portato via anche le bici dei più piccoli.

amalfi rimosse le bici dei bambini

Il caso sta facendo il giro del web, diventando il simbolo di uno scontro che tocca due diritti altrettanto legittimi: da un lato quello di chi, per lavoro, utilizza la bici elettrica come mezzo essenziale in un paese turistico dove traffico e parcheggi sono un problema cronico; dall’altro lato, quello dei bambini residenti che già soffrono la mancanza di spazi sicuri e adeguati.

“È un paradosso: mentre si invitano i cittadini a muoversi in modo sostenibile, mancano infrastrutture adeguate per chi vive e lavora qui”, commenta un residente sui social. E c’è chi punta il dito contro l’amministrazione, accusata di aver risolto un problema logistico scaricandone il costo sui più piccoli.

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La domanda che ora divide l’opinione pubblica è una sola: a chi dare ragione? Una risposta netta sembra impossibile, perché il nodo vero è urbanistico. La vicenda, infatti, mette in luce una gestione dello spazio pubblico ritenuta da molti insufficiente: pochi stalli, aree gioco carenti, spazi comuni inadeguati a contenere esigenze diverse.

Intanto, le biciclette rimosse restano sotto sequestro in attesa di essere ritirate dai legittimi proprietari. Ma la polemica sembra destinata a durare. Con un messaggio chiaro per chi amministra: prima di far rispettare le regole, serve garantire alternative concrete per tutti. Bambini compresi.