overtourism
Amalfi, il Consiglio di Stato frena l’overtourism: ok al blocco per nuove attività di food & beverage nel centro storico
Un’importante conferma giuridica rafforza la strategia del Comune di Amalfi contro il sovraffollamento turistico nel cuore del centro storico. Il Consiglio di Stato, Settima Sezione, ha parzialmente accolto il ricorso incidentale presentato dall’Amministrazione nell’ambito di una controversia legata a una gara pubblica per l’assegnazione di un immobile comunale.
La disputa aveva coinvolto una società esclusa dal bando che contestava due specifiche clausole: il diritto di prelazione riservato al precedente gestore e il divieto di avviare nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande. Se sul primo punto i giudici hanno riconosciuto la competenza del tribunale ordinario, la parte più significativa della pronuncia riguarda il secondo tema, che tocca direttamente il fenomeno dell’overtourism.
I giudici amministrativi hanno riconosciuto la legittimità del divieto imposto dal Comune, finalizzato a contenere la proliferazione incontrollata di locali food & beverage in una zona ad altissima vocazione turistica, ma al tempo stesso fragile sotto il profilo urbanistico, sociale e culturale. Secondo la decisione del Consiglio di Stato, il blocco risponde a un interesse pubblico concreto: quello di evitare fenomeni di degrado urbano, sovraffollamento, aumento di rifiuti e disturbo alla residenzialità, tutelando al contempo la vivibilità e l’identità del centro storico, riconosciuto come patrimonio UNESCO.
Nel documento si sottolinea come misure di questo tipo siano già adottate in altre città d’arte italiane e internazionali per contrastare gli effetti negativi di un turismo eccessivo e poco regolato. In particolare, viene citata la necessità di riequilibrare l’offerta commerciale in aree dove l’eccesso di attività a vocazione turistica rischia di mettere in crisi il tessuto economico tradizionale, minacciando la qualità della vita dei residenti.
La misura non incide su proprietà private, ma solo su beni appartenenti al patrimonio disponibile del Comune. Non si tratta dunque di un intervento discriminatorio, bensì di una regolazione mirata a preservare l’equilibrio tra accoglienza turistica e tutela del patrimonio storico, architettonico e sociale della città.
Il fenomeno dell’overtourism “di giornata” — ovvero quello causato da turisti che visitano la località senza soggiornarvi — è da tempo oggetto di attenzione da parte delle amministrazioni costiere. Ad Amalfi, in particolare, si è osservato negli ultimi anni un forte incremento di attività legate al consumo rapido, spesso a scapito della qualità dell’esperienza turistica e della sostenibilità urbana.
Con questa sentenza, il Consiglio di Stato offre uno strumento giuridico in più a quelle amministrazioni che, come Amalfi, cercano di gestire i flussi turistici in modo responsabile, con l’obiettivo di garantire un futuro vivibile non solo ai visitatori, ma soprattutto a chi in questi luoghi ci vive tutto l’anno.

