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Quel che il Tar non dice ma suggerisce: il Tunnel è incompatibile con la tutela e la valorizzazione dell’ambiente naturale e del sito rupestre della Grotta dell’Annunziata.

Circa un anno fa, centinaia di cittadini sfilarono sulla 163 da Minori a Maiori, per esprimere il rifiuto di un progetto considerato inutile e dannoso: la realizzazione del tunnel che dal lungomare minorese dovrebbe sbucare nei pressi del porto maiorese e della limitrofa Grotta dell’Annunziata.

Si trattò di una protesta mirata e pacifica: per la prima volta concretizzatasi spontaneamente con una grande partecipazione.

L’evento ha lasciato il segno, sia per l’inequivocabile impatto visivo che ha esercitato, sia per gli atti di conferma che continua ad offrire: gli striscioni di protesta No Tunnel appesi a balconi e finestre per le strade dei due borghi, ad oggi si rinnovano continuamente, nel segno  di un un movimento di protesta che da allora non si è mai fermato.

Generico giugno 2025

Nel frattempo da parte di enti ed amministrazioni non è stato dato alcun chiarimento, ma in questi giorni la pronuncia del Tar (Tribunale Amministrativo Regionale), in merito all’uso improprio della Grotta dell’Annunziata, riporta l’attenzione sull’importanza di tutelare e valorizzare le testimonianze dell’architettura rupestre presenti sul territorio costiero.

Lungo la statale 163, proprio al confine tra i due comuni, si apre una particolare cavità naturale, molto ampia e geologicamente interessata in passato da numerosi fenomeni. È conosciuta da pochi, giacché non è presente alcuna indicazione o segnalazione esterna. È chiamata così perché i pescatori, alla metà del 1300 vi costruirono un ospedale ed una piccola chiesa dedicata alla Vergine, probabilmente sui resti di una cappella rupestre antecedente.

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C’è stato un lungo periodo, durante il quale piccole comunità di laici e monaci, immigrati dalle zone orientali, avendo perso nelle loro terre ogni possibilità di culto, si rifugiarono nelle numerose grotte naturali presenti anche nel comprensorio amalfitano, trasformandole in eremi e luoghi di preghiera, dall’architettura molto particolare.

L’architettura rupestre è una forma edilizia che si sviluppa legandosi alle caratteristiche naturali della roccia, nelle grotte e negli anfratti già esistenti, addossandosi organicamente ad essa.

Numerosi sono infatti i siti rupestri presenti in Costa d’Amalfi più o meno estesi, oltre che a Maiori ce ne sono altre anche ad Atrani, Furore, Tramonti, Tovere di Amalfi, Pontone di Scala e Ravello.

Nel territorio di Maiori, un’altra testimonianza, è quella della Grotta della Madonna dell’Avvocata ubicata a quota 900 metri dell’omonima montagna, poco al di sotto della chiesa, realizzata per l’apparizione della Vergine ad un pastore locale agli inizi del ‘500.

Nel comune di Maiori l’esempio più importante e meglio conservato è offerto dall’Abbazia di Santa Maria de Olearia, a circa tre chilometri dal centro, alle pendici del monte Falerzio, in una sorta di antro naturale, suddiviso in piccole grotte, che si prestavano all’eremitaggio e alla meditazione.

Per l’Annunziata, le fonti parlano di una struttura a due navate, che la furia di una tempesta nel 1600 distrusse, tranne un’edicola con l’affresco della “Vergine dei Pescatori”: la Madonna è circondata da pescatori, ed intorno alberi di limoni con l’accenno di un paesaggio.

Nella zona più profonda della cavità, attraverso un corridoio, si apre uno spazio affascinante dove è presente un piccolo lago d’acqua dolce e trasparente, estremamente suggestivo, tra stalattiti e stalagmiti dallatmosfera rarefatta, fresca e silenziosa.

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Alla luce dell’altissimo valore naturale, storico ed architettonico della Grotta naturale e delle rovine della Chiesa rupestre dell’Annunziata, non sono accettabili interventi devastanti come quelli ipotizzati dal Tunnel Maiori-Minori, un opera inutile ed incompatibile con l’esigenza di tutelare un complesso molto fragile.

Seppur di minor valore rispetto ad altre importanti testimonianze di architettura rupestre, quello della Grotta dell’Annunziata, ha la particolarità di essere tra tutti, il più vicino al mare, in un’area che seppur limitrofa ai due borghi, a quel tempo non risultava percorribile via terra.

Il percorso di congiunzione tra le due comunità di Maiori e Minori infatti era montano, attraverso il sentiero che ancora oggi si può percorrere.

Su questo sperone di roccia, passava l’antica porta tra le due comunità, posta secondo l’orientamento Est-Ovest, quello secondo il quale è stata posizionata successivamente la chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione Torre di Minori, edificata nel X secolo, proprio nello stesso punto in cui sorgeva un’arcaica “ara sacrificale” dedicata al dio Sole.

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La brezza qui soffia leggera, ed in un movimento lento trasporta il profumo di salsedine fuso a quello della vegetazione lungo il “sentiero dei limoni”, lo storico percorso che collega i 3km tra i due borghi, su 400 gradini che arrivano alla collegiata di Santa Maria a Mare di Maiori.

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Disegni ad inchiostro della Grotta dell’Annunziata 1804 dell’artista svizzero Abraham Louis Rodolphe Ducros, tratte da Fino L. (La Costa d’Amalfi e il Golfo di Salerno, da Scafati a Cava, da Amalfi a Vietri, da Salerno a Pestum: disegni acquerelli stampe e ricordi di viaggio di tre secoli. Grimaldi, Napoli 1995)