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Libri. Successo di “Spire” di Maria Pia Nocerino. Scheda-recensione anche della scrittrice Floria Bufano.

Segnalazione di Maurizio Vitiello – Recensione della scrittrice Floria Bufano per “Spire” di Maria Pia Nocerino

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo.

Maria Pia Nocerino, giornalista e caporedattrice, esordisce con “Spire” nel mondo letterario dei romanzi.

La storia, frutto della fantasia dell’autrice, si ispira ad una storia i cui fatti sono realmente accaduti.

Con grande delicatezza e accortezza, l’autrice si avvicina ad un mondo spaventoso così come è spaventosa la malattia, l’Alzheimer, che ha causato il lento, ma inarrestabile, dissolvimento dell’identità della protagonista, Marlena.

Dal punto di vista della struttura narrativa, il racconto è stato diviso in quattro parti e la novità geniale consiste che in ogni parte, cambia il punto di vista narrativo anche se il narratore è eterodiegetico.

Il lettore viene catapultato ora nei desideri e nelle passioni più intime di Marlena ed ora negli angusti pensieri angoscianti di Paul.

Ma è sempre un narratore esterno, e quindi eterodiegetico, che si fa però portavoce dei sentimenti dei due personaggi, diventando quasi un narratore omodiegetico, onnisciente.

Marlena è una donna molto forte, tenace che lotta con grande impegno e abnegazione per salvare la gelateria di famiglia dedicandovi tutte le sue energie, ma è anche una donna molto fragile dal punto di vista emotivo: infatti tutte le sue vicissitudini sentimentali, aggravate dalla violenza, hanno infranto il suo desiderio di costruire una famiglia stabile.

A ciò si aggiunge la devastazione della malattia che arriva proprio quando Marlena ha raggiunto quella stabilità familiare tanto desiderata.

Ma la progressiva perdita della memoria produce una serie di perdite: la perdita dei riferimenti, la perdita del riconoscimento dei suoi cari, la perdita della propria identità lasciano ferite profonde nella persona che si prende amorevolmente cura di lei: da qui nasce il secondo punto di vista narrativo, quello di Paul.

Marlena viene travolta dalle tempeste della vita come un tornado che attraverso le sue spire, travolge tutto nelle sue violente rotazioni.

Le spire sono quelle della tempesta, della testa della Medusa che campeggia sulla fontana, (realmente esistente del maestro Luciano Mastrolorenzi ai Castelli Romani), presso cui avviene il primo incontro tra Marlena e Paul, ed in ultimo le spire sono quelle in cui non ci si fa prendere quando c’è l’amore profondo come nella canzone dei Måneskin “Torna a casa”:

Cammino per la mia città ed il vento soffia forte
Mi son lasciato tutto indietro e il Sole all’orizzonte
Vedo le case, da lontano, hanno chiuso le porte
Ma per fortuna ho la sua mano e le sue guance rosse
Lei mi ha raccolto da per terra coperto di spine
Coi morsi di mille serpenti, fermo per le spire
Non ha ascoltato quei bastardi e il loro maledire
Con uno sguardo mi ha convinto a prendere e partire
Che questo è un viaggio che nessuno prima d’ora ha fatto
Alice, le sue meraviglie e il Cappellaio Matto
Cammineremo per ‘sta strada e non sarò mai stanco
Fino a che il tempo porterà sui tuoi capelli il bianco
Che mi è rimasto un foglio in mano e mezza sigaretta
Restiamo un po’ di tempo ancora, tanto non c’è fretta
Che c’ho una frase scritta in testa ma non l’ho mai detta
Perché la vita, senza te, non può essere perfetta

Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più aspettare
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che ho paura di sparire.

In questa canzone si parla di una separazione e della richiesta di ritorno della figura femminile chiamata appunto Marlena che, per il protagonista, così come per Paul, rappresenta la vita, la libertà e la creatività.

Il testo esprime il dolore per la sua assenza e il desiderio di ritrovarla, sottolineando il vuoto che la sua lontananza ha lasciato.

Così è anche per Paul che sente che Marlena, a causa della sua malattia lo sta lasciando solo, sta andando via e questo lento allontanamento è il motivo dell’angoscia di Paul proprio perché Marlena rappresentava tutto ciò che dava significato e gioia alla sua vita. I

l ritornello “Marlena torna a casa” è quasi un’invocazione a far sì che la donna possa ritornare come era prima della malattia.

Un’altra canzone a cui Maria Pia Nocerino fa spesso riferimento è la famosa “Secret Garden” di Bruce Springsteen.

Questa canzone racconta parla della ricerca di un luogo intimo e profondo, un “giardino segreto”, dove si trova ciò che si desidera veramente.

Marlena e Paul sono entrambi alla ricerca del “giardino segreto” come punto di realizzazione personale nella ricerca della felicità.

Ma le circostanze della vita li portano entrambi ad avere una serie di difficoltà ad avvicinarsi a quel luogo segreto.

Ma come dice il Boss: ”Ci sarà sempre un posto segreto dentro ognuno di noi” che ci rende quello che siamo e a cui solo noi possiamo arrivare.

Quali parole, quali gesti e quali situazioni possono far avvicinare così tanto ad una donna fino al sentirsi ad un passo da quel ‘Secret Garden’.

Ma poi ci si rende conto che quel giardino segreto in cui c’è tutto quello che un uomo vuole e di cui ha bisogno sarà sempre un milione di miglia lontano.

Floria Bufano

Napoli, 24 giugno 2025