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Addio a Pietro Ghislandi: il mondo dello spettacolo piange il ventriloquo e maestro della risata

Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Pietro Ghislandi, l’attore, musicista e indimenticabile ventriloquo che ci ha lasciati ieri, all’età di 68 anni, dopo una lunga malattia. Un artista poliedrico, capace di spaziare con un’impronta stilistica unica tra comicità, musica, teatro, cinema e pubblicità, Ghislandi era un vero maestro della voce, del ritmo e dell’ironia. Aveva compiuto gli anni lo scorso 19 aprile.

Dal Conservatorio a Pippo Baudo: l’ascesa di un talento

Nato e cresciuto a Bergamo, Ghislandi aveva mosso i primi passi nel mondo della musica, diplomandosi al Conservatorio “Gaetano Donizetti” e dedicandosi all’insegnamento del pianoforte. Ma il suo destino lo avrebbe presto condotto sul palcoscenico. La vera svolta nella sua carriera e la popolarità nazionale arrivarono con “Fantastico 7“, il celebre varietà di Rai Uno condotto da Pippo Baudo. Qui, il pubblico imparò a conoscere e ad amare il suo inseparabile compagno di scena: il pupazzo Sergio. Un vero e proprio alter ego, Sergio era un “Pierino impertinente”, una voce irriverente e la coscienza parlante di un comico che usava la ventriloquia non solo per far ridere, ma anche come strumento di satira e riflessione.

La voce: strumento di arte e comicità

La voce, appunto, era il suo marchio di fabbrica. Ghislandi aveva elevato l’uso camaleontico delle corde vocali a vera e propria arte. Le sue capacità lo portarono a collaborazioni importanti nel mondo dell’animazione, già negli anni ’80, con giganti come il cartoonist Bruno Bozzetto e quello che veniva definito il “Walt Disney italiano”. Non solo doppiaggio e animazione, ma anche canzoni comiche e parodistiche che hanno lasciato il segno, come la celebre “Pòta Dance” o “TangentDance“, vincitrice del Festival della Canzone Satirica.

La sua verve surreale, che a tratti richiamava quella di Renato Pozzetto, lo rese un caratterista molto richiesto e apprezzato anche sul grande schermo. Il suo volto e la sua voce sono comparsi in numerosi film: da “Il muro di gomma” di Marco Risi a “I mitici” dei Vanzina, da “Porzûs” a “Vajont” di Renzo Martinelli. Un legame speciale lo univa poi ai film di Leonardo Pieraccioni, dove Ghislandi era una presenza fissa, dal ruolo ne “Il principe e il pirata” fino all’indimenticabile galeotto Pangrattato in “Professor Cenerentolo”.

Il sorriso orobico nella pubblicità e oltre

Pietro Ghislandi era anche un volto noto della pubblicità, dove ha saputo conquistare il grande pubblico con leggerezza e intelligenza. Dallo storico spot de “L’uomo in ammollo” alle pubblicità di “Unieuro” nel ruolo di Zio Fester, fino alle collaborazioni con icone come Alex Del Piero e Gigi Proietti. Nonostante la fama nazionale, ha sempre mantenuto un forte legame con la sua terra, Bergamo, con la sua gente e con quella cultura del sorriso che affonda le radici nella semplicità e nell’ingegno.