Sant’Agnello, dubbi sull’Oasi in Città: tra segnalazioni di abbandono ed immagini che raccontano un parco vivo e curato
Negli ultimi giorni alcune segnalazioni da parte dei cittadini di Sant’Agnello hanno riportato all’attenzione pubblica la situazione dell’Oasi in Città, un’area verde di grande valore ambientale e sociale, inaugurata il 30 aprile 2017 e considerata un piccolo gioiello naturalistico nel cuore urbano della Penisola Sorrentina. Alcuni residenti lamentano la chiusura del parco e denunciano un presunto stato di abbandono, sottolineando l’assenza di manutenzione e il dispiacere per la perdita dell’unico punto di ristoro accessibile in zona.
Tuttavia, secondo quanto riportato dalla pagina social ufficiale dell’Oasi, il parco risulterebbe regolarmente aperto al pubblico; inoltre, le fotografie ed i video pubblicati (tra cui un servizio realizzato poche settimane fa dal TGR Campania) mostrano un’area curata, in evidente contrasto con le denunce di trascuratezza.
Alla luce di queste discrepanze sarà necessario approfondire la questione, verificando sul posto lo stato attuale della struttura e chiarendo le eventuali problematiche legate all’accessibilità o alla gestione ordinaria dell’area verde.
L’Oasi in Città rappresenta un progetto ambizioso e innovativo: un’oasi naturale di oltre 4.000 metri quadrati costruita sopra un parcheggio interrato, con quasi 7.000 piante appartenenti a 70 specie diverse, quasi tutte originarie del territorio. Un angolo di macchia mediterranea rigogliosa, dove la natura è tornata a vivere e a prosperare. L’area, ideata e progettata dal WWF Terre del Tirreno, è un esempio concreto di come l’intervento umano possa essere armonizzato con l’ambiente, restituendo alla collettività un polmone verde prezioso.
Al suo interno il parco si articola in diverse aree tematiche: il prato selvatico, il giardino delle farfalle, il bosco ombroso, la pinetina, il bio-lago, le piante officinali e molte altre sezioni didattiche e sensoriali. È un luogo pensato per accogliere visitatori di ogni età, con l’intento di avvicinare le persone alla biodiversità e promuovere una cultura di rispetto per la natura.
Sin dalla sua apertura l’Oasi ha rappresentato un raro esempio di riconversione urbana sostenibile, frequentata da famiglie, scuole, turisti e appassionati di natura. La presenza di animali come upupe, occhiocotti e cinciarelle, che hanno scelto il parco come habitat stabile, conferma la qualità dell’ambiente e la sua vocazione ecologica.
In attesa di chiarimenti ufficiali, resta il valore simbolico e concreto dell’Oasi in Città: un patrimonio da proteggere e valorizzare. Perché la natura, anche in città, può e deve continuare a vivere.
L’unico a intervenire, ma , precisiamo, solo in risposta ad un post sui social network, è Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno che è senza dubbio il paladino di questa oasi per la quale ha profuso tanto lavoro e impegno e, lo sappiamo, senza alcun tornaconto.
E’ dal 2019 che la convenzione tra il comune e il WWF Terre del Tirreno è scaduta! Ciononostante per amore dell’area naturale ri-creata per tutti i cittadini, al posto di una squallida distesa di cemento, e per rispetto dell’amministrazione comunale (che ha sempre dato ad intendere di voler confermare la costruttiva collaborazione intrapresa col WWF rinnovando l’accordo stipulato nel 2015) i nostri volontari NON hanno MAI abbandonato l’oasi, continuando ad impegnare ore e mesi di lavoro (AGGRATIS!) per la sua cura e migliore gestione. Se è stato possibile fruire del parco dal 15 settembre (quando il servizio civile AMESCI si è interrotto) al 15 dicembre lo si deve solo all’impegno dei volontari del WWF che hanno assicurato, in accordo con la nuova amministrazione, apertura e chiusura dell’oasi, oltre alla pulizia e annessi e connessi. Tuttavia i continui raid di gruppi di teppistielli minorenni lasciati dai genitori nell’oasi a qualsiasi ora (notte compresa essendo l’accesso dell’oasi fruibile dalla scuola H24 e senza alcun controllo) a fare quello che vogliono, oltre alla frequentazione di altre tipologie di persone che con la Natura, il parco e lo sport hanno ben poco a che vedere, hanno prodotto una serie di danni alle piante e alle strutture più o meno gravi (cancelletti, tabelle, cartellini, ponte, tavoli, sedie, ecc…) a cui la nuova amministrazione, non senza difficoltà, sta cercando di rimediare. A tutto ciò si aggiunge l’usura degli arredi in legno dopo dieci anni! Nel frattempo i volontari del panda TUTTI i giorni spendono ore nell’oasi per assicurarne la fruizione, provvedere alla pulizia dalle mille immondizie lasciate dai “teppistielli ” di cui sopra, fare la raccolta differenziata dei rifiuti di cui taluni non hanno ancora ben compreso l’importanza, riparare ove possibile le cose distrutte dai ragazzini e di notte, annaffiare le piante (che si presentano ad oggi in OTTIMO stato anche se c’è chi confonde papaveri, ranuncoli, margheritine, trifogli e ginestre con “erbacce”), inserire col giardiniere nuove essenze, curare i pesci e le tartarughe, pulire i filtri del lago, effettuare visite guidate per le scolaresche e quant’altro. Con il recente bando di affidamento della gestione del Bar (chiuso da prima delle ultime elezioni!) si sta finalmente rivalutando l’area del parco giochi. Col comune si sta pianificando inoltre un sistema di controllo e di videosorveglianza per evitare il ripetersi di gravi atti di teppismo. E’ bene ricordare che tale sistema di telecamere lo si attende dal lontano 2017 quando, all’indomani dell’inaugurazione, fu progettato di installarlo assieme ad alcune fontanelle di acqua di cui il parco è ad oggi sprovvisto! Nel frattempo in attesa di ristabilire la convenzione col Comune di Sant’Agnello (in dirittura d’arrivo) il WWF non ha mai tolto il logo del PANDA dai cartelli per rispetto dell’amministrazione e di tutti i cittadini che a centinaia apprezzano e gratificano il lavoro svolto, ormai da 10 anni, GRATUITAMENTE per l’intera collettività. Per chi non comprende che l’Oasi in città è uno scrigno prezioso di biodiversità unico nel suo genere che, per le ridotte dimensioni, non può contenere e/o tollerare l’afflusso di centinaia di persone al giorno (spesso indisciplinate e con l’assurda pretesa di pascolare liberamente danneggiando a destra e a manca) beh… per costoro non resta che attendere che al posto della Natura ricreata torni quanto prima l’ennesima distesa di grigio e cemento… pulito… ordinato… dove “rinchiudere” i propri bambini tra recinzioni di orsogrill. Per chi infine non comprende la differenza tra un Parco Giochi e un’Oasi naturalistica e si scandalizza per erbe e cespugli ricchi di biodiversità, senza accorgersi magari di lattine, bottigliette, carte e caramelle abbandonate a terra dai soliti ragazzi senza educazione… beh… allora vuol dire… ahinoi… che c’è ancora tanto lavoro da fare!

