Giornata Mondiale della Biodiversità: le Praterie di Posidonia Oceanica dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno di Ischia e Procida.
Oggi 22 maggio, è la Giornata Mondiale della Biodiversità: secondo le più recenti ricerche, le specie conosciute sul pianeta Terra sarebbero circa 1.8milioni, e dai 3 ai 10 milioni, quelle ancora tutte da scoprire: un patrimonio unico da salvaguardare.
Tra le specie vegetali importantissime per preservare l’ecosistema marino, la Posidonia oceanica è uno tra i più importanti, e nell’area campana, l’isola d’Ischia ne è particolarmente ricca: ”Verde” non solo in superficie con il suo raro tufo verde, ma anche sotto il livello del mare, con il suo ricco patrimonio di foreste sommerse di Posidonia.
Attorno all’isola sono presenti diverse praterie, in grado di catturare anidride carbonica e rilasciare ossigeno, e proprio come una foresta creare un argine a frane e smottamenti, rallentando il fenomeno dell’erosione marina.
Da molti scambiata per un’alga è invece una pianta, capace di creare con le proprie radici e le proprie foglie un habitat per flora e fauna associate.
La produzione di ossigeno compensa la fuoriuscita di anidride carbonica, consentendo a salpe, saraghi e tantissime altre specie, circa 1.200 tra invertebrati e pesci, di sopravvivere in condizioni in cui altrimenti non avrebbero scampo.
Da qui l’esigenza di preservare le praterie di Posidonia oceanica dell’isola, e la creazione nel 2007, dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno nelle acque di Ischia e Procida.
Fondamentale per la salute dei mari, questa pianta svolge un ruolo chiave non solo nel garantire l’equilibrio ambientale, ma anche nel contrastare attivamente gli effetti del cambiamento climatico.
Per scoprire come sarà il mare del futuro, il Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza di Roma e la Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, hanno prodotto uno studio sulle praterie sottomarine formate dalla Posidonia, dimostrando come il ridotto livello di pH influisca negativamente non tanto sulla crescita della pianta, quanto sull’intero ecosistema associato.
Questi siti sono delle vere e proprie “finestre sul futuro” per osservare i possibili scenari ecologici dei mari, sulla base dei valori di pH previsti da alcuni modelli geochimici per il non lontano 2100”.











