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Capri: l’isola non può piu’ aspettare, tutelare il suo ecosistema per garantire un futuro sostenibile al turismo dell’isola.

Nabil Pulita, referente locale di Legambiente, denuncia la questione degli “inchini” compiuti dalle grandi navi da crociera vicino ai Faraglioni di Capri, un fenomeno che rappresenta un rischio crescente per l’ecosistema dell’isola.

Non è stato un caso isolato, da anni ai capitani piace salutare queste coste, avvicinarsi ed attirare l’attenzione degli abitanti e stupire i passeggeri, ma i rischi di certe manovre, non valgono un saluto, ed occorre rendersi conto che la prudenza non è mai troppa.

A qualcuno piace osare, ed ecco che si vedono navi fare capolino dai faraglioni di Capri, che vengono letteralmente attraversati da vere e proprie città acquatiche, che incuranti “sfilano” sul mare, mettendo a repentaglio l’ambiente per un pò di notorietà o per l’ebbrezza di sfidare i limiti di spazio.

L’ultimo episodio ieri pomeriggio, quando la nave da crociera Silver Ray, battente bandiera delle Bahamas, ha effettuato il cosiddetto inchino, con la sua stazza di ben 244 metri di lunghezza e 34 di larghezza.

La manovra è stata fatta secondo le regole della Capitaneria di Porto di Capri, ma nonostante questo è partito lo stesso un infuocato dibattito.

Le preoccupazioni degli ambientalisti si concentrano sul problema dell’aumento della pressione antropica sull’ecosistema caprese, la cui fauna marina, come la rara foca monaca recentemente avvistata e fotografata nelle acque dell’isola, rischia di essere seriamente compromessa.

Per Legambiente quindi è giunto il momento di adottare al più presto delle regole condivise e dei sistemi di tutela più efficaci, che preservino il patrimonio naturale di Capri.

Nabil Pulita sottolinea anche l’importanza di implementare le boe di delimitazione, promesse dal Comune all’inizio della stagione turistica, e di portare a compimento l’iter relativo all’istituzione dell’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri.