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Avvisi di garanzia per 25 sulla Funivia Faito: L’inchiesta si prepara all’incidente probatorio con i periti, sospetti su errori e negligenze in manutenzione e controlli

Tragedia Funivia Monte Faito: 25 indagati nell’inchiesta Procura. Dagli atti emergono ipotesi di errori progettazione, manutenzione e controlli dietro il disastro

Avvisi di garanzia per 25 sulla Funivia Faito: L’inchiesta si prepara all’incidente probatorio con i periti, sospetti su errori e negligenze in manutenzione e controlli
C’è l’ombra di possibili errori di progettazione o di gravi negligenze nelle delicate fasi di manutenzione, controllo, verifica, vigilanza e ispezione dietro il tragico incidente della Funivia del Monte Faito, avvenuto lo scorso 17 aprile, che ha causato la morte di quattro persone. È quanto emerge con forza dagli atti dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. I sostituti procuratori, Mariella Riccio e Silvio Schioppi, hanno iscritto un numero considerevole di persone nel registro degli indagati: sono venticinque in totale.

Questa massiccia notifica di avvisi di garanzia rappresenta un “atto dovuto” in vista del prossimo incidente probatorio, fissato per il 23 maggio. In quella sede, infatti, verrà conferito l’incarico ai consulenti tecnici che dovranno far luce sulle cause del disastro, e la possibilità di nominare periti di parte è un diritto garantito a tutti gli indagati. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono il disastro colposo e l’omicidio colposo plurimo. Ad alcuni degli indagati viene contestata anche l’ipotesi di falso in atto pubblico.

Tra i nomi eccellenti finiti sotto la lente della Procura figura quello di Umberto De Gregorio, presidente dell’EAV (Ente Autonomo Volturno), la holding regionale dei trasporti della Campania, indagato in qualità di legale rappresentante dell’ente gestore dell’impianto. Manager noto e considerato di fiducia del governatore Vincenzo De Luca, De Gregorio ha commentato la notizia attraverso i suoi profili social, dichiarandosi “sereno” e confermando la sua “assoluta fiducia nella giustizia” e la “massima collaborazione con gli organi inquirenti”. Politicamente, la notizia ha subito scatenato reazioni: la Lega, per voce del consigliere regionale Severino Nappi, ha chiesto le dimissioni del presidente EAV, affermando che “le indagini della Procura mettono fine al rimpallo di responsabilità, restiamo garantisti, ma deve dimettersi”.

Le indagini della Procura, intanto, si stanno concentrando in particolare sugli elementi vitali dell’impianto: i cavi, le funi, le “teste fuse” (il complesso sistema di aggancio tra le funi traenti e le cabine) e i freni. Per questo motivo, l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio, coinvolgendo non solo i dirigenti e i dipendenti EAV addetti alla Funivia, ma anche le ditte esterne che hanno eseguito lavori di manutenzione (sia ordinaria che straordinaria), le società che hanno effettuato i collaudi degli interventi, e persino l’Ansfisa, l’Agenzia nazionale preposta alla sicurezza del trasporto, che deve certificare il corretto funzionamento di questi impianti.

Nell’elenco dei venticinque indagati figurano dunque diverse figure chiave nel ciclo di vita della funivia. Oltre al già citato De Gregorio, troviamo i primi quattro indagati che erano già noti: Pasquale Di Pace (capo servizio della Funivia), Pasquale Sposito (direttore operativo centrale di EAV), Giancarlo Gattuso (dirigente infrastrutture della holding) e Marco Imparato (direttore di esercizio della Funivia). L’indagine ha poi raggiunto i rappresentanti e i tecnici delle ditte esterne che hanno operato sull’impianto: Roman e Franz Parth (ditta Franz Parth & Co., che rifecero le teste fuse nel gennaio 2024), Boris Sosic (Seis srl, controlli non distruttivi a febbraio 2025), Pierfrancesco Cappellari (Lamet srl, assistenza prove frenata a marzo 2025) e i legali rappresentanti Andrea e Luca Lallini (Sacmif srl, controlli funi e teste fuse tra 2022 e 2024).

Non risparmiato nemmeno il personale EAV direttamente addetto ai controlli periodici: sono indagati tutti i dipendenti che hanno effettuato le verifiche giornaliere, mensili e trimestrali dall’inizio del 2025 fino alla riapertura dell’impianto il 10 aprile. Si tratta di Massimo Amitrano (il vetturista che il giorno dell’incidente salvò i 9 turisti nell’altra cabina), Alfredo Ciliberti, Salvatore Cirillo, Aniello Colucci, Giovanni De Simone, Domenico Donnarumma, Giuseppe Esposito, Luca Fontana, Antonio Gargiulo, Enrico Mirolla e Giovanni Pisacane. Infine, sono indagati anche i due ingegneri dell’Ansfisa, Francesco Esposito e Pasquale Gravina, che parteciparono all’ispezione annuale di inizio 2025.

Proprio a Pasquale Di Pace, a gran parte dei dipendenti EAV addetti ai controlli (Amitrano, Ciliberti, Cirillo, Colucci, De Simone, Donnarumma, Fontana, Gargiulo, Mirolla, Pisacane, G. Esposito) e ai due ingegneri Ansfisa, la Procura contesta in particolare il possibile reato di falso ideologico. L’accusa è di aver attestato “l’assenza di criticità o comunque di problematiche circa il funzionamento dell’impianto”, consentendone prima la riapertura al pubblico il 10 aprile e poi il regolare esercizio, nonostante circostanze che si sono “rivelate false a fronte dell’evento disastroso consistito nella precipitazione della cabina 2”, come si legge negli atti dei pubblici ministeri. Un quadro investigativo complesso che cerca di definire con chiarezza le singole responsabilità in una tragedia che ha profondamente scosso la comunità locale e l’opinione pubblica.