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di Lucio Esposito  e Sara Ciocio

Intervista esclusiva al Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel  e alla direttrice del museo Libero D’Orsi Maria Rispoli

Stabia (NA) – Non una semplice presentazione, ma un vero e proprio laboratorio di idee e sinergie quello che si è animato oggi al convegno “Ager Stabianus”. L’intervento di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, ha subito chiarito l’intenzione dell’incontro: dare il via a una collaborazione concreta per la valorizzazione del territorio stabiese, unendo le forze tra archeologia, storia, tradizioni locali e amministrazioni comunali.

L’iniziativa, nata da una conversazione tra Maria Rispoli, direttrice del Museo Archeologico di Stabia, e lo stesso Zuchtriegel, ha visto fin da subito il fondamentale supporto della Soprintendenza Archeologica per le Arti e il Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, a cui è andato il primo sentito ringraziamento, espresso in assenza del Soprintendente Mariano Nuzzo, oggi non presente ma forse rappresentato.

Un appello all’unità e alla collaborazione ha poi coinvolto i sindaci dei comuni limitrofi: Enzo Pelluso (Presidente del Parco dei Monti Lattari), Luigi Vicinanza (Sindaco di Castellammare di Stabia), Agnello Lauria (Sindaco di Gragnano), Francesco Somma (Sindaco di Pimonte), Giosuè Carlo Maria Antonio D’Amora (Sindaco di Santa Maria La Carità), Alfredo Rosalpa (Sindaco di Casola), Tommaso Nacleri (Sindaco di Agerola) e Anna Mendola (Sindaco di Lettere), alcuni presenti e altri in attesa o rappresentati.

Un caloroso ringraziamento è stato esteso anche alle realtà associative e produttive del territorio che hanno reso possibile un momento conviviale successivo: il Consorzio Penisola Sorrentina, ASCOM Associazione Commercianti Stabiesi, l’Associazione Antica Necropoli Madonna delle Grazie, il Consorzio Provolone del Monaco e l’Associazione Fior di Latte di Grano. Un simbolico saluto è giunto anche dal dio Mercurio, auspicio di protezione e prosperità.

L’idea centrale: superare la frammentazione e costruire una narrazione unitaria del territorio dell’Ager Stabianus. Come ha sottolineato Zuchtriegel, si parla spesso di cultura come motore di sviluppo e di necessità di fare rete, ma è il momento di passare ai fatti. La proposta è quella di una valorizzazione che integri l’immenso patrimonio archeologico, la ricca storia, le tradizioni locali e il ruolo attivo delle amministrazioni comunali.

Il punto di partenza è la riscoperta e la valorizzazione degli scavi e del territorio circostante Stabia, inteso non nei confini amministrativi attuali, ma nella sua accezione antica, segnata dalla presenza unificante del Vesuvio, che distrusse ma al contempo preservò un paesaggio costellato non solo da Pompei ed Ercolano, ma anche dalle splendide ville di Stabia e da innumerevoli altri siti, fattorie e insediamenti in comuni come Sant’Antonio Abate, Gragnano e Pimonte.

Zuchtriegel ha poi posto l’accento sulla peculiarità di Stabia, che a differenza di Pompei ed Ercolano, conobbe una rapida rioccupazione in epoca tardo antica e medievale, mantenendo viva una continuità storica e culturale.

Un tassello fondamentale in questa strategia di valorizzazione è il recente ampliamento del Museo Archeologico di Stabia, curato con passione e professionalità da Maria Rispoli e dal suo team. Un lavoro che non si è limitato agli spazi espositivi, ma ha coinvolto anche i depositi, che presto saranno in parte accessibili al pubblico, con prime aperture previste già a maggio, seguite da ulteriori opportunità a settembre e ottobre. L’obiettivo è chiaro: raccontare il paesaggio nella sua interezza.

In questa direzione si muove anche il lavoro di Silvia Bertesago, responsabile delle Ville di Stabia, con interventi mirati all’accessibilità e alla creazione di servizi di accoglienza e fruizione per questi gioielli dell’archeologia. Una sinergia con il Comune che promette ulteriori sviluppi, data la straordinaria potenzialità del territorio.

Il cuore dell’intervento di Zuchtriegel si è poi focalizzato su un affascinante affresco proveniente da Villa San Marco, tradizionalmente interpretato come una “scena di cantiere”. Zuchtriegel, riprendendo un’intuizione già espressa in un precedente convegno, ha proposto una lettura diversa: quella di una rappresentazione del paesaggio stabiano, in linea con quanto si osserva anche a Pompei, dove i cantieri, pur legati al terremoto del 62 d.C., potrebbero riflettere una condizione quasi permanente delle città antiche, data la tipologia delle costruzioni.

Una svolta interpretativa è giunta grazie a Maria Rispoli, che ha individuato nell’affresco una corrispondenza sorprendente con la topografia attuale del territorio, in particolare con la collina del Varano, le antiche strade, il ponte e una scena di sacrificio presso l’acqua.

Questo ha portato a un’affascinante ipotesi, presentata nel catalogo del museo, che lega la scena del sacrificio alla festa di Mercurio, celebrata alle Idi di Maggio, una data non casuale per questo incontro. Maia, la Pleiade, era la madre di Hermes (Mercurio), e da lei deriva il nome del mese di maggio, tradizionalmente associato alla crescita e alla prosperità. Un significato che ben si sposa con l’idea di sviluppo economico, sociale e culturale che il progetto “Ager Stabianus” intende promuovere.

Zuchtriegel ha poi offerto una preziosa chiave di lettura archeologica, ricordando la distruzione di Stabia da parte di Silla durante la guerra sociale, una ferita che portò alla scomparsa della città come istituzione politica. Tuttavia, come spesso accade nella storia, una memoria culturale collettiva è sopravvissuta, riemergendo in culti e in un rinnovato senso di identità. L’obiettivo è dunque quello di riallacciarsi a questa storia, ponendo il museo e gli altri siti culturali gestiti in collaborazione con il Comune e il Parco dei Monti Lattari come un nodo centrale di una rete che valorizzi sia il patrimonio storico che le eccellenze del territorio.

L’idea è di dar vita ad attività di rievocazione e di valorizzazione che coinvolgano attivamente le aziende locali, in un paesaggio tipicamente mediterraneo che spazia dalla montagna al mare, offrendo una ricchezza di prodotti e tradizioni uniche. Un supporto fondamentale a chi porta avanti questa eredità in un’epoca di globalizzazione.

Il workshop “Ager Stabianus” si pone dunque come un punto di partenza per una collaborazione sinergica che miri a promuovere, attraverso iniziative congiunte tra il museo e i comuni partecipanti, un messaggio semplice ma potente: il patrimonio materiale (ville, museo, reperti) è indissolubilmente legato a un patrimonio immateriale fatto di tradizioni, cura del paesaggio, agricoltura e attività umane. Una memoria collettiva che definisce la nostra identità e che va valorizzata e raccontata in maniera unitaria e coinvolgente.

Pro Loco in Azione: Il Patrimonio Immateriale dell’Area Metropolitana di Napoli Vive sul Portale “Radici Culturali”

CASTELLAMMARE DI STABIA – L’impegno per la valorizzazione del territorio non è solo una speranza futura, ma una realtà già operativa. È quanto emerso con forza dall’intervento di un esponente di spicco delle Pro Loco locali, attualmente vicepresidente per l’area metropolitana di Napoli, che ha illustrato un progetto concreto e già accessibile per la tutela e la promozione del patrimonio culturale immateriale.

“Pochi mesi fa abbiamo siglato una convenzione operativa con il Ministero della Cultura, l’Istituto Centrale del Patrimonio Immateriale di Roma e con il supporto dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI),” ha dichiarato il rappresentante, sottolineando l’aspetto pragmatico dell’accordo. “Stiamo realizzando proprio quello di cui si parla: raccontare le esperienze, il territorio, le tradizioni, le storie, i sapori e i saperi dell’area metropolitana di Napoli.”

Questa narrazione corale del territorio sta prendendo forma attraverso un portale dedicato, “Radici Culturali” (radiciculturali.it), una piattaforma mondiale dove chiunque può accedere a schede informative dettagliate e verificate. “Queste schede, questi lavori, sono verificati dall’Istituto Centrale del Patrimonio Immateriale,” ha precisato, garantendo l’affidabilità dei contenuti.

Il progetto vede una rete attiva di Pro Loco già all’opera, come testimoniato dalle parole del vicepresidente, che rappresenta anche la Pro Loco di Castellammare di Stabia: “Abbiamo a Gragnano l’ottimo Francesco Longobardi, a Santa Maria la Carità l’ottimo Giampaolo di Ruocco, a Pimonte Vincenzo Esposito, Salvatore Coppola a Casola. Siamo rete e già questo è visibile.”

L’obiettivo è ambizioso e di cruciale importanza: “Raccontare la storia di un territorio, le tradizioni, i saperi e i sapori, raccontare anche la toponomastica, perché un luogo si chiama così. Questo è importantissimo proprio per raccontarlo oggi, archiviarlo oggi, ma raccontarlo per le future generazioni, quello che insomma è stato e sarà la peculiarità di ogni singolo metro di questo Ager straordinario.”

L’intervento ha dunque spostato l’accento dalla pianificazione all’azione, dimostrando come la collaborazione istituzionale e l’impegno delle associazioni locali stiano già producendo risultati tangibili, offrendo al mondo intero uno strumento per scoprire e approfondire l’inestimabile ricchezza culturale, materiale e immateriale, dell’area metropolitana di Napoli e, nello specifico, dell’Ager Stabianus.

Sinergia per l’Ager Stabianus: Soprintendenza e Parco di Pompei Uniti per la Valorizzazione del Territorio

Stabia (NA) – Un’alleanza strategica per la tutela e la valorizzazione dell’Ager Stabianus è stata ribadita con forza durante il recente convegno. L’intervento di Luca di Franco, soprintendente per la città metropolitana di Napoli, ha posto l’accento sull’importanza della sinergia tra enti del Ministero della Cultura e realtà territoriali, in particolare con il Parco Archeologico di Pompei e i comuni dell’area stabiese.

Di Franco ha innanzitutto portato i saluti del soprintendente Mariano Nuzzo, assente per impegni istituzionali ma profondamente legato alle attività in corso sul territorio di Stabia. Il soprintendente ha espresso apprezzamento per “questa lodevole e importante iniziativa di connessione e sinergia tra enti del Ministero ed enti territoriali” e ha ringraziato la collega Maria Rispoli del Parco di Pompei e tutti i sindaci dei comuni dell’Ager Stabianus, con i quali la Soprintendenza collabora attivamente per la tutela del patrimonio.

Il fulcro dell’intervento di Di Franco si è concentrato sulla volontà di evolvere da una “tutela attiva” verso una più incisiva “operatività” e “valorizzazione” del territorio. Pur non rientrando direttamente nei compiti primari della Soprintendenza, la valorizzazione può fiorire grazie alla “frutto di una sinergia tra gli enti del Ministero”. In questo contesto, la Soprintendenza si pone come un prezioso serbatoio di conoscenze acquisite nel tempo attraverso scavi e ricognizioni, pronte per essere messe “a disposizione della comunità all’interno degli spazi del Parco Archeologico di Pompei, di questa splendida sede museale”.

La collaborazione non si limita alla condivisione di informazioni, ma sfrutta appieno le competenze scientifiche del Parco di Pompei e della Soprintendenza. Di Franco ha espresso la sua soddisfazione per la proficua collaborazione con i colleghi del Parco, auspicando che questo nuovo accordo possa segnare “l’inizio di una collaborazione che va su molti fronti”.

Un esempio concreto di questa sinergia è l’accordo siglato qualche anno fa con il direttore Gabriel Zuchtriegel a Villa Regina, in collaborazione con il dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, focalizzato sulla valorizzazione delle componenti agro-pastorali del territorio, inizialmente concentrate sul Comune di Sant’Antonio Abate ma con la potenziale espansione a tutti i Monti Lattari.

Di Franco ha inoltre ricordato l’intensa attività di restauro e scavo condotta dalla Soprintendenza nei Monti Lattari, che ha portato a nuove importanti scoperte. In questo scenario, il Museo di Libero D’Orsi a Castellammare di Stabia, che espone materiali provenienti da scavi degli anni ’50 della famiglia Cuomo, rappresenta un ulteriore tassello di un patrimonio da valorizzare.

La sinergia tra Soprintendenza e Parco di Pompei mira dunque a “valorizzare ancora di più il territorio, di aprire magari le nostre sedi delle varie ville rustiche, quelle che sono rimaste, quelle che potremmo scavare e valorizzare nel territorio e valorizzare reperti, ma anche conoscenze all’interno di questo di questo contenitore, di questo luogo con la disponibilità appunto del Parco di Pompei.”

In conclusione, Luca di Franco ha espresso un sentito “in bocca al lupo a noi” e ha auspicato una piena collaborazione con le comunità locali e i sindaci per “sfruttare al meglio questa occasione”, sottolineando l’importanza del coinvolgimento del territorio per una valorizzazione efficace e condivisa dell’Ager Stabianus.

Quisisana: Il Museo Libero D’Orsi Illumina l’Ager Stabianus, un Tesoro di Ville e Tradizioni

Castellammare di Stabia (NA) – Un viaggio immersivo nel cuore dell’antico Ager Stabianus, svelato attraverso la rilettura del patrimonio archeologico e la valorizzazione delle sue peculiarità territoriali. È questa la prospettiva affascinante delineata da Maria Rispoli, direttrice del Museo Archeologico di Stabia (Museo Libero D’Orsi), durante il suo intervento nella suggestiva cornice della Reggia di Quisisana.

Rispoli ha aperto il suo intervento con sentiti ringraziamenti al direttore generale per la sua attenzione costante verso Stabia, non solo in termini di conservazione ma soprattutto per la “sua valorizzazione e la disseminazione del valore di questo patrimonio”. Un plauso è stato rivolto anche ai sindaci che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, dimostrando una condivisione di intenti fondamentale per il successo del progetto.

Agganciandosi alle parole del direttore Zuchtriegel, Rispoli ha illustrato come il nuovo allestimento del museo abbia rappresentato un punto di svolta, spostando il focus dal singolo sito archeologico di Varano all’intero territorio stabiano. “Durante il nuovo allestimento del museo abbiamo dovuto, proprio perché il nuovo allestimento era proiettato al territorio e non più al sito di Stabia inteso come l’area archeologica di Varano, abbiamo dovuto gettare uno sguardo su tutto il territorio stabiano e abbiamo sistematizzato i dati.”

Un lavoro di sistematizzazione di dati noti, affiancato da nuove ricerche, ha permesso di realizzare mappe dettagliate (pubblicate nel catalogo del museo e propedeutiche agli apparati multimediali) che restituiscono l’immagine di un Ager Stabianus vasto e dinamico. Se in età borbonica si contavano circa una decina di ville, le recenti scoperte della Soprintendenza dell’area metropolitana di Napoli hanno portato alla luce l’esistenza di ben 50 ville rustiche distribuite su un ampio territorio che spazia dalla collina di Varano fino ai Monti Lattari, con importanti attestazioni a Gragnano e Sant’Antonio Abate.

“Che cosa è emerso? È emerso quello che immaginavamo, un sito di straordinario valore perché potremmo dire quasi un unicum perché si sviluppa su due livelli: un insediamento di tipo collinare che si estende non soltanto sulla collina di Varano, ma in tutti i comuni ricadenti nell’antico Ager fino ai Monti Lattari, dove sono attestate le ville rustiche, e un insediamento a mare, contestuale, contemporaneo che rende questo paesaggio veramente unico a livello mondiale.”

Rispoli ha sottolineato la duplice natura di questo paesaggio: un comprensorio agricolo-pastorale con una forte vocazione produttiva (vino, olio, formaggio, ortaggi) e una posizione strategica dovuta alla sua felice collocazione all’interno del territorio vesuviano, punto di confluenza dei prodotti dell’agro nocerino-sarnese e porta d’accesso al Mediterraneo attraverso il porto.

Attraverso testimonianze storico-archeologiche e iconografiche, si è compreso come la Stabia intesa come Ageranus fosse un vero e proprio “hub commerciale del territorio”, capace di immettere i propri prodotti sul mercato, probabilmente anche a livello internazionale. Fonti storiche citano le sorgenti di Stabia e i campi vicino al Vesuvio, mentre Simmaco descriveva il latte e il formaggio prodotto sui Monti Lattari come aventi proprietà terapeutiche grazie alla presenza di erbe medicinali.

La “scena di paesaggio stabiano”, già illustrata dal direttore Zuchtriegel, rappresenta per Rispoli un “vero e proprio testimone di questo paesaggio antico che ancora oggi riconosciamo nel paesaggio contemporaneo”. Un paesaggio frammentato, ma che spinge alla creazione e ricreazione di un’identità di comprensorio basata sui valori ancora oggi riconoscibili.

Una novità importante annunciata da Rispoli è la fruibilità di questo paesaggio attraverso un’installazione multimediale all’interno del museo, che metterà in correlazione i luoghi antichi con quelli contemporanei, toccando l’intero territorio dell’Ager Stabianus. “Noi parleremo di tutto il territorio Agerta perché il museo conserva i reperti che provengono dai comuni rappresentati oggi dalle loro autorità e quindi sarà veramente un progetto che metterà insieme il passato con il presente per creare una prospettiva.”

Un’ulteriore sorpresa per i partecipanti è stata l’arrivo, proprio in mattinata dopo un intervento di restauro, dell’affresco con la “scena di paesaggio stabiano”, ora visibile in tutto il suo splendore all’interno del museo.

Rispoli ha inoltre ricordato una nuova iniziativa che prenderà il via sabato 17, grazie all’associazione Funneco, vincitrice di un bando promosso dal Parco Archeologico di Pompei. Questo bando mira a favorire la collaborazione con le associazioni di volontariato e i soggetti privati del territorio. In quest’ottica, l’affresco del paesaggio stabiano non celebra solo i lumi (le feste), ma anche le abilità e le attività che si svolgevano su questo territorio. Il progetto di Funneco proporrà nel museo un paesaggio sonoro che intreccia linguaggi contemporanei e reminiscenze antiche, fruibile attraverso cuffie durante la visita.

Infine, Rispoli ha ribadito l’importanza delle visite ai depositi archeologici, gestite da Pompeii Museum e prenotabili soprattutto per le scuole attraverso Pompei Cintra Museum, un servizio didattico voluto dal direttore Zuchtriegel e curato da Silvia Bertesago, che offrirà una nuova e coinvolgente esperienza formativa per i giovani visitatori.

Zuchtriegel: “Il Nostro Amore per il Territorio Va Oltre gli Scavi, Coinvolge Paesaggio e Comunità”

Stabia (NA) – Un amore profondo e una visione olistica del patrimonio culturale che trascende i confini del Parco Archeologico di Pompei per abbracciare l’intera ricchezza del territorio circostante. È questo il sentimento e l’approccio che traspare dalle parole di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, in un’intervista rilasciata a margine del convegno “Ager Stabianus” nella Reggia di Quisisana.

L’intervistatore ha voluto subito sottolineare questo legame speciale con il territorio, ricordando precedenti incontri a Sorrento e l’attuale appuntamento a Stabia: “Non dare complimenti per questo vostro amore per il territorio e non solo per il parco. E questo è quello che siamo riusciti a evincere quando vi abbiamo incontrato a Sorrento, quando vi stiamo incontrando adesso qua. Insomma, ci fa molto piacere.”

Un apprezzamento che Zuchtriegel ha accolto con gratitudine, evidenziando come la collaborazione e la sinergia tra le diverse istituzioni siano la chiave per superare le passate difficoltà e frammentazioni: “Insomma, ci fa molto piacere che tutto fa e non succedono più eventi come quelli in cui la tomba giusto fuori le mura di Pompei non era giurisdizione degli scavi, bensì della di un’altra sovrintendenza. Insomma, abbiamo superato tutti questi ostacoli felicemente grazie alla vostra intelligenza. le le competenze sono importante collaborare.”

Il direttore ha poi ampliato la sua visione del patrimonio culturale, includendo non solo la “materia costruita culturale in senso stesso”, ma anche il paesaggio naturale come elemento narrativo fondamentale: “Vediamo il museo, la questo fantastico bosco che ci racconta ugualmente la storia del quindi non sta solo nella materia costruita culturale in senso stesso, ma anche nel paesaggio. Questo vogliamo vogliamo raccontare e credo c’è anche una voglia, un desiderio da parte della della gente oggi più che mai di trovare così.”

Zuchtriegel ha percepito chiaramente questa crescente sensibilità e desiderio del pubblico di connettersi con il proprio territorio in maniera più profonda e autentica: “Certo. Certo.”

L’intervista si è conclusa con un gentile omaggio da parte dell’intervistatore, che ha ricordato un volume sul tasso preparato in occasione dell’incontro di Sorrento: “E noi avevamo preparato per voi lì a Sorrento un volume sul tasso che però preso dalla folla e preso dai vostri impegni non siamo riusciti a incontrarci. Sicuramente la prossima volta vi faremo omaggio di questo volume del tasso di cui voi ne avete accarezzato un sembiante lì a Grazie. Grazie e complimenti.”

Un gesto simbolico che sottolinea ulteriormente il clima di collaborazione e apprezzamento reciproco che anima l’impegno di Gabriel Zuchtriegel per la valorizzazione del ricco e variegato patrimonio dell’area vesuviana.

Stabia Ritrova il Suo Antico Volto: L’Affresco del Paesaggio Celebra Commerci e Feste Mercuralia

Castellammare di Stabia (NA) – Un prezioso frammento di storia e paesaggio è tornato a nuova luce: l’affresco con “scena di paesaggio stabiano”, custodito al Museo Archeologico di Stabia (Museo Libero D’Orsi), è stato presentato al pubblico dopo un delicato intervento di restauro. A illustrarne il significato e il legame con le antiche celebrazioni delle Mercuralia è stata la direttrice del museo, Maria Rispoli, in un’intervista esclusiva.

“Sì, è appena rientrato stamattina l’affresco con scena di paesaggio stabiano, quello che per molti anni abbiamo chiamato scena di cantiere per le attività di costruzione che si vedono in primo piano,” ha esordito la dottoressa Rispoli, facendo riferimento alla precedente interpretazione dell’opera.

Un recente studio congiunto, condotto dalla stessa direttrice e dal direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha svelato una lettura più profonda e radicata nel contesto territoriale: “Da un recente studio a cura del direttore Gabri Zrigel a cura mia, abbiamo individuato proprio elementi importanti del paesaggio stabiano, tra i quali la viabilità, il commercio, la produzione di vino, di olio, le ville rustiche del territorio, le numerosissime ville rustiche che si trovavano all’interno di un territorio molto vasto che comprendeva i comuni da Castellammare, a Gragnano, Santa Carità, Sant’Antonio Abate, fino ad arrivare ai comuni pedemontani dei Monti Lattari.”

Proprio questo affresco, ricco di dettagli sulla vita e l’economia dell’antica Stabia, ha ispirato il progetto di valorizzazione del sistema culturale dell’Ager Stabianus, come spiega Rispoli: “E dunque da questo affresco è proprio questo affresco che ha ispirato questo progetto di valorizzare il sistema culturale dell’Ager Stabianus perché appunto possa rappresentare il primo passo verso l’identità di un grande comprensorio.”

Alla domanda su cosa rappresenti concretamente l’affresco per i visitatori, la direttrice ha sottolineato la compresenza di elementi paesaggistici e di una specifica celebrazione religiosa: “Sì, e come dicevo, rappresentano ci sono degli elementi importanti del paesaggio stabiano e poi una cosa molto molto particolare, cioè la celebrazione delle feste Mercuralia.”

Il tempismo della presentazione non è casuale, come evidenzia Rispoli: “Ecco perché oggi ci troviamo qui alla vigilia delle feste Mercurali, visto che queste si festeggiavano a Roma in onore del dio Mercurio il 15 maggio ed erano feste dedicate al Dio che era il Dio dei commercianti, dei traffici commerci dei traffici commerciali e dei naviganti.”

Questa connessione con le Mercuralia rivela il ruolo cruciale che Stabia rivestiva nell’antichità: “E quindi ci rendiamo conto come Stabie svolgesse questo ruolo primario nella produzione ma anche nello smistamento di prodotti commerciali che provenivano dall’agronocerino, Sarnese e Pompeiano e venivano smistati nel Mediterraneo, ma non solo, Stabia produceva e quindi smistava anche i suoi prodotti.”

Un affresco che non è solo una finestra sul paesaggio antico, ma anche una testimonianza del dinamismo economico e commerciale di Stabia, strettamente legato alle celebrazioni in onore del dio Mercurio, patrono dei commercianti e dei naviganti. Un augurio finale a questa divinità suggella l’importanza ritrovata di questo prezioso reperto: “Allora, tanti auguri a Mercurio per domani. Grazie. Yes.”

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UN ACCORDO PER LA DEFINIZIONE DEL SISTEMA “AGER STABIANUS”.
INSIEME PER LO SVILUPPO SOSTENIBLE E LA CRESCITA CULTURALE DEL TERRITORIO
Parco archeologico di Pompei, Soprintendenza ABAP per l’Area metropolitana di Napoli, Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, i Comuni del territorio stabiano
Una dichiarazione di intenti fra Pubbliche Amministrazioni per lo sviluppo sostenibile e la crescita del territorio dell’ager stabianus è stata sottoscritta il 14 maggio alla Reggia di Quisisana tra il Parco Archeologico di Pompei la Soprintendenza ABAP per l’Area metropolitana di Napoli, l’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, e gli otto Comuni afferenti culturalmente all’antico territorio stabiano, ovvero Castellammare di Stabia, Gragnano, Santa Maria La Carità, Sant’Antonio Abate, Casola, Pimonte, Lettere e Agerola.
Stabiae ha da sempre costituito un “paesaggio culturale” caratterizzato da una forte interazione fra lo sfruttamento agricolo e pastorale del territorio e la sua vocazione commerciale e marittima. Oggi, partendo dalla storia più antica, il Museo archeologico di Stabia, in sinergia con le altre istituzioni deputate alla tutela dei luoghi antichi ma anche alla valorizzazione della città moderna, intende porsi come centro di ricerca e di attività volte alla conoscenza e allo sviluppo anche economico di questo territorio dalle grandi potenzialità.
Perfetta espressione di questa immagine di Stabia, è l’affresco con scena di paesaggio stabiano, che rientra in esposizione al Museo dopo un intervento di restauroe sarà presentato per l’occasione.
L’affresco, rinvenuto da Libero D’Orsi nel quartiere termale di Villa San Marco, era stato dapprima genericamente interpretato come una scena di cantiere edile. In realtà si tratta della raffigurazione dell’ager stabiano – come interpretato da Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel, nell’ambito di un saggio scientifico pubblicato nel Catalogo del Museo – nella sua estensione e con i suoi elementi peculiari: le acque sorgive, le ville suburbane ed extraurbane con i fondi agricoli, i vigneti, la viabilità e il commercio. Tutto ciò raffigurato ai margini degli assi viari più importanti, la via Nuceria Stabias e la strada presso l’impianto urbano di Stabia, su cui erano immessi i prodotti dei fondi agricoli e le merci provenienti dal territorio nocerino. Stabiae dunque, con il proprio porto ed in stretto contatto con il porto fluviale di Pompei, fungeva da hub principale e vero e proprio terminale commerciale di tutto il territorio nocerino-sarnese.
La presentazione dell’accordo si è svolta volutamente alla vigilia di una importante data che è ulteriore testimonianza della vocazione commerciale della città: le Idi di maggio (il 15 maggio). In questa occasione – e l’affresco con paesaggio stabiano ne dà notizia – si svolgevano le feste Mercuralia in onore di Mercurio, dio del commercio e delle attività mercantili. I mercanti si radunavano presso una fonte dedicata al dio, come avveniva anche a Roma, per raccogliere l’acqua in anfore che, purificata mediante invocazioni e offerte, veniva poi utilizzata per aspergere i prodotti destinati alla vendita, con l’auspicio di ottenere un maggiore guadagno.
Il Parco Archeologico di Pompei, nel ruolo di proponente e capofila del progetto, coordinerà la progettazione delle attività e delle iniziative volte a ricreare il sistema culturale dell’ager stabianus.
Tra le azioni già programmate in sinergia con la Soprintendenza e i Comuni: la rievocazione delle antiche feste Mercuraliaovvero giornate dedicate alla celebrazione delle eccellenze del territorio, delle abilità e delle attività che trovano la loro origine nel sistema culturale ed economico stabiano. Il fulcro delle attività sarà il Museo Archeologico di Stabia e la Reggia di Quisisana, ma anche le piazze e gli altri luoghi che saranno individuati insieme ai Comuni aderenti all’Accordo.
L’affresco con paesaggio stabiano darà vita ad un’installazione multimediale che consentirà ai visitatori del Museo di esplorare il “paesaggio culturale” raffigurato.
Il videogioco rappresenterà uno strumento di marketing territoriale per l’incremento del turismo ma anche come strumento educativo; esso prevedrà una conoscenza per tappe, un’esperienza on the road, a metà tra il reale e la fantasia che sarà possibile fare nei luoghi culturali, nei punti nevralgici del territorio contemporaneo.
Il 14 maggio è stata occasione per presentare ulteriori progetti in corso al Museo Archeologico di Stabia.
Tra questi l’intervento di restauro di ulteriori reperti che implementeranno la collezione già esposta. Si tratta di affreschi ritenuti molto importanti per l’identità di Stabiae, perché, dopo il restauro, sarà possibile acquisire ulteriori elementi storici e iconografici sul paesaggio stabiano. Non a caso è stata aperta una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Art Bonus per coinvolgere la comunità a sostenere e a prendersi cura del patrimonio culturale, contribuendo direttamente alla crescita culturale del territorio mediante questo progetto.
Per chi volesse donare: https://artbonus.gov.it/2267-parco-archeologico-di-pompei.html
È stato presentato il progetto “Echeia, un museo che risuona”ideato dall’associazione FUNNECO aps, vincitrice dell’“Avviso Pubblico” pubblicato dal Parco Archeologico di Pompei per consentire alle associazioni e alle organizzazioni di volontariato di collaborare con il Parco Archeologico di Pompei. Echeia è un viaggio emozionante, fatto di suoni, parole e musica, che coniuga il recupero del paesaggio sonoro antico e la contaminazione con i linguaggi contemporanei. Una narrazione sonora di alcune sale del percorso espositivo del Museo alla scoperta di elementi identitari legati al territorio, che arricchisce la visita di un ulteriore linguaggio, la musica.
I contenuti sonori, un’esperienza audio immersiva (3D binaurale) fruiti tramite l’ascolto in cuffia, racconteranno spazi, oggetti e storie in una ricostruzione del mondo immaginifico del passato.
Sotto la supervisione scientifica della Direttrice del Museo Maria Rispoli, il progetto è stato coordinato e realizzato da Marco D’Acunzo e Marina Lucia, con il coinvolgimento di numerosi attori (artisti, ricercatori, studenti) tra investigazione storico-musicologica e ricerca artistica.
Il percorso è compreso nel biglietto di ingresso al museo e sarà inaugurato e fruibile a partire dalla Notte dei Musei il 17 maggio.
Infine, nelle giornate del 21-26-28 maggio, 17-19-22-24-29settembre, 1-8-15ottobre saranno aperti iDepositi archeologici del Museo, recentemente allestiti. Il pubblico potrà calarsi fisicamente nelle antiche scuderie del palazzo reale per fare un’esperienza del “dietro le quinte” del lavoro quotidiano degli archeologi e dei restauratori. Le visite saranno a cura delle guide del Pompeii Children’s Museum / dalle ore 9.00 alle ore 14.00.