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Divina Misericordia e memoria: una domenica storica per la Chiesa. Celebra Parolin, per molti successore di Papa Francesco

Città del Vaticano – 27 aprile 2025
È una giornata dal sapore storico e profondamente simbolico quella che la Chiesa cattolica vive oggi: la prima domenica dopo Pasqua, dedicata alla Divina Misericordia, cade all’indomani dei funerali di Papa Francesco, e segna un passaggio epocale. È anche la giornata del Giubileo dei Giovani, alla quale hanno partecipato tanti della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, da Positano, Amalfi, Sorrento, che Positanonews segue ,  e in un clima di lutto ma anche di speranza, migliaia di ragazzi hanno affollato Piazza San Pietro per partecipare alla celebrazione, presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato e figura sempre più accreditata come possibile successore di Francesco.

Una giornata sospesa tra dolore e rinascita

Papa Francesco, pontefice amato e discusso, guida riformatrice e padre spirituale per milioni di fedeli, è stato salutato ieri con un rito sobrio ma intensamente partecipato. E oggi, nel cuore della Cristianità, si rinnova il messaggio di misericordia, proprio nel giorno in cui san Giovanni Paolo II volle celebrare la tenerezza di Dio per l’umanità sofferente. La coincidenza con i funerali di Francesco — un Papa che ha fatto della misericordia il centro del suo pontificato — ha caricato questa domenica di un significato ancora più profondo.

Parolin: l’uomo del momento

A presiedere la messa, il cardinale Pietro Parolin, 70 anni, una delle personalità più influenti della Chiesa di oggi. Nato a Schiavon, in provincia di Vicenza, da una famiglia semplice — il padre ferramenta, la madre maestra — Parolin ha vissuto fin da giovane la prova del dolore, perdendo il padre in un incidente quando aveva solo dieci anni. Questo evento, unito alla fede solida della sua famiglia, ha maturato in lui la vocazione al sacerdozio.

Entrato nel seminario di Vicenza a 14 anni, è stato ordinato sacerdote nel 1980. Da allora, la sua carriera ecclesiastica è stata segnata da studio, servizio e diplomazia. Dopo aver conseguito il dottorato in diritto canonico alla Gregoriana, è entrato al servizio della Santa Sede nel corpo diplomatico, con incarichi in Nigeria e poi in Messico, dove ha svolto un ruolo chiave nel riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica da parte dello Stato.

Un diplomatico con visione pastorale

La sua esperienza e le sue qualità lo hanno portato rapidamente ai vertici della Segreteria di Stato. Dal 2013 è stato Segretario di Stato sotto Papa Francesco, e successivamente elevato al rango di cardinale. In questi anni, Parolin ha incarnato un equilibrio tra diplomazia e spiritualità, tra visione strategica e attenzione pastorale. Si è occupato di dossier delicatissimi — dalle relazioni con la Cina alla riforma della Curia — diventando un punto di riferimento anche per i colleghi cardinali.

Un possibile futuro Papa?

In queste ore di transizione e attesa, il nome di Parolin circola insistentemente come papabile. Non solo per l’esperienza, ma per lo stile sobrio, il volto umano, la capacità di dialogo con culture e religioni diverse. È un uomo che conosce il potere, ma non ne è dominato; che ha servito due papi molto diversi — Benedetto XVI e Francesco — mantenendo una linea di fedeltà e discrezione.

Oggi, mentre guida la liturgia della Divina Misericordia, il suo sguardo è rivolto ai giovani: “Siate luce e sale della terra”, ha detto nell’omelia, richiamando le parole di Gesù. Ma forse, nei cuori di molti, c’è una domanda silenziosa: sarà lui il prossimo a indossare la bianca veste?

Un ponte tra passato e futuro

La Chiesa si prepara al Conclave, ma lo fa in preghiera e ascolto, in questa domenica in cui la misericordia si intreccia con il dolore della perdita e la speranza di una nuova guida. Mentre i giovani riempiono Roma con la loro fede e la loro energia, il volto di Pietro Parolin si staglia oggi come quello di un pastore, un servitore e, forse, un futuro Papa.

La Domenica della Divina Misericordia

La Domenica della Divina Misericordia è una festa liturgica della Chiesa cattolica che si celebra ogni anno la prima domenica dopo Pasqua, ed è dedicata in modo speciale alla misericordia di Dio, cioè all’amore gratuito, tenero e infinito che Dio ha per ogni essere umano, specialmente per i peccatori.

Origine e significato

Questa festa è stata istituita da San Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000, in occasione della canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, una suora polacca vissuta negli anni ’30, che raccontò di aver avuto visioni di Gesù. In queste visioni, Gesù le chiedeva di diffondere nel mondo il culto della Divina Misericordia e di istituire proprio questa domenica come giornata speciale di grazia e perdono.

Gesù avrebbe detto a suor Faustina:

«In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita, riceverà il perdono totale delle colpe e delle pene»
(Diario di suor Faustina, 300)

Perché si festeggia

  1. Prolungamento della Pasqua: cade otto giorni dopo la Risurrezione, come “ottava di Pasqua”, e rappresenta il compimento della gioia pasquale: Cristo è risorto per salvarci e offrirci la sua misericordia.

  2. Messaggio di speranza: ricorda a tutti che nessun peccato è troppo grande per essere perdonato, se ci si rivolge con fiducia a Dio.

  3. Invito alla fiducia: è un giorno in cui i fedeli sono invitati ad avvicinarsi alla Confessione e all’Eucaristia, con cuore pentito e fiducioso, per ricevere grazie particolari.

La preghiera tipica di questo giorno è la Coroncina alla Divina Misericordia, che si recita in particolare alle ore 15, l’ora in cui Gesù è morto sulla croce.