La Gaffe Internazionale del Dramma Viabilità. Il Rispetto della Casa Comune non ha Confini Comunali.
|Carta di Amalfi: Zone Turistiche Speciali, sembra una svolta, ma forse é una svista.
Secondo l’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno e la JFC per la consulenza turistica e marketing territoriale, il peso dell’imposta di soggiorno nei comuni italiani, ha superato un miliardo di euro nel 2024, e si prevede un’ulteriore crescita nel 2025.
A regioni capofila come il Lazio e la Toscana, si affiancano località costiere e montane, tra le quali spiccano città come Napoli, ma anche comuni più piccoli come Sorrento, in cui l’imposta raggiunge ormai un notevole peso.
Nell’analisi tuttavia il punto cruciale, non é solo la necessità di applicarla più correttamente, ma anche di sfruttarla al meglio ed incrementare la trasparenza del suo impiego.
Risulta infatti che é meno del 20%, il gettito effettivamente reinvestito nel settore, il resto va a colmare i buchi dei bilanci comunali, snaturando il principio stesso alla base di questa “tassa di scopo“.
Il gettito della tassa infatti, dovrebbe offrire l’opportunità per migliorare la vivibilità dei luoghi, a beneficio di turisti e residenti, e le amministrazioni locali dovrebbero attivarne più strategicamente l’utilizzo ai fini di uno sviluppo più sostenibile del territorio.
La Costa d’Amalfi é costituita complessivamente da 13 comuni, di cui 8 “passanti” lungo la statale costiera, che in misura diversa, collaborano insieme all’economia locale, grazie ad un turismo di respiro internazionale, anche se non sempre riescono a beneficiare equamente di tutti i benefici derivanti, anzi forse in alcuni casi ricavano anche svantaggi.
L’introito della Tassa di Soggiorno dei singoli comuni, dovrebbe costituire quindi un’unicum Territoriale (TST), da utilizzare a beneficio di tutto il comprensorio: riqualificare i servizi d’uso comune, potenziare sicurezza, viabilità e trasporti alternativi, illuminazione e segnaletica multilingue e tutto il necessario che possa garantire la vivibilità durante tutto l’anno.
L’obbiettivo da perseguire col turismo é quello di apportare ricchezza sociale ed occasioni di sviluppo per l’intera comunità, e non quello di costituire un fattore di squilibrio sociale ed invivibilità.
La neonata “Carta di Amalfi”, con l’istituzione delle cosiddette “Zone Turistiche Speciali” (ZTS), é nata dall’esigenza di modificare il codice della strada e realizzare la Zona a Traffico Limitato Territoriale, ma a questo dovrebbe affiancarsi la gestione integrata dell’intero comprensorio con un sistema unico per la sosta, in cui i residenti di tutti i comuni possano godere dei medesimi criteri di utilizzo, un trasporto locale di mezzi a circuito circolare tra comuni contigui da estendere se le condizioni atmosferiche bloccano le vie del mare, ed un sistema di videosorveglianza e di polizia locale coordinato, indispensabile alla circolazione veicolare generale.
In sostanza la “Carta di Amalfi” potrebbe tornare utile come un’alternativa al concetto di “Comune Unico“, opzione che si rivela quasi sempre molto ardua da attuare.
Del resto in Costiera non si è riusciti ad accorpare nulla, perché nonostante l’unicum territoriale, ai cittadini l’idea sembra quasi un oltraggio a storia e tradizioni, con buona pace di semplificazione e spending review.
Ma é ancora come sempre solo teoria, nel frattempo é Pasqua e come ampiamente previsto, la settimana si è aperta col traffico peggiore di sempre: la SS163 é un caos di rumore, smog ed incidenti, e da Minori la solita interminabile coda di ferraglia che si annoda in quell’imbuto a cielo aperto, dove servono oltre 40 minuti prima di ri-uscire a sbucare ad Amalfi.






