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Amalfi, non solo Regata Storica, ma anche il corteo. Da non dimenticare i costumi dell’artista Roberto Scielzo di Positano

Amalfi, si avvicina la 70esima Regata Storica, Quattro gloriose Repubbliche Marinare, anni di avvincenti duelli sul mare, trecentoventi figuranti in costume storico.  Amalfi, cuore pulsante e Città capofila della Divina Costiera, torna a ospitare la Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare, uno degli appuntamenti dal sapore internazionale più amati dal territorio e da turisti che arrivano da ogni parte del mondo.

La Città è già in festa, gli alberghi full: la sfida tra le quattro regine dei mari è sempre un evento straordinario, occasione unica ed emozionante per entrare in contatto con lo spirito della gara, la storia, le tradizioni.

Ai nastri di partenza una manifestazione sportiva di rievocazione storica istituita nel 1955, con lo scopo di celebrare le imprese e la rivalità tra Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. L’evento remiero, nato sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, si completa con un Corteo storico, durante il quale sfilano i figuranti, che vestono i panni di antichi personaggi che caratterizzarono ciascuna Repubblica, e un lungo e fitto calendario di appuntamenti collaterali.

Il Corteo partirà da Atrani: gli oltre 300 figuranti sfileranno lungo la SS163 per poi arrivare in Cattedrale ad Amalfi, con ingresso da Piazza Duomo.

La sfilata del Corteo Storico di Amalfi rappresenta la società della repubblica campana agli inizi dell’XI secolo, quando raggiunse il suo culmine. Al suo interno sono presenti i rappresentanti delle varie classi sociali: le magistrature, i militari e il popolo. In particolare sfilano il duca (la massima autorità cittadina) e i cavalieri con spadone, i cui paramenti furono poi ripresi dai membri dell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. L’episodio proposto è quello del matrimonio di Sergio, giovane primogenito del duca Giovanni I, e la longobarda Maria, figlia del principe di Capua e di Benevento. I primi costumi per il corteo di Amalfi furono ideati negli anni Cinquanta dallo scenografo positanese Roberto Scielzo.

Parliamo di un grande artista che solo ultimamente stiamo rivalutando , nato nel 1909 Roberto Scielzo  possiamo considerarlo, quando ancora era in vita, come esponente di quella schiera di artisti che dovette lottare contro l’indifferenza dei tempi e delle persone negli anni ’30. Questi pittori napoletani reagivano contro i “piedigrotteschi”, di quell’epoca cercando di portare la pittura ad un discorso più ampio sia sul piano nazionale che internazionale. Troviamo tracce interessanti e bellissime nel plesso della Scuola Elementare della Città Verticale e nell’Auditorium che per volontà dell’amministrazione Guida porta il suo nome. ma con Positanonews abbiamo scoperto anche locali privati come il Saraceno d’Oro con delle sue meravigliose opere , oltre alle tante idee che ha avuto che meriterebbero sicuramente un libro a parte, ed è riduttivo parlarne in un articolo. Ancora oggi dopo 40 anni di giornalismo scopro qualcosa di nuovo su di lui.

In quel tempo,  Scielzo guardava come un Maestro Carlo Carrà, perché lo considerava come colui che aveva superato già tutte le avanguardie ed aveva ristabilito, inoltre, il colloquio interrotto dopo Masaccio.
Scielzo non era solo un pittore ma si è interessato anche di teatro,infatti fu scenografo, di architettura, di grafica.
Non va dimenticato che l’artista è stato il primo ad aver disegnato i costumi amalfitani che si esibiscono in occasione del corteo storico prima della regata delle quattro Repubbliche Marinare. I costumi, di stile arabo-bizantino, sono confezionati mediante le stoffe pregiate di seta, lino, broccato, damasco importate dall’impero d’Oriente. Nel corteo sono presenti i rappresentanti delle varie classi sociali: le magistrature, tra cui il duca, i giudici, il conte di palazzo, i consoli; i militari, con i cavalieri della corte ducale, i cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, gli arcieri; il popolo, con i marinai ed i rematori.
Elemento centrale del corteo è il matrimonio del figlio del duca con una nobildonna figlia di un dinasta o di un prestigioso aristocratico di un vicino principato longobardo. Con tale matrimonio veniva sancita la maggiore età raggiunta dal rampollo amalfitano (18 anni) e la sua associazione al potere politico. I cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, il cui costume è divenuto francobollo nazionale, rievocano infine il fondatore del Sovrano Ordine Militare, diventato poi di Rodi e quindi di Malta, Fra Gerardo Sasso di Scala. Il genio artistico di Scielzo realizzò anche o costumi e la scenografia della famosa Festa dello sbarco dei saraceni a Positano.
Altra carica importante, fu quella di sub-Commissario della nascente Azienda di Soggiorno e Turismo di Positano. Non poteva essere diversamente essendo egli vissuto a Positano per oltre 30 anni, proveniente da Amburgo, alla fine della guerra. Infatti a chi gli chiedeva come mai avesse deciso di vivere a Positano, l’artista rispondeva che malgrado i tempi mutavano, aveva ritrovato a Positano “libertà” e “verità”. Il suggestivo panorama di Positano dal terrazzino della prima casa di Scielzo.

Tra le molteplici opere ricordiamo quella nella Chiesa di San Pietro a Salerno, una grande tela che rappresenta la scena di una “predicazione evangelica”.Tuttavia, non possiamo dire che sia la più riuscita, ma è quella in cui si sente proprio la necessità dell’artista al dialogo umano.
Ricordiamo anche che nel Marzo 1951, Scielzo realizzò per tragedia lirica “Ecuba”, che si è tenuta nel teatro dell’Opera di Roma, le scenografie.
Per il suo grande talento, nel 20ennio fascista, Scielzo vinse il prestigioso Premio Mussolini. Purtroppo dopo la caduta del fascismo, questo alto riconoscimento, non gli portò molta fortuna.

Fonti: Lorenzo Scielzo, il figlio – Michele Theile, pittore ed amico – Il Duca di Luca Vespoli 1992 –
Un post di Massimo Capodanno e Francesca Sorrentino.