Demolizioni Pubbliche Ischia. Il “Blocco 5” s’ha da abbattere: giù la casa di Raffella Iaccarino. C’è l’ordinanza sindacale
Giù la casa di Raffaella Iaccarino. Il “Blocco 5” s’ha da abbattere! Pur di perseguire il proprio intento e mettere in atto il piano delle demolizioni è stato smentito è sovvertito quanto certificato e quanto stabilito da Protezione Civile, Vigili del Fuoco, tecnici e periti di parte in sette anni post terremoto. Gli uffici del commissariato e quelli del Comune di Casamicciola Terme con i neoassunti sismici hanno evidenziato l’esistenza di un danno mai rilevato tale da rendere giustificabile un’ordinanza contingibile vigente del sindaco. A nulla sono valsi gli appelli e le richieste di interlocuzione, solo preannunci di dinieghi al condono ed ora l’ennesimo atto di forza. Così il primo cittadino ha emesso apposita ordinanza sindacale, contingibile ed urgente , per l’incolumità pubblica e per l’esecuzione dei lavori di demolizione dei manufatti che si ritiene danneggiati alla via Spezieria a seguito del sisma 2017. Lo ricordiamo nel merito c’è stata un’accesa contesa, un braccio di ferro disperato della proprietà che intendeva conservare l’immobile storico appartenente all’antica famiglia con i vertici della ricostruzione di Ischia in ordine a non meglio precisate evidenze scientifiche e amministrative, al momento, si sta trasformando nella demolizione dei borghi. Adesso si impone con ordinanza l’abbattimento dell’immobile di via Spezieria n.28 all’angolo con la prima traversa Santa Barbara. Con il solito di provvedere entro il termine di sette giorni per rispondere a quanto stabilito con il piano delle demolizioni firmato dal commissario Giovanni Legnini. Avverso l’ordinanza è ammesso ricorso nei modi e nei termini presso le sedi competenti; eppure, resta l’amaro per la decisione di non condividere con la popolazione e i cittadini scelte così drastiche. Come sia potuto arrivare a tanto? Sangue e lacrime per il popolo di Casamicciola. Gli immobili gravati dal provvedimento vanno dal civico 16 al civico 20 della via a pochi passi dal Majo destinatarie di schede Aedes che certificano per legge un danno da sisma addirittura lievissimo (con un L2) e ora un’ispezioni commissariale-comunale, disposta in fretta e furia, sostiene che si sono sbagliati tutti: decine di esperti in sette anni hanno consentito che quella casa sestasse li senza puntelli, libera, mentre sotto la strada era aperta e transitava di tutto, persino le parate politiche e le processioni! Ora quella casa è addirittura ostacolo alla
ricostruzione . Ma andiamo a leggere il provvedimento del sindaco Giosi Ferrandino: «Gli immobili situati alla Via Spezieria n. 16-18-20 rientrano nel “Piano degli interventi di demolizione pubblica” del Commissario Straordinario per la ricostruzione nei territori dell’isola d’Ischia interessati dal sisma del 21 agosto 2017- secondo cui, spiega Ferrandino- lo smontaggio controllato, la demolizione e la rimozione selettiva delle macerie degli edifici pubblici e privati già crollati o di imminente collasso con le loro rovine, macerie o opere provvisorie di puntellamento impediscono od ostacolano la ricostruzione costituiscono pericolo per la pubblica incolumità. Anche per il rischio di ulteriore crollo connessa al proprio stato di danno devono essere messi in sicurezza o demoliti a cura del proprietario soggetto legittimato. Il Commissario in considerazione del preminente interesse pubblico alla rimozione degli ostacoli che impediscono la ricostruzione, ovvero il Comune intimano al proprietario dell’edificio di avviare gli interventi necessari ad ovviare alle criticità – prosegue Ferrandino che spiega come- in caso di ulteriore inerzia, il Commissario straordinario ovvero il Comune provvedono agli interventi edilizi di demolizione finalizzati a tutelare l’incolumità, la sicurezza urbana e la salute pubblica nonché la speditezza dei lavori di ricostruzione». Nell’ambito della contabilità speciale intestata al Commissario Legnini è individuato un vincolo di destinazione per l’importo di euro 3 milioni finalizzato a far fronte all’avvio delle attività di demolizione e messa in sicurezza degli edifici colpiti dal sisma e dalla frana, nonché al recupero o allo smaltimento delle relative macerie a cui provvede con propri decreti il Commissario Straordinario. Ebbene stando all’ordinanza sindacale «le demolizioni dei fabbricati danneggiati dal sisma e dalla frana non pregiudicano in alcun modo i diritti e gli interessi legittimi dei soggetti titolari degli immobili demoliti. Sia riguardo al diritto al conseguimento del contributo per la ricostruzione o per la delocalizzazione. che alla definizione delle eventuali domande di condono edilizio tuttora pendenti.In riferimento all’immobile di via Spezieria i livelli operativi degli immobili risultano essere con Scheda AEDES da L2 ad L4.Dunque, recuperabili con un minino intervento di potenziamento sismico. Però il 26 settembre 2024 l’Ing. Alessandro Nicastro. consulente della struttura commissariale Ischia frana 2022 ha redatto “Relazione di valutazione del danno” relativamente ai suddetti immobili, acquisita agli atti dell’Ente comunale con prot. n. 19876 del 30 settembre 2024, nel pieno della battaglia di Raffaella Iaccarino per salvare casa, dalla quale è emerso che «considerato che le strutture verticali al piano terra risultano gravemente danneggiate e la loro funzione sismo-resistente è compromessa, così come parte delle connessioni tra elementi orizzontali e verticali, si osserva che l’insieme delle strutture poste ai piani superiori è direttamente coinvolto dallo stato di conservazione delle strutture al piano terra. Lo scenario attuale non consente di garantire la continuità di resistenza strutturale ai maschi murari che si sviluppano dal piano terra fino alla copertura, né assicura l’ottimale distribuzione delle forze orizzontali sismiche a causa della perdita delle connessioni tra impalcato e muratura. Inoltre, la carenza evidenziata nel rapporto distanza/spessore delle murature aggrava ulteriormente la capacità di risposta delle strutture al piano terra, considerato il loro attuale stato di danno. Da tale scenario si può dedurre che lo stato delle strutture al piano
terra influenza in modo univoco e chiaro la capacità di resistenza di tutte le strutture, inclusi gli elementi secondari e non strutturali dei piani superiori. Pertanto, visto che gli edifici limitrofi al blocco strutturale oggetto della relazione presentano un livello operativo L4 e sono interessati dalle attività di demolizione, e considerato le reciproche connessioni strutturali interagenti, inoltre, tenuto presente quanto suddetto sullo stato di danno del piano terra e richiamata la nota del direttore dei lavori, ing. Saverio Salzo, con protocollo del 26/09/2024, si ritiene opportuno procedere con la demolizione totale dell’intero aggregato anche per la tutela della pubblica incolumità».Ancora in data 08 ottobre 2024 ( oggi, stesso giorno in cui il il sindaco firma ordinanza) l’ing. Gennaro Giugliano e l’arch. Simona Rubino, funzionari tecnici comunali, si sono recati sui luoghi e hanno appurato che «rispetto alla documentazione sullo stato dei suddetti immobili già agli atti, il grave stato di compromissione strutturale, di conservazione e di degrado degli stessi, a seguito anche dei più recenti eventi metereologici, risulta ulteriormente aggravata, rappresentando un elevato pericolo per la pubblica e privata incolumità». Così il sindaco ha trovato come considerare l’urgenza e l’indifferibilità di interventi finalizzati a scongiurare ulteriori futuri eventi che possano minacciare la pubblica e privata incolumità, nonché la sicurezza urbana, e che possano consentire il ritorno dei cittadini attualmente evacuati, in piena sicurezza, alle proprie abitazioni. E dunque ordina ai proprietari, a Raffella Iaccarino e parenti “interventi di demolizione degli immobili di Via Spezieria, come individuati, non sono ulteriormente procrastinabili al fine di un avvio concreto delle opere di ricostruzione, nonché di messa in sicurezza del territorio”. Costoro dovranno procedere ad horas nel tempo massimo di 7 giorni alla demolizione dell’immobile. Constatata inottemperanza di quanto richiesto, il Commissario straordinario provvederà in danno agli interventi di demolizione, si legge in ordinanza: « finalizzato a tutelare l’incolumità, la sicurezza urbana e la salute pubblica, nonché la speditezza nei lavori di ricostruzione». Avverso il provvedimento è possibile esperire ricorso innanzi all’Autorità Giudiziaria Amministrativa competente per territorio entro il termine di 60 giorni ovvero innanzi al Presidente della Repubblica entro il termine di 120 giorni. Con casa Iaccarino si apre lo scenario a demolizione per tutti gli immobili terremotati.

