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Al raduno di Pontida della Lega anche rappresentanti della Costiera Amalfitana

Il raduno annuale della Lega a Pontida ha suscitato una particolare attenzione quest’anno per la presenza di un simbolo inatteso: la bandiera del Regno delle Due Sicilie, portata da rappresentanti della Costiera Amalfitana, tra cui l’assessore Chiara Gambardella e l’attivista Angelo Amato, noti per il loro impegno nel Consorzio di Tutela del Limone IGP Costa d’Amalfi. La partecipazione di questi esponenti meridionali, convinti leghisti, ha provocato una forte reazione da parte di alcuni politici e cittadini, specialmente in merito all’esposizione della bandiera borbonica in un contesto storicamente legato alle rivendicazioni del Nord.

Severino Nappi, capogruppo della Lega in Campania, ha difeso l’evento come un’occasione di unità e sostegno a Matteo Salvini, sottolineando l’importanza di una battaglia politica comune che unisca Nord e Sud attorno a valori condivisi.

Tuttavia, il gesto ha suscitato indignazione da parte di alcuni esponenti politici, in particolare del Movimento 5 Stelle. Alessandro Caramiello, parlamentare napoletano, ha definito la presenza della bandiera borbonica a Pontida una “provocazione inaccettabile”, sottolineando il contrasto tra l’orgoglio meridionale simboleggiato dalla bandiera del Regno delle Due Sicilie e l’ideologia leghista, storicamente associata a sentimenti di divisione e ostilità verso il sud.

Caramiello ha criticato duramente la scelta di brandire il vessillo borbonico in un contesto leghista, considerando l’atto come un tradimento delle radici e della storia del Sud. La sua condanna si è concentrata sul fatto che la bandiera borbonica rappresenta un passato glorioso per i meridionali, mentre la Lega è stata in passato promotrice di