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Sorrento, il giornalista Antonino Siniscalchi ricorda don Antonino Persico nel giorno della sua nascita al cielo

Sorrento. Il giornalista Antonino Siniscalchi ricorda don Antonino Persico nel giorno della sua nascita al cielo facendo memoria dei 60 anni al Capo di Sorrento: «Sessantasette anni di ministero sacerdotale, sessanta al servizio della comunità del Capo di Sorrento. Una presenza discreta ma concreta alla guida della Parrocchia del Santo Rosario. Cordoglio in penisola sorrentina, non solo al Capo di Sorrento, per la scomparsa di monsignor Antonino Persico.
Non è da tutti reggere le sorti di una comunità parrocchiale per oltre sessant’anni. In questo suo lungo percorso a servizio della comunità del Capo, la “famiglia” è stata l’obiettivo più evidente del suo operato, il centro delle sue preoccupazioni. Quandò incominciò la sua opera trovò una chiesa, quella del Santissimo Rosario, che non era più rispondente alle nuove esigenze. E allora si preoccupò di costruirne una nuova che meglio rispondesse ai bisogni, anche sociali e non solo della comunità del Capo. I locali annessi alla nuova costruzione, per anni hanno ospitato le classi dell’Istituto San Paolo, prima del trasferimento a Sorrento. Già docente dello stesso Istituto e stato anche giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano di Appello. Una personalità poliedrica e di immensa cultura. Lascia infinito rimpianto in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e seguire le sue parole, le sue omelie.
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Il mio ricordo in occasione dei 60 anni al Capo di Sorrento…
Probabilmente rimane l’ultimo esempio della simbiosi naturale che dovrebbe condensare il ministero pastorale del parroco con la sua comunità. Credenti e non credenti. Nell’era della parola di Dio usata ed abusata, Monsignor Antonino Persico è rimasto sempre fedele alle motivazioni che ispirano il significato della «Buona Parola».
Un cammino pastorale diversificato, senza tempo, lungo sessant’anni, denso di significati, con una data, 29 settembre 1960, che diventa storia e memoria per chi c’era in occasione di quell’approdo del nuovo parroco, originario del borgo confinante di Priora, genitori contadini, il papà Roberto e la mamma Giuseppina, una Famiglia nobilitata da 14 figli.
Una capacità innata di seminare pace, serenità e amore. Una divagazione personale, Monsignor Antonino Persico mi perdonerà. Qualora avesse scelto di diventare un esponente politico non avrebbe avuto nulla da invidiare ad un Grande statista come Aldo Moro. Non è solo una divagazione, ma anche una constatazione, grazie alla sincera amicizia che mi onoro di nobillitare e che ha caratterizzato nel tempo dialoghi religiosi, culturali e di politica. Un confronto che ha arricchito la mia quotidianità. Le sue omelie, con una calma che cattura l’attenzione con naturalezza, sono tuttora riflessioni profonde sul significato della Parola di Dio e la realtà che caratterizza la nostra quotidianità. La fedeltà al suo ministero pastorale al servizio della Comunità del Capo di Sorrento è stata determinata e convinta, pur nelle possibilità di assumere incarichi di vertice nella Chiesa italiana.
Ecco perché domani, nella spiritualità dell’evento, prevarrà la commozione e il sincero ringraziamento per quanto ha «scritto» per questa e con questa comunità Monsignor Antonino Persico. Alle ore 11 si terrà una solenne celebrazione liturgica, presieduta dall’arcivescovo Francesco Alfano, con l’osservanza delle norme anti Covid-19, ma non per questo riduttiva del significato della ricorrenza. Al termine della funzione verrà scoperta una targa commemorativa che don Mario Cafiero (concelebrante della messa tutti i giorni insieme a Monsignor Antonino Persico), vicario generale della diocesi di Sorrento-Castellammare, e i fedeli del Capo di Sorrento hanno voluto apporre sulla facciata principale della Chiesa del Santo Rosario. Il monumento voluto proprio da Monsignor Antonino Persico, inaugurato nel 1972. Ordinato sacerdote il 14 luglio del 1957, don Antonino dopo due anni da viceparroco a Bonea, frazione collinare di Vico Equense, il 29 settembre del 1960 fu designato dall’allora arcivescovo di Sorrento, Carlo Serena, quale pastore della parrocchia del Santo Rosario del Capo di Sorrento. E da quella data è sempre rimasto al servizio della piccola comunità. Monsignor Antonino Persico per anni è stato vicepreside e docente di religione all’Istituto San Paolo di Sorrento. Fu tra i principali promotori dall’apertura dell’Istituto, mettendo a disposizione della scuola che muoveva i primi passi come sede distaccata dell’Istituto Sturzo di Castellammare, i locali sottostanti il nuovo complesso parrocchiale del Capo di Sorrento.
Monsignor Antonino Persico è stato anche vicario generale del vescovo Raffaele Pellecchia e il primo presidente dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero. Laureato in Utroque Iure, giudice del Tribunale della Sacra Rota di Napoli».