Archeologia in Penisola. La grande pietra con foro e la colonna di Sant’Agnello
Nel corso degli anni ’90, durante i lavori di sistemazione dei giardinetti adiacenti alla chiesa di Sant’Agnello, venne scoperto un oggetto particolare: un grande blocco di pietra squadrato, con un foro circolare al centro e due colatoi al lato. Questo reperto, immortalato nella foto, ha da allora suscitato curiosità e dibattiti tra gli abitanti del paese. L’archeologa Caterina Cicirelli, ne prese visione , ma non si pronunciò su cosa fosse , ne a quale epoca potesse appartenere. Dopo il ritrovamento, il manufatto venne spostato nei giardini pubblici accanto al Palazzo Comunale di Sant’Agnello, dove fu esposto per un certo periodo, per poi scomparire misteriosamente senza lasciare traccia.
Ma cosa potrebbe essere questo enigmatico oggetto? Dalla foto, si nota chiaramente che il blocco di pietra presenta un foro centrale, elemento che suggerisce un’utilità pratica o simbolica. Potrebbe trattarsi di una parte di un’antica struttura idraulica, come una pietra di un antico pozzo o una vasca per la raccolta delle acque. L’assenza di decorazioni elaborate fa pensare a un oggetto di uso comune, probabilmente legato alla vita quotidiana di un’epoca passata.
Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di un altare pagano o cristiano. La presenza del foro al centro potrebbe essere interpretata come uno spazio per incastrare un palo o un simbolo sacro, utilizzato in cerimonie religiose o rituali. Non è raro che oggetti di culto vengano riutilizzati o trasportati in vari luoghi con il passare dei secoli, ed è possibile che il blocco di pietra abbia avuto un’importanza maggiore rispetto alla sua apparente semplicità.
Il mistero del suo spostamento e la perdita delle sue tracce ha alimentato voci e leggende locali. Alcuni suggeriscono che l’oggetto sia stato rimosso durante nuovi lavori di riqualificazione e successivamente dimenticato in qualche deposito comunale. Altri, più fantasiosi, ipotizzano che possa essere stato trafugato per essere venduto sul mercato nero dei reperti archeologici, data la sua potenziale antichità.
Il comune di Sant’Agnello dovrebbe forse intraprendere una ricerca ufficiale per chiarire la sorte di questo reperto e valutare se possa rappresentare un pezzo importante della storia locale. Nel frattempo, il blocco di pietra, con il suo foro centrale, resta una testimonianza silenziosa di un passato ancora da decifrare, una reliquia che, se studiata a fondo, potrebbe raccontarci di più sulle origini di Sant’Agnello e dei suoi abitanti.
Recentemente, è stata presentata la Carta Archeologica di Sorrento, a quando quella di tutta la Penisola Sorentina?



