Piano di Sorrento, oggi ultimo giorno di lavoro per Ferdinando Cioffi. I saluti del vicesegretario comunale Giacomo Giuliano
Piano di Sorrento. Oggi il dipendente comunale Ferdinando Cioffi ha raggiunto il meritato traguardo della pensione lasciando l’Ufficio Protocollo presso il Comune dove per tanti anni ha svolto il suo lavoro con serietà ed onestà. Una persona benvoluta dai colleghi e dai cittadini per la sua gentilezza e la sua innata bontà d’animo.
Un lavoratore onesto ma soprattutto una persona dal cuore grande, un collega ed un amico per i tanti che hanno avuto il piacere di condividere con lui un tratto di vita lavorativa.
E per Ferdinando arrivano i saluti del vicesegretario comunale Giacomo Giuliano: «L’ultima “striscia” di Ferdinando.
Mi mancherà quella ronda da segugio buono delle sei del mattino sul Corso Italia in cerca di… cose che capitano,
mi mancherà l’immancabile richiamo col mio nome un attimo dopo aver varcato la soglia dell’entrata comunale, per recapitarmi la PEC più importante del mattino prima d’ogni cosa,
mi mancherà il notiziario degli ultimi avvenimenti quotidiani di cronaca nazionale, locale e sportiva con tanto di commento sarcastico,
mi mancheranno quelle chiamate dal 208 per chiedere a chi assegnare il numerino fra due contendenti dichiaratisi incompetenti,
mi mancherà quel giaccone indossato alle 13.45,
mi mancherà la fisiognomica dal passo dinoccolato ed il sorriso incastonato in maschera con portamento d’orgoglio per il “sentito” Gonfalone,
mi mancherà quel suo essere “veloce come una PEC, attaccato a me come un francobollo, estroverso come un FAX”,
mi mancherà il suo gerundio, perché lo portava fuori dal tempo, a metà strada fra Pippo ed Einstein, fra Mister Bean e Talete.
E solo lui poteva inventarsi una “Piedigrotta” in sala consiliare, riproponendo la cerimoniera storica Maria Teresa e concentrando un nucleo così trasversale e variegato di esseri viventi collegati all’habitat comunale.
Per ora non hanno assunto ancora nessuno al suo posto, forse perché il protocollo al comune di Piano di Sorrento è come la “10” di Maradona…
E poi, anche se fosse, c’è chi dice che dovremo accontentarci di un participio passato come Donato, di un participio presente come Dante, ma non sarebbe la stessa cosa, perché lui rimarrà sempre l’ultimo dei grandi gerundi, e perché se pure volessero assumere un Armando, il gerundio del verbo armare non porta pace, e se volessero assumere un Orlando anche questi ci ricorderà il “furioso”. Ferdinando è invece gerundio di “ferdinare”, verbo di pace, verbo tutto suo, di semplicità ed astrusità, di precisione e sregolatezza, sempre di accondiscendenza e amore. “Ferdineremo” ancora oggi tutti insieme con te… E poi, Ferdinando, ti riprenderai in quella zona franca della vita detta “pensione”, dove i combattenti riposano fra nostalgia e sogno residuale, la “Letizia” della tua famiglia e le coccole dei figli dei tuoi figli, per un protocollo esistenziale dove le PEC diventeranno carezze ed i timbri si trasformeranno in baci…».


