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Piano di Sorrento, le parole di Antonino Guarracino nuovo Priore  dell’Arciconfraternita Morte e Orazione

“Avrete notato che sull’invito che molti di voi hanno ricevuto e’ riportato uno dei dipinti del nostro prezioso cassettone l’ultimo o il primo , dipende dai punti vista.
Dal mio punto di vista in questo momento, è il primo dei 7 . Non è sicuramente il più importante tra quelli presenti in basilica ma e’ quella frase riportata sullo scudo di San Michele a farne un capolavoro,un trattato sull’amore.

In questi mesi ho riscoperto il suo senso profondo e sento mio ,fortissimo il richiamo all’umiltà ,
L’ invito a tenere i piedi per terra , si perché questo
messaggio che risuona attraverso i secoli è un richiamo alla cura del prossimo. “Quis ut Deus”, “Chi come Dio”, ci ricorda la nostra posizione nel mondo e la nostra responsabilità verso gli altri.
L’umiltà è la chiave che apre le porte della comprensione e dell’empatia. Essa ci invita a guardare oltre noi stessi, a riconoscere i bisogni e le speranze di chi ci circonda. In un mondo che spesso celebra l’individualismo, l’umiltà ci sfida a essere altruisti, a condividere e a sostenere senza aspettarci nulla in cambio.
Prendersi cura del prossimo non è solo un atto di bontà, ma un dovere morale. Ogni gesto di gentilezza, ogni parola di conforto, ogni carezza fatta a un nostro fratello e’ un gesto d’amore verso noi stessi e verso il mondo intero.
Quis ut deus , è un invito a riconoscere la nostra interdipendenza, a comprendere che la nostra vita è intrecciata con quella degli altri. Non siamo isole ma arcipelaghi .
l’Arcangelo Michele ci invita a guardare oltre l’orizzonte del nostro ego. È un invito a stendere la mano, a condividere le nostre esperienze e le nostre risorse, a essere di supporto e di conforto a chi ne ha bisogno. In un mondo che spesso premia l’autosufficienza, queste parole ci ricordano che la vera forza risiede nella nostra capacità di essere vulnerabili e di chiedere aiuto.

questa frase ci ricorda , mi ricorda ” che noi non bastiamo a noi stessi”!!

Prendersi cura la più bella dichiarazione che si possa fare ,completa senza fronzoli è una promessa d’amore che non si presta ad interpretazioni.
prendersi cura!!!

Io sono riconoscente ad una miriade di persone.
I miei amici ,mia madre mio padre i miei nonni,
I miei maestri i sacerdoti che hanno custodito le mie fragilità,
devo tanto a Giosuè a ,Gianfranco, Giovanni somma ,Roberto Rosario ,Antonio Irolla Antonello, sono in debito con Giancarlo d ‘esposito e con tanti di voi,
Perché
Nella mia storia ho combattuto le mie debolezze e le mie battaglie anche grazie a chi si è preso cura di me.

Lo hanno fatto i priori qui presenti accogliendo l’ultimo arrivato, il più inesperto con immensa dolcezza, lo hanno fatto i miei confratelli sostenendomi
in questi mesi complicati,
Lo hanno fatto Nello , Luigi, Peppe, Aniello, Fabrizio e Michele.

Io sono in debito con tutti voi qui presenti, sono stato travolto dalle vostre carezze dai vostri sguardi e inizio questo mio cammino con la consapevolezza di aver ricevuto piu’ di quanto ho dato .
Egoisticamente vi chiedo di non smettere , di continuare ad accompagnarci , di fare un pezzo di strada con noi perché da soli si cammina veloci ma insieme si và lontano.”

Alle 20.00 di ieri, nella Basilica di San Michele Arcangelo, si è vissuto un momento di grande importanza per la storia della città con la cerimonia di giuramento del nuovo Governo dell’Arciconfraternita Morte e Orazione.
Dopo due mandati il Priore Michele Gargiulo ha dovuto lasciare il suo ruolo che ha ricoperto con passione ed amore, sempre attento al rispetto delle tradizioni.
E da questa sera il nuovo Priore sarà ufficialmente Antonino Guarracino che prenderà su si sé un’eredità molto importante fatta di oneri e doveri ma anche di storia e cultura. Con lui giureranno anche i nuovi componenti del Governo recentemente eletti dai confratelli.
Al nuovo Priore ed al nuovo Governo auguriamo di svolgere il proprio compito con immutata passione tramandando quanto è stato trasmesso dalle precedenti generazioni, continuando con il proprio operato a scrivere il libro della storia dell’Arciconfraternita che ha mosso i primi passi nel lontano 1629.

arciconfraternita morte e orazione