Piano di Sorrento, auguri a Maria Laura ed Aniello per i loro 50 anni di matrimonio
Piano di Sorrento. Oggi Maria Laura ed Aniello hanno festeggiato 50 anni di matrimonio attorniati dall’amore dei figli, dei nipoti e degli amici.
L’emozione nei loro occhi era la stessa di 50 anni fa così come immutato è rimasto il loro amore, reso ancora più forte dagli anni vissuti insieme condividendo momenti felici e difficoltà sempre sorreggendosi a vicenda.
Una vita spesa per la famiglia e per la comunità parrocchiale e per loro, durante la celebrazione eucaristica, tante le preghiere e le dimostrazioni di affetto.
Il primo a prendere la parola è stato un animatore parrocchiale: «Ho conosciuto Maria Laura più di 35 anni fa, in uno dei primi campi scuola per giovani. Lei giovane donna da poco affascinata dall’amore di Cristo mi ha sempre ricordato Sant’Agostino. “Tardi ti amai”, ripeteva nel gruppo di studio di quel campo scuola. Poi sempre più innamorata della Parola di Cristo ha iniziato a studiarla ed a pregarla. A poco a poco è diventata un pilastro della fede della nostra comunità. Ha fatto catechesi adulti per tanti anni, ha riunito tante famiglie, ha salvato tante coppie ed infine ha creato la strada della carità per tanti giovani ed adulti. Ma chi sarebbe stata Maria Laura senza Aniello? Lui burbero, schivo. Lei entusiasta, appassionata. Lui con l’animo buono, lei con un carattere fortissimo. Diversi ma convergenti. E 50 anni di vita insieme lo dimostrano. Grazie Signore per questa coppia, grazie per questi anni di santità a servizio della nostra comunità. La strada è ancora lunga».
E’ stata poi la volta di una catechista: «La famiglia è il quadrante della vita, lo spazio dove il tempo diventa fruibile. Ricordo l’immagine dell’orologio che Arturo utilizzò qualche anno fa a proposito della famiglia. E cioè la famiglia è lo spazio in cui si snoda il tempo che passa. Ed è in questo spazio che per voi cari sposi, Maria Laura e Aniello, si sono svolti 50 anni di relazioni, di resistenza, di crescita, di sconvolgimenti di equilibri con il meraviglioso arrivo dei figli, nuora, genero, nipoti. Uno spazio prima solo vostro, ora ricco di affetti. Voglio ringraziare Dio anche a nome delle catechiste perché oggi celebrate il vostro tempo qui con noi, davanti all’altare del Signore per rendergli grazie in questo spazio del vostro tempo che è la famiglia parrocchiale».
Toccante il messaggio giunto dalla Clarisse del Monastero di clausura di Orvieto dove ci sono diverse consorelle provenienti dalla parrocchia carottese: «Ti rendiamo grazie Signore per Maria Laura ed Aniello, per come li hai impastati insieme in questi 50 anni facendo di loro un pane per la fame di tanti. Sono partiti dal nostro altare ed ora ritornano a questo altare carichi di anni, di doni, di gioie e di dolori, di figli e di nipoti. Tu solo conosci il loro reciproco amore fatto di pazienza, attesa, gioia, silenzio, quotidiano ricominciamento. L’amore che tu prometti agli sposi il giorno delle nozze è un mistero che si srotola nel tempo, che si comprende pian piano. Inizia con incoscienza, prosegue con coerenza, fino a sfociare in quella benevolenza che sola scioglie l’egoismo e rende ciascuno custode della debolezza dell’altro. L’amore che tu hai promesso a Maria Laura ed Aniello ha il sapore della Pasqua, ha attraversato i sentieri in salita dell’incomprensione, quelli in discesa delle delusioni per imparare a gustare la gratuità dell’accettazione fatta di piccole cose, piccoli gesti, piccoli silenzi, piccoli sorrisi che tu solo conosci. L’amore che tu hai donato loro ha assunto la forma eucaristica del dono senza riserve, sprecato, rinnovato, consegnato, moltiplicato. Tu ne conosci la profondità e l’ampiezza, il prezzo ed il guadagno perché ciascuno è diventato quel che è grazie all’altro ed è così che si inverano le parole del primo giorno: “esserti fedele nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, onorarti e rispettarti per tutti i giorni della mia vita. Adesso sono parole fatte carne, nella carne unica di Maria Laura e di Aniello. E mentre qui, dal Monastero di Orvieto, attendiamo vigilanti il ritorno di Cristo Sposo, Signore del tempo e della storia che ci invita tutti alle sue nozze eterne, impariamo da questi sposi lo spessore di una fedeltà intessuta di misericordia. E noi, sorelle Clarisse, chiediamo per essi e per tutta la loro famiglia protezione, consolazione, comunione ed ogni benedizione».
E poi l’affettuosa preghiera della figlia Rossella: «Ti rendiamo grazie Signore per la nostra famiglia, pane preso, benedetto, spezzato, dato. Preso nell’entusiasmo della giovinezza di mamma e papà nella minicooper vicino al Bar Scala, benedetto nella grazia di una famiglia unita e nei doni ricevuti dei figli e dei nipoti. Spezzato nelle intemperanze del carattere di papà, dei momenti di tensione e di dolore. Dato nell’incondizionata accoglienza dell’anima di mamma che trova sempre tempo per ognuno. Dato nell’infinita disponibilità di papà, chef e tassista a tempo pieno. Grazie Gesù perché ogni volta in questi 50 anni mamma e papà, quando gli è stato chiesto qualcosa che credevano di non poter dare, si sono ricordati ed hanno creduto nei pani avanzati nelle dodici ceste».
A concelebrare questo giorno così imporante Don Pasquale Irolla, per tanti anni amministratore parrocchiale della comunità di San Michele Arcangelo ed attualmente parroco a Capri: «Sono contento di esserci in questa domenica. Questo è un segno che anch’io avrei partecipato a questa grazia e che forse anche voi meritavate una presenza del passato. Ringrazio il Signore per la storia d’amore di Maria Laura ed Aniello. Dal punto di vista matrimoniale penso che resti per tutti noi la testimonianza che ogni crisi matrimoniale nasconde una grazia. In questo penso che, oltre all’accompagnamento personale, molti hanno recepito questo e cioè che la cosa più importante nella vita matrimoniale è andare a fondo per cogliere la grazia nella tempesta. Penso che Aniello abbia dato una cornice ad un’opera d’arte. Le donne hanno bisogno di una cornice altrimenti il mondo impazzisce, va a rotoli. E se c’è una cornice diventa tutto più bello e valorizzato. Allo stesso tempo Maria Laura ha dato tanto ad Aniello, in particolare l’invito a guardare in alto, ad andare avanti, a sorridere. Il dono più grande è quello di vedervi attorniati da figli e nipoti, per la noi la gioia di guardarci negli occhi e dire: “E’ bello”. L’augurio è che questa grazia seminata nella vostra vita possa essere colta da tante coppie, da qualche donna o da qualche marito che dica: “Forse è il caso che mi prenda cura, oltre che di mia moglie o di mio marito, anche della vita di altri”».
Ed anche il genero Giacomo Giuliano ha voluto postare un bellissimo messaggio sulla sua pagina Facebook dal titolo “Il Comandante e la pia donna: le nozze d’oro: «Era il 23 giugno del 1974, si giocava Italia Polonia per i campionati mondiali di calcio, e nel contempo, in un clima afoso, si stava festeggiando all’Hotel Capodimonte di Sorrento il matrimonio dell’anno, fra una delle giovani glorie carottesi del Nautico, il comandante Aniello Russo, conosciutissimo in paese, e l’avvenente ventenne ragazzina della Mini Minor, Maria Laura, ultimogenita dei Maresca, quelli del caffè…
Si narra che sul più bello dei festeggiamenti, lo sposo fosse misteriosamente sparito; lo cercavano tutti, si pensò a una fuga, lo ritrovarono scatenato a tifare Italia in una piccola sala dell’Hotel. Nonostante le funamboliche premesse, quel matrimonio mantenne le promesse e produsse nel tempo perenne melodia, come un arpeggio di accordo maggiore fatto sui tasti bianchi e neri di un pianoforte a coda, come l’agro-dolce finissimo di una delizia al limone.
Son passati appena 50 anni e l’Italia gioca fortunatamente di lunedì gli Europei di Calcio 2024. Si può così celebrare serenamente il metallo aureo per questa solida sinergia coniugale, che è la dimostrazione scientifica di come la complementarietà sia un principio appartenente più alla chimica che alla geometria e la compatibilità di coppia sia un’alchimia che scaturisce dall’ amore puro e dalle condizioni dell’anima più che da principi meramente antropologici.
Lui, il comandante, con i suoi toni solo apparentemente burberi, ma decisamente friabili e dunque affabili, con quella concretezza d’azione tipica dei vecchi lupi di mare, e con quel modo di amare tutto suo, fatto di metafore e carezze emotive, è persona che devi conoscere bene per capirne appieno l’essenza affettiva e la forte carica d’amore.
Lei, la pia donna, è stata da sempre il fulcro, il perno della famiglia. C’è un vecchio detto che dice: “prima di sposare tua moglie osserva bene tua suocera”. All’epoca eseguii alla lettera queste prescrizioni di saggezza, tanto da “innamorarmi” quasi prima di mia suocera che di mia moglie. Maria Laura, donna dolcissima e determinata, un’indole meravigliosa, in cui saggezza ed intuito ballano per la vita, in cui spiritualità e pragmatismo sembrano binari perfetti tanto da sembrare inverosimili. Un faro di luce per tutti, una versione atipica di “amica”, che sminuzza e stritola qualsiasi leggendario pregiudizio su quell’essere mitico appartenente alla specie “homo sapiens” denominato “suocera”.
Quasi la metà di questi cinquanta segmenti temporali li ho trascorsi con loro…io “genero” e loro “generosi”. E sì, perché… non solo mi hanno preservato e donato il meraviglioso cucciolo di donna con cui ho costruito il mio castello di sogni, compreso la fantastica prosecuzione genetica, sul semplice principio per cui si nasce per far amare e poi si ama per far nascere. Ma ho ricevuto da loro perfino un inatteso surplus di amore che non può appartenere alle semplici dinamiche di affinità familiare.
Dove lo trovi un suocero che ti sbuccia la frutta ogni giorno e ti prepara il delizioso sughetto con i totanielli a richiesta? Dove lo trovi un suocero che ogni giorno ad 85 anni si alza alle 6.30 al mattino e fa da autista con pazienza ai tuoi figli evitando a te questo adempimento? E quando una suocera ti coccola da sempre con amore, come un figlio, ed è consulente perenne di ogni tua difficoltà umana, e ti indirizza la vita come una saggia sorella maggiore, allora la curva gaussiana della normalità impazzisce…
Ecco perché adoro i miei suoceri, ecco perché questo mio sentitissimo augurio passa prima per un necessario ringraziamento universale, che parte da cinquanta e poi conduce verso l’unico possibile valore: l’Infinito».
Eda che noi di Positanonews ci uniamo al coro di auguri per Maria Laura ed Anielli per questo importante anniversario colorato d’oro.

