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Festival del giornalismo di inchiesta, a Sant’Agata arriva Sigfrido Ranucci. Per la seconda giornata del festival del giornalismo di inchiesta, è la volta di un altro personaggio di spessore. Dopo Luca Telese, infatti, sul sagrato della chiesa di Sant’Agata arriva il celebre giornalista Sigfrido Ranucci: un pezzo importante della Rai che, con le sue tante inchieste, è diventata la “bestia nera” dell’illegalità. “La scelta”, come il nome del suo libro, di condurre una vita non facile da scortato pur di ottemperare al suo lavoro, ossia di andare fino in fondo ai casi complicati, con la consapevolezza del rischio a cui è costantemente sottoposto. Il caso del fosforo bianco, utilizzato dall’America nella guerra contro l’Iraq, il caso Tosi, che ha portato Ranucci ad avere molti nemici, il ritrovarsi a Manhattan dopo la caduta delle Torri gemelle, sono solo alcuni dei tanti casi raccontati nel libro. Gli incontri fortuiti con alcune persone che si sono rivelate poi determinanti per arrivare a delle conclusioni delle sue inchieste. Persone nate per “compiere delle missioni”, come afferma il giornalista, che poi sono scomparse subito dopo esserci riuscite. Parole emozionanti ed emozionate quelle di Sigfrido quando, su sollecitazione di Vincenzo Iurillo, spiega come sia riuscito a fare accettare il suo lavoro ai figli, che inizialmente non volevano accettare. Tanta emozione e tanti applausi per Ranucci sono scattati dalla folta platea rimasta in estasi per tutti i 90 minuti del suo intervento.