Emergenza idrica a Capri, il sindaco Paolo Falco contro la Gori: “Dovrà rispondere dei danni economici”
A causa dell’emergenza idrica ieri il sindaco di Capri, Paolo Falco, ha bloccato gli sbarchi ai non residenti. Una decisione difficile ma necessaria per affrontrare la criticità del momento. Un duro banco di prova per il neoeletto primo cittadino.
Ed in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno il sindaco Falco esprime il proprio parere contro la Gori e la gestione dell’emergenza: «La Gori ha responsabilità molto specifiche in una vicenda che andava altrimenti affrontata. Con note ufficiali ha confermato a più riprese che l’emergenza era praticamente risolta. Se Gori non ci avesse illuso ci saremo mossi molto prima. Ma io non ho comunque dato loro ascolto. Nella notte fra venerdì e sabato abbiamo lavorato ininterrottamente. È stata istituita una unità di crisi e abbiamo capito che non era possibile fidarsi. Di qui la scelta di impedire, fin da ieri mattina, gli sbarchi. Anche il sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, è stato al mio fianco e la situazione è stata costantemente monitorata. Abbiamo subito fatto i passaggi per far arrivare una nave cisterna militare, che procede lentamente e che si è avviata durante la notte scorsa notte. Autobotti più piccole sono arrivate a più riprese. Ma l’emergenza c’è stata. Come sindaco sono la massima autorità sanitaria locale e confermo che non si poteva decidere in alcun altro modo».
Per quanto riguarda gli eventuali danni da risarcire il primo cittadino precisa: «Ritengo che di questo dovrà risponderne la Gori. Le informazioni poco chiare e spesso fuorvianti emerse dai comunicati della Società ci hanno impedito di
affrontare l’emergenza con modalità alternative a quelle sin qui adottate e ci riserviamo pertanto, sin d’ora, di avviare tutte le iniziative necessarie a tutela degli interessi della cittadinanza e degli operatori coinvolti, in considerazione degli ingenti danni, economici e di immagine che si sono determinati».


