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Atrani-Ravello: sulla vicenda del cimitero il Tribunale Amministrativo di Salerno dà ragione al piccolo borgo

Con atto notificato e depositato il 10 gennaio 2023 il Comune di Ravello ha trasposto in sede giurisdizionale, a seguito di opposizione del Comune di Atrani dell’8 dicembre 2022, il ricorso straordinario al Capo dello Stato proposto per l’annullamento della D.C.C. n. 19 dell’8.06.2022 del Comune di Atrani, nella parte in cui ha modificato l’art. 55 del Regolamento di Polizia Mortuaria e dei Servizi Cimiteriali, restringendo la platea dei residenti della frazione Castiglione di Ravello aventi diritto alla sepoltura nel cimitero di Atrani.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Prima), si è definitivamente pronunciato sul ricorso dando ragione al comune di Atrani.

La sentenza del TAR di Salerno ha stabilito che il Comune di Atrani ha agito legittimamente nel modificare il proprio regolamento di polizia mortuaria, limitando la sepoltura nel cimitero comunale solo ai residenti del Comune stesso e, in particolare, a una porzione specifica della frazione di Castiglione. Questo ha respinto il ricorso del Comune di Ravello, che contestava tali restrizioni.

Il TAR ha riconosciuto la piena legittimità dell’ente comunale di Atrani nell’esercitare la propria discrezionalità amministrativa in materia di regolamentazione cimiteriale.
Non è stata rilevata alcuna violazione di questi principi, nonostante le obiezioni del Comune di Ravello.
La sentenza ha ribadito che è lecito per il Comune di Atrani circoscrivere l’accesso alla sepoltura nel proprio cimitero ai residenti del territorio comunale, con ulteriori restrizioni ai residenti di specifiche strade della frazione di Castiglione.
Non è stato trovato alcun autovincolo che potesse invalidare le modifiche apportate. Inoltre, il Comune di Atrani non aveva obbligo di concertazione con il Comune di Ravello per tali modifiche.
La delibera è stata considerata un atto di indirizzo politico-amministrativo, mirato a orientare l’azione del Sindaco senza condizionare direttamente la gestione concreta della vicenda.
La disputa tra Ravello e Atrani ha radici che risalgono a oltre 50 anni fa. Nel 1970, Atrani aveva esteso il diritto di sepoltura nel proprio cimitero anche ai residenti della frazione di Castiglione. Tale concessione era motivata dalla vicinanza geografica e dal fatto che il terreno del cimitero era stato ceduto dal Comune di Ravello. Negli anni successivi, con l’aumento della popolazione e la conseguente carenza di spazi, il Comune di Atrani ha gradualmente ristretto i criteri di ammissibilità per la sepoltura.

Il TAR ha confermato la legittimità delle modifiche apportate dal Comune di Atrani al proprio regolamento di polizia mortuaria. Il ricorso del Comune di Ravello è stato respinto, con i giudici che hanno ribadito il diritto di Atrani di regolamentare l’uso del proprio cimitero comunale secondo le necessità locali.