Sorrento, grande successo per lo spettacolo di Enzo Decaro con la rivelazione del sorrentino Roberto Fiorentino
Sorrento. Ieri al Teatro Armida partecipazione e pienone di un pubblico attento e curioso per Enzo Decaro, protagonista della commedia di Peppino De Filippo “Non è vero ma ci credo” inserita nella XV edizione della rassegna “M’Illumino d’Inverno” promossa dal Comune di Sorrento ed avallata dal sindaco Massimo Coppola. Un’opera che ha visto anche la partecipazione del bravissimo attore sorrentino Roberto Fiorentino.
Guardare ed assistere e uno spettacolo teatrale è sempre molto emozionante soprattutto quando in scena ci sono storie e personaggi divertenti.
La superstizione e la presunta iettatura vanno a braccetto insieme e deliziano il palato del pubblico in questa bella, avvincente (e scritta benissimo) commedia di Peppino de Filippo. Una nuova edizione dell’opera portata in scena in questo periodo da Enzo Decaro e la sua compagnia.
La vita presa in giro da Peppino De Filippo.
E’ la storia semiseria di Gervasio Savastano, un uomo così impegnato nella sua azienda a far rispettare (e naturalmente anche nella privata vita familiare) i riti ossessivi della superstizione, cosa nella quale crede moltissimo per far andare le cose nel verso giusto, con sopportazione di chi gli sta attorno. La vita affrontata con riti e superstizioni strane che coinvolgono i protagonisti della storia
Il commendatore crea un clima nefasto, insopportabile, con contraccolpi che contribuiscono a spezzare l’armonia del tempo che scorre fluido, lineare. Lui pensa a ben altre cose, a come possono andar meglio anche i suoi affari e la vita in famiglia. Innanzitutto meglio levarsi i presunti menagrami, come l’impiegato Belisario Malvurio, che si trova di punto in bianco a spasso. Il clima però cambia quando per un colloquio di lavoro si presenta in ditta un tale Alberto Sammaria, brillante personaggio interpretato dal giovane attore sorrentino Roberto Fiorentino, bravo e scaltro, dotato di una particolarità…fisica che gli salva tutto (e salva secondo la sua presunzione, tutto anche al commendatore in questione): è la gobba che il giovane si porta appresso e che basta e avanza a fargli avere una bella posizione con lo stipendio medio di molto aumentato, e altri privilegi. Il signor Gervasio non sta nella pelle e vede tutto roseo da lì in poi, salvo la direzione degli eventi che procede nella propria strada, che gli farà intendere alla fine che non è proprio così, che è il caso, il destino a prenderci cura di noi spesso… La briosità della commedia, scritta con grande maestria da Peppino De Filippo, con attento linguaggio, è corredata da un’ottima interpretazione di tutta la compagnia, che si prodiga ed è ben orchestrata dal regista Leo Muscato, in tutti i quadri della storia. E’ una bella festa di teatro, certamente grazie anche all’intuizione di chi l’ha scelta e proposta al pubblico. Un interprete leader come Enzo Decaro, veterano dello spettacolo che sta un po’ forse sottotono rispetto a De Filippo attore, recitando sobriamente evitando gli eccessi. Completano il tutto la funzionale scena di Luigi Ferrigno, con ombrelli appesi e nuvole a ricordare come la iettatura possa anche sulla meteorologia, le belle luci di Pietro Sperduti, e una regia che muove alla perfezione i personaggi burattineschi, mettendoli di fronte all’assurdo credere della sfortuna e agli angoli sfumati della stessa, nel confronto col protagonista. Di Enzo Decaro abbiamo già detto, si muove con un istinto morigerato, e la sicurezza dopo anni di esperienza messa al servizio di un testo che Peppino, il grande Peppino scrisse nel 1942 che sembra proprio non soffrire gli anni. La superstizione del resto, è stata affrontata in molti scritti. Una credenza antichissima, che ancor oggi, magari celata, può raccontare di sé e degli altri, rimanendo sempre una caratteristica curiosa.
Fonte: Sipario
(Riflessioni di Gigi Maresca e di Francesco Bettin)

