Semafori a Castiglione: il problema grosso è un altro ed è anche burocratico ed economico
In relazione all’articolo di Positanonews relativo ai semafori a Castiglione, riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Bruno Russo: “Caro Direttore, ho letto l’articolo, ma il vero problema è che alcuni tratti della statale 163 in concessione dell’Anas vengono trattati come “traversa interna” (ovvero centro abitato) quando, in realtà, non presentano le caratteristiche di un centro urbano. In questi casi, sembra che l’Anas così si sottrae dalle responsabilità, sia in termini di gestione che, soprattutto, economiche, come nel caso degli ausiliari al traffico a cui dovrebbe partecipare finanziariamente.
Un esempio concreto è il Comune di Ravello, che gestisce in maniera impropria l’intera frazione di Castiglione di Ravello come centro abitato, nonostante sembra non ne abbia le caratteristiche. A titolo di esempio, ha istituito parcheggi a pagamento sulla ex strada statale 373, ora provinciale, (e gli incassi non dovrebbero entrare nelle casse comunali, ma bens’ dell’ente proprietario che il quel caso è la Provincia) con il rischio che le contravvenzioni al codice della Strada possano risultare invalide se portate davanti al giudice di Pace (naturalmente i cittadini devono essere messi all’occorrenza di queste informazioni).
Il problema delle segnalazioni anticipate di centri abitati è diffuso. In diversi comuni, il segnale di centro abitato è posto a diverse centinaia di metri dal primo edificio o in corrispondenza di un edificio isolato, distante diverse centinaia di metri dal reale centro abitato. Queste scelte sono irregolari, come indicato nella circolare del Ministero del 29 dicembre 1997, N. 6709/97 (G.U. n. 38 del 16.2.98). Tale documento specifica che gli edifici devono essere in stretta relazione tra di loro, con esclusione di terreni agricoli, aree fabbricabili, ecc: gli edifici (non meno di venticinque fabbricati e dalla piantina allegati non sembra che a castiglione di ciano 25 fabbricati uno di seguito all’altro) “…debbono essere in stretta relazione tra di loro e non costituire episodi edilizi isolati; i fabbricati, quindi, possono essere intervallati solo da: “strade, piazze, giardini o simili, ed aree di uso pubblico” con esclusione quindi di terreni agricoli, aree fabbricabili, ecc.”. Ancora la Direttiva ricorda che “…a tale proposito non appare condivisibile l’atteggiamento di alcuni Comuni di delimitare il centro abitato, ai fini dell’applicazione delle norme del Codice, non in relazione all’insieme continuo di edifici che lo costituisce, ma sovente in posizione largamente anticipata in corrispondenza, ad esempio, di case sparse, se non addirittura all’inizio del territorio comunale, senza alcun vantaggio per gli utenti della strada e della sicurezza più in generale”.
La Direttiva ribadisce che la delimitazione del centro abitato deve avvenire in base alla situazione edificatoria effettiva o in costruzione, non a quella ipotizzata dagli strumenti urbanistici. Inoltre, gli edifici interni al centro abitato devono essere reali o in fase di costruzione, non solo previsti dagli strumenti urbanistici: “…la delimitazione del centro abitato deve essere effettuata in funzione della situazione edificatoria esistente o in costruzione, e non di quella ipotizzata dagli strumenti urbanistici, tenendo presente che il numero di almeno venticinque fabbricati, con accesso veicolare o pedonale diretto sulla strada, previsti dall’art. 3, comma 1, punto 8, del codice della strada, è comunque subordinato alla caratteristica principale di “raggruppamento continuo”.
Va notato che l’Anas è una società partecipata dallo Stato attraverso Ferrovie dello Stato Italiane, quindi vigilata dal Ministero delle Infrastrutture. Pertanto, non dovrebbe fare finta di non sapere di tali questioni. E l’Anas dovrebbe garantire una corretta gestione e vigilanza sul rispetto delle normative.
In conclusione, sembra che nel tratto di Ravello in questione, non sia possibile richiedere l’istituzione dei semafori dal Comune di Ravello poiché il Comune non ha la competenza necessaria e quindi sarebbe improprio anche l’incarico affidato a società terza per redigere documentazione tecnica integrativa per il rilascio del nulla osta per i semafori. Questa competenza dovrebbe spettare all’Anas, ma per motivi apparenti è preferibile far credere o dichiarare che quel tratto di strada è centro abitato?”


