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Castellammare, chiuso il reparto di emodinamica, Scala: “Tutto ciò e inaccettabile”

Castellammare, chiuso il reparto di emodinamica, Scala: “Tutto ciò e inaccettabile”
Emodinamica al San Leonardo: un’assurda decisione che costa vite umane. Le altissime cariche della dirigenza sanitaria della ASL Napoli 3 hanno scelto di mantenere questa struttura chiusa, ignorando le tragiche conseguenze sulle vite dei cittadini. Questo è quanto ha denunciato con veemenza il segretario regionale di Sinistra Italiana, Tonino Scala.

La vicenda si concentra attorno al reparto di emodinamica situato presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare, un reparto che è stato allestito in modo duplicato anche a Boscotrecase. Sorprendentemente, nonostante la totale disponibilità del reparto stabiese, questo rimane inaccessibile da tempo. La domanda che si pone è: perché? La risposta giace nelle decisioni politiche dei dirigenti della ASL Napoli 3, i quali hanno preferito tenerlo chiuso e costruire una replica nel territorio vesuviano.

Ieri, un uomo di soli 47 anni ha perso la vita dopo essere stato trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare a causa di problemi cardiaci. Resta il dubbio se un intervento tempestivo presso il reparto di emodinamica del San Leonardo avrebbe potuto salvarlo, un quesito che sfugge alle competenze di chi non è medico. Ciò che è certo è che, mentre le istituzioni si concentrano su strategie di consolidamento del potere, duplicazione di strutture ospedaliere e continue promesse di costruzione, il tragico bilancio delle vittime continua ad aumentare.

Questa situazione è del tutto inaccettabile e getta una pesante ombra sulla classe dirigente e su chi continua a votarla. Queste parole, insieme a molte altre denunce espresse in precedenza, rischiano purtroppo di cadere nel vuoto, poiché sembra che la colpa venga spesso scaricata su altri, senza che nessuno prenda la reale responsabilità. Nel frattempo, il pubblico soffre e le persone continuano a perdere la vita. Questa è purtroppo la triste realtà del sistema sanitario in Campania, una realtà che perdura da troppi anni.