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La “Pineta” de Le Tore , uno spettacolo sconcertante

Riceviamo e pubblichiamo Meta, 21/07/2023
La Pineta “Le Tore”
Dopo aver letto il racconto del Prof Ciro Ferrigno, questa mattina mi sono recato su i Colli di Fontanelle a Sant’Agnello  dove ho preso il mio solito caffè, poi ho deciso di proseguire per il Nastro Azzurro sino alla pineta “Le Tore” di Sorrento . Una volta giunto in prossimità della pineta, davanti a i miei occhi si è presentato uno spettacolo a dir poco sconcertante; un abbandono totale. Un po’ di anni fa, assieme a miei amici, alle ore 8 e 30, ci recavamo e camminavamo lungo il viale centrale per circa due ore respirando aria salubre parlando del più e del meno. Ho cercato di accedere a quel viale; non mi è stato possibile per le condizioni del sottobosco e pini abbattuti li abbandonati. Mi sono incamminato per la strada che costeggia la pineta in cerca di un punto di accesso che io ricordavo; nulla da fare, lo spettacolo e le condizioni non lo permettevano. Ho continuato sino al termine della strada, dove, a dimostrare la cultura dei singoli; spazzatura di varia natura, che, visto le condizioni della pineta, ci stavano bene. Alle Amministrazioni interessa tutto ciò che attira turismo di massa, senza rendersi conto che questo arreca soltanto confusione, ignorando la manutenzione del verde. La penisola, di questo passo andrà a farsi fottere. Per un turista non è possibile respirare un po’ di aria e di frescura all’ombra di agrumeti dei quali una volta la penisola era piena. Si stanno elargendo milioni e milioni di euro per riqualificare ad personam, spiagge, strutture alberghiere, B&B, case vacanze e chi più ne ha, più ne metta, trasformando quello che un tempo rappresentava la penisola sorrentina (agrumeti, uliveti) in parcheggi per le auto, ignorando quanto sia utile l’ossigenazione dell’aria per la nostra salute. Tutto questo solo per il Dio danaro; dire Dio è sbagliato. mi correggo sostituendo la parola Dio con: INGORDIGIA. Di questo passo, la penisola sorrentina; ha vita breve. Allego foto.
Francesco Saverio Pollio