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Napoli, il Pascale sul podio per la cura dei tumori

Napoli, il Pascale sul podio per la cura dei tumori. Secondo la classifica del World’s Best Hospital, stilata ogni anno da Newsweek, celebre magazine americano, Napoli, insieme a Milano, detiene il primato in assoluto dell’oncologia italiana. Alla voce Oncology, infatti, tra i 150 ospedali specializzati nel mondo, in Italia compaiono solo tre strutture, tutte a parti merito: lo Ieo (Milano), l’Istituto dei tumori (Milano), ed il Pascale (Napoli). Un riconoscimento molto importante, che premia Nord e Sud.

La classifica, che elenca i migliori ospedali in 27 Paesi, viene stilata sulla base di molteplici fattori di comparabilità. I Paesi vengono scelti in base al tenore e l’aspettativa di vita, il numero di ospedali presenti e la dimensione della popolazione.

I Paesi inclusi sono Stati Uniti, Germania, Giappone, Corea del Sud, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna, Brasile, Canada, India, Australia, Messico, Paesi Bassi, Austria, Tailandia, Svizzera, Svezia, Belgio, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Israele, Singapore, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Colombia.

«È significativo che tra gli ospedali specializzati, cioè un focus su specifiche patologie, su 15o selezionati nel mondo, di cui 13 italiani, il Pascale venga citato tra le sole tre istituzioni oncologiche, con le due milanesi. Durante il Covid non ci siamo mai fermati, né dal punto di vista assistenziale né per le attività di ricerca, anzi aumentando le nostre attività e rimanendo durante la pandemia l’unico presidio di riferimento per i pazienti oncologici del nostro territorio», ha commentato il direttore scientifico del Pascale, Alfredo Budillon.

Secondo i ricercatori e gli esperti di Newsweek, il Pascale riesce a farsi carico non solo del paziente e della sua malattia, ma anche di tutta la gestione degli aspetti c he possono influenzare il suo percorso di guarigione, mettendo al centro le esigenze sue e dei famigliari ed elaborando un piano terapeutico su misura. «Un traguardo raggiunto grazie al coinvolgimento di diverse figure, come l’oncologo medico, il chirurgo oncologo, il patologo dedicato, il radioterapista, un componente dell’area scientifica o di ricerca, lo psicologo, il logoterapista. Prova che dove, e quando, c’è sinergia, il risultato finale è sempre maggiore della somma dei singoli componenti. E grazie soprattutto a questa sinergia siamo riusciti ad ottenere questi prestigiosi traguardi che ci impongono di continuare con sempre maggiore impegno», ha concluso il direttore generale Attilio Bianchi.